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giu

Roberto Gatti
in: News

Non un semplice bicchiere di vino, questo Marsala racconta un’epoca

Baglio Florio: una bottiglia capace di parlarci di un’intero periodo storico, una cantina protagonista dell’evoluzione dei liquorosi siciliani dal 1832 a oggi.

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Sono pochi i vini italiani testimoni e interpreti di un’epoca. Era il 1832, quasi due secoli fa, quando l’imprenditore di origini calabresi Vincenzo Florio acquistava un terreno sulla spiaggia tra i “bagli” Ingham e Woodhouse, le aziende inglesi che allora controllavano il mercato del vino liquoroso marsala. La produzione iniziò un anno dopo, e con la dinastia dei Florio ci fu una svolta moderna che investì non solo la città di Marsala ma tutta la Sicilia.

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Armatori, proprietari di tonnare, banche e alberghi, ma anche mecenati d’arte; nei salotti culturali dell’epoca la colta donna Franca, moglie di Ignazio Florio, brillava come icona di stile e musa degli artisti. La Società Anonima Vinicola Italiana fu costituita con otto capitalisti e commercianti marsalesi, i Florio ne mantennero la maggioranza fino al 1907 e poi, per perdite economiche subite negli altri settori, furono costretti a vendere a un gruppo milanese, cedendo le ultime azioni alla Comit.

 

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Nel 1924 subentra la società Cinzano che punta al monopolio, controllando anche le altre aziende produttrici inglesi. Ma lo scoppio della seconda guerra mondiale bloccò il commercio e lo stesso stabilimento fu gravemente danneggiato nei bombardamenti del ’43. Dopo un lungo periodo difficile il mercato si riprese e negli anni Ottanta le cantine di affinamento con un patrimonio di oltre cinque milioni di litri di marsala furono restaurate. Nel 1987 le azioni verranno divise in parti uguali tra Cinzano e Illva di Saronno, la società che ne acquisterà il controllo totale nel 1998, dandogli valore con importanti investimenti: un’enoteca, due sale degustazioni, una terrazza vista mare dove si possono apprezzare grandi liquorosi come Baglio Florio, un marsala vergine morbido e complesso, prodotto dal 1979, scrigno d’eleganza e memoria antica. Un richiamo alla tradizione che supera il tempo se ogni anno oltre cinquantamila visitatori arrivano da tutte le parti del mondo per visitare le storiche cantine Florio.

 

 

( Fonte La Repubblica )

 

 

Annotazioni a margine

 

Consiglio ad ogni appassionato di vino almeno una visita a queste storiche cantine, un vero e proprio museo, uniche ed irripetibili per estensione e contenuti. Qui si respira la storia del marsala, dove enormi botti di legno lasceranno il visitatore senza parole, la bellezza della cantina, i suoi profumi antichi. Possibile poi partecipare ad una degustazione che riporterà indietro nel tempo il visitatore. Allego il link ad alcune foto relative alla mia visita a Marsala.

 

https://photos.app.goo.gl/wVNe6V4cv9ThBbCY9

 

Buona visione

Roberto Gatti

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