15
lug

Roberto Gatti
in: News

Il Negroamaro

Il Negroamaro è il vitigno autoctono più coltivato in Puglia.

 

Originariamente coltivato nell’intera penisola Salentina, comprendeva interamente le Province di Lecce, Brindisi ed in parte anche Taranto, recentemente si è diffuso anche nel resto della Regione Puglia soprattutto per la produzione dei vini ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.).

 

Questo vitigno veniva utilizzato innanzitutto come base per la creazione di diversi blend e molto spesso per migliorare i vini settentrionali con il suo intenso colore.

Solo negli ultimi vent’anni, grazie al lavoro di alcuni produttori che hanno posto come loro obiettivo la qualità, tale varietà è riuscita a farsi conoscere come vino dai grandi contenuti enologici e dalle superiori qualità organolettiche.

Da diversi anni a questa parte, tuttavia, i produttori vitivinicoli salentini hanno cominciato ad utilizzare le uve di questo vitigno per produrre vini in purezza, ottenendo così il Negro amaro che tutti conosciamo ed apprezziamo: un vino di grande personalità, riconoscibile al primo sorso, fortemente legato al territorio del Salento, del quale racconta colore e solarità. Il suo profumo richiama alle assolate terre salentine, mentre il sapore inimitabile lo ha fatto apprezzare in tutta Italia ed anche all’estero.

Il Negro amaro dà un vino di colore rosso rubino, il profumo è intenso, vinoso e fruttato, con riconoscimenti di piccoli frutti a bacca nera. Dotato di media struttura e un buon equilibrio, può essere abbinato ai piatti tipici della cucina pugliese come pasta asciutta con il ragù in bianco, millefoglie di verdure, carni rosse, salumi e formaggi stagionati.

È un ottimo vino e il prezzo consigliato e 6,00 a 10,00 €.

 

Questo vitigno costituisce la base di alcuni dei migliori vini del Salento, dai freschi e sapidi rosati ai potenti e grandiosi rossi, entrambi riconoscibili da una naturale eleganza e morbidezza.

Il successo del vitigno è certamente legato agli eccezionali vini rosati salentini che oltre ad essere tra i pochi altri rosati italiani prodotti da vitigni autoctoni, è certamente più antico. Infatti durante la seconda guerra mondiale, nel Feudo “Cinque Rose” a Salice Salentino (Le), nasce , ad opera della Cantina Leone de Castris il “Five Roses”, il primo vino rosato ad essere imbottigliato e commercializzato in Italia. E proprio quest’anno il premio “l’Oscar del Vino ” l’ha vinto il Five Roses come miglior vino rosè.

Sono proprio i rosati i grandi vini del Salento, che negli ultimi anni hanno saputo conquistare uno spazio importante nel nuovo panorama regionale di qualità; affascina al primo sguardo con il caratteristico rosa cerasuolo cristallino e seduce con i sentori fruttati di ciliegia e fragolina di bosco. In bocca è fresco, morbido e piacevolmente persistente. Si consiglia di abbinarlo a risotti, bolliti e piatti di pesce e carni bianche, ottimo con la frisa salentina.

 

È un ottimo vino e il prezzo consigliato e 5,00 a 9’00 €uro

 

 

( Fonte iljournal )

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