04
ott

Roberto Gatti
in: News

Più pesce e frutta: la svolta salutista sulla tavola degli italiani

Il 42% degli italiani considera l’impatto sulla salute il criterio principale di scelta di un alimento, rispetto al 12% che indica il gusto e al 6% guarda al risparmio

 

Crescono i consumi di pesce fresco (+7%) e frutta (+6%): così va in scena quella che Coldiretti chiama una “svolta salutista sulle tavole degli italiani nel 2017 dove, dopo anni di abbandono, torna prepotentemente la dieta mediterranea”.

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Lo studio dell’associazione relativo al primo semestre sulla svolta degli italiani a tavola dice che il 42% degli italiani considera l’impatto sulla salute il criterio principale di scelta di un alimento, rispetto al 12% che indica il gusto e al 6% guarda al risparmio, secondo una indagine Ref ricerche su Gfk. “Un cambiamento a tavola che ha consentito all’Italia di collocarsi ai vertici della classifica “Bloomberg Global Health Index” su 163 Paesi per la popolazione maggiormente in salute e sana a livello mondiale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’Italia può offrire ai visitatori un modello alimentare da primato per contenuti salutistici con la dieta mediterranea che con pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine, il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari, ma anche pesce e carne nelle giuste quantità, ha consentito di conquistare primati di longevità nell’Unione Europea con 80,3 anni per gli uomini e al terzo per le donne con 85,2″.

 

Mai così tanta frutta e verdura è arrivata sulle tavole degli italiani da inizio secolo con una netta inversione di tendenza rispetto al passato. Un andamento positivo che riguarda anche gli ortaggi freschi con un +6% favorito anche – continua la Coldiretti – da nuove modalità di consumo sospinte anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari ai più piccoli.

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In forte crescita – sottolinea la Coldiretti – sono gli acquisti dei cibi garantiti italiani al 100% dal campo alla tavola con la provenienza nazionale che è considerata importante da più di otto consumatori su dieci. Una tendenza favorita dall’evoluzione normativa che sta portando all’indicazione di origine obbligatoria in un numero crescente di alimenti (dai lattiero caseari, alla pasta fino al riso) ma anche perché molti marchi commerciali ora la indicano volontariamente.

 

Gli aspetti salutistici guidano quindi le scelte anche all’interno delle diverse categorie merceologiche come dimostra l’interesse per il comparto biologico, che fa registrare ancora un incremento del 10%, dopo una crescita della domanda ininterrotta da oltre un decennio. Anche il free-from (senza zuccheri aggiunti, senza sale, senza olio di palma, senza coloranti o senza conservati) mette a segno una forte crescita del 6% e l’integrale aumenta del 5%.

 

Il risultato è che dopo cinque anni di segno negativo, nel primo semestre 2017, la spesa degli italiani per l’acquisto di beni alimentari è cresciuta del +2,5% a testimoniare un processo in atto di uscita dalla crisi, ma anche una riorganizzazione del carrello della spesa in senso qualitativo, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea.

 

 

 

( Fonte Repubblica )

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