09
ott

Roberto Gatti
in: News

Aiuti cancellati per viticoltori salentini

Sparita dalla legge regionale la quota aggiuntiva di vigneti per il Salento

 

È passato per mesi in sordina, ma non è sfuggito ai diretti interessati. I viticoltori del Salento si chiedono perché dalla Legge regionale n.4/2017 sia stato cancellato un sostanziale aiuto previsto invece nel disegno di legge originario (Ddl n.147 dell’8 agosto 2016) con cui si destinava una quota maggiore di diritti di impianto di vigneti alla zona infetta da xylella fastidiosa.

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In particolare, nella legge approvata dal Consiglio regionale è stato cassato un comma dell’Art. 8 su «Tutela del patrimonio paesaggistico e ripristino dell’equilibrio economico nelle zone infette». Si tratta del comma numero 6 che citava testualmente: «alle imprese agricole operanti nell’area infetta si conferisce priorità nell’assegnazione del 50 per cento delle nuove autorizzazioni per gli impianti viticoli previste dal Regolamento Ue n. 1308/2013».

 

Contro questo comma era stato presentato un emendamento dal consigliere Cristian Casili, discusso in IV Commissione Agricoltura. Il timore del pentastellato era quello di dare la stura con tale agevolazione ad una conversione massiccia degli oliveti ad altre colture.

Ma alla luce del disastro attualmente sotto gli occhi di tutti, gli agricoltori del Salento ora protestano contro questa chance loro negata.

 

La cancellazione del comma a favore dell’area infetta non è sfuggita a Pierfederico La Notte, ricercatore del Cnr di Bari e da sempre in prima linea nello studio dell’epidemia che ha colpito il Salento. In un post su Facebook il ricercatore chiede: «Dimenticanza, forza maggiore o cosa? Vorrei capire sinceramente cosa sia successo e la ratio di questa “scomparsa” che cancella un piccolo ma significativo aiuto al territorio in difficoltà».

 

Ed anche nel mondo agricolo monta la protesta. «È senza dubbio un’opportunità persa – dice Damiano Calò, della cantina Rosa del Golfo di Alezio – nella zona di produzione del mio vino facciamo ormai fatica a reperire materia prima. Sarebbe stato importante poter avere la possibilità di altri vigneti da mettere a dimora. Certo, preservare l’olivicoltura è importante ma laddove i disseccamenti non lasciano più speranze perché non impiantare vigneti?».

 

«Al di là delle questioni agricole – dice Giuseppe Coppola, che oltre ad essere un viticoltore è anche presidente della sezione turismo di Confindustria Lecce – vi è il problema dell’identità del paesaggio da tutelare in questo momento nel Salento. E se purtroppo in molti casi per gli uliveti non c’è più nulla da fare, la vite è l’altra coltura tradizionale del territorio. Per cui sarebbe opportuno concedere al Salento una fetta maggiore di autorizzazioni di impianto rispetto a quelle normalmente previste. Un modo per compensare anche lo “scippo” perpetrato da anni alla Terra d’Otranto da parte di regioni come Sicilia e Veneto».

 

 

( Fonte lagazzettadelmezzogiorno )

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