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Roberto Gatti
in: Curiosità

Il vino preferito da Donald Trump? Al presidente Usa piace il Primitivo

La Casa Bianca in queste settimane ha ordinato alle Tenute Chiaromonte di Gioia del Colle ben 720 casse del prodotto pugliese, per un totale di 4320 bottiglie.

 

A Donald Trump piace pugliese, anzi Primitivo, quello prodotto nell’areale di Gioia del Colle: 720 casse da sei bottiglie l’una sono partite per la Casa Bianca. L’ordine è piombato qualche settimana fa nelle Tenute Chiaromonte, azienda agricola con sede ad Acquaviva delle Fonti e il patron Nicola Chiaromonte confessa: “ho rischiato un coccolone, ma è stato un attimo, poi ci ho brindato su”.

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( I due Primitivi inviati alla Casa Bianca in oltre 700 casse )

Il link Puglia-White house non è stata Ivanka Trump, la figlia del 45esimo presidente degli Stati Uniti che in Puglia ha trascorso le vacanze estive nel 2015, il cui ritorno era stato annunciato per le nozze di Renee Sutton ed Eliot Cohen sposi il 31 agosto a lido Santo Stefano di Monopoli. Invano.

 

“Ivanka non c’entra, almeno credo”, spiega il vignaiolo, “tutto è accaduto grazie a una serata di degustazioni organizzata a Los Angeles dal nostro importatore americano. Fra i buyers presenti c’era anche un emissario della Casa Bianca che il giorno dopo ha commissionato 700 casse dei nostri Primitivi, per l’esattezza 720”.

 

Alla volta della residenza presidenziale sono partite due etichette della cantina Chiaromonte, diverse per complessità, struttura e blasoni. Il Mascherone, Primitivo Igt Puglia: “È un vino semplicissimo, prodotto da vigneti giovanissimi nel 2016, non invecchiato e facile da bere, appena 13,5 gradi”. L’altro è per Nicola Chiaromonte uno dei gioielli di famiglia, il Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto, Primitivo doc Gioia del Colle: “Una delle etichette che hanno fatto la storia della nostra cantina, prodotta da vigneti ad alberello che hanno circa 80 anni. Un rosso avvolgente di quasi 17 gradi, super-premiato. Spero che il presidente Donald abbia brindato almeno una volta con il nostro Primitivo”. La spedizione al 1660 Pennsylvania Avenue di Washington vale quanto gli awards a cui il Contrada Barbatto ha partecipato e vinto negli ultimi anni, malgrado la giovane età della cantina.

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( I vigneti ad alberello della Tenuta Chiaromonte )

Se l’azienda agricola conta quattro generazioni, la conversione all’imbottigliamento porta invece come data di nascita il 2000. Nicola Chiaromonte aveva trent’anni. Nella biografia ufficiale non è scritto, ma nella vita precedente era maestro d’equitazione. “L’ho fatto per circa vent’anni – racconta – e spesso mi recavo a Verona per le gare di salto agli ostacoli. Al termine delle competizioni con gli altri cavalieri si stappavano grandi bottiglie di Barolo, di Brunello e dentro di me cresceva la consapevolezza che il nostro Primitivo avrebbe potuto giocarsela alla pari”. Detto, fatto. Il cavaliere allenato alle competizioni si converte all’enologia. La storia a venire gli dà ragione: nel novembre 1999 viene premiato alla Fiera cavalli di Verona, nell’aprile successivo il Contrada Barbatto incassa la prima gran menzione al Vinitaly.

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( Nicola Chiaromonte e il suo socio Paolo Montanaro )

“Storia di diciott’anni e trenta chili fa”, Nicola Chiaromonte se la ride senza nostalgia. E coltiva alberelli e sogni ad occhi aperti come quello di “incontrare The Donald in persona. Melania l’ho sfiorata a novembre scorso Pechino, sono andato a visitare la Grande muraglia tre ore prima che ci arrivasse lei”.

( Fonte Repubblica )

 

P.S. ) ho scritto di questa azienda nel 2012 al link : http://www.vinit.net/vini/Puglia/Bari/Le_Mie_Degustazioni/Gioia_del_Colle__La_Nuova_Frontiera_del_Primitivo_9470.html

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