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mar

Roberto Gatti
in: News

Vini bianchi fermi, vini a denominazione d’origine, vini regionali, spumanti secchi

Questi i vini preferiti dagli italiani nel 2017. Ma i più venduti in gdo restano Lambrusco e Chianti. A dirlo le anticipazioni della ricerca Iri

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Vini bianchi fermi, vini a denominazione d’origine, vini regionali, spumanti secchi; questi i vini preferiti dagli italiani nel 2017. I rossi più richiesti provengono da Toscana, Emilia Romagna, Piemonte. I bianchi da Veneto, Trentino, Sicilia. Emerge dalla ricerca elaborata per Vinitaly (Verona, dal 15 al 18 aprile, www.vinitaly.it) dall’Istituto di Ricerca Iri sui consumi di vino nella Grande distribuzione nel 2017. Gli italiani hanno acquistato 648 milioni di litri nella grande distribuzione, il canale di vendita principale del vino, per un valore che vede il traguardo dei 2 miliardi di euro (1,8 miliardi di euro), inclusi i discount. Mentre i campioni assoluti rimangono Lambrusco, Chianti (entrambi con oltre 13 milioni di litri venduti) e Montepulciano d’Abruzzo (8,4 milioni di litir), saldamente in testa alla classifica delle vendite, tra i vini i cui acquisti crescono a doppia cifra, sia in valore che volume spiccano Grillo (Sicilia), Primitivo (Puglia), Ortrugo (Emilia Romagna), Ribolla (Friuli Venezia Giulia), Valpolicella Ripasso (Veneto), Cortese (Piemonte), Passerina (Marche), Chianti Classico (Toscana), Cannonau (Sardegna), Pecorino (Abruzzo/Marche) e Falanghina (Campania). Tra i formati, le bottiglie da 0,75 di vino a Denominazione d’origine crescono nel 2017 del 2% sul 2016 con 280 milioni di litri venduti. Gli spumanti (e champagne) aumentano del 4,9% con 68 milioni di litri.

Da notare anche la performance del rosato frizzante che cresce del 3,9%. Prosegue invece il trend negativo dei “bottiglioni” (fino a 2 litri) che perdono un ulteriore 2,5%, mentre i brick registrano una flessione dello 0,6%. In crescita il formato “bag in box”, +5,4%, ma ancora di nicchia. In forte crescita le vendite di vino e spumante biologico che superano i 4 milioni di litri venduti, confermando un percorso che ha ancora ampi margini di crescita. “Se la quantità di vino acquistato in gdo è stabile da anni, i consumatori mostrano di apprezzare le novità, accogliendo favorevolmente le proposte delle cantine – spiega Virgilio Romano, Business Insight Director di Iri, coordinatore della ricerca – i vini a denominazione d’origine vendono 5,5 milioni di litri in più nel 2017, così come crescono bollicine e vini bianchi, inoltre aumentano le tipologie regionali che si fanno apprezzare ogni anno per i tassi di crescita. I vini emergenti si fanno apprezzare per posizionamenti di prezzo non bassi (oltre la metà è superiore a 4 euro a bottiglia) e questo è un aspetto positivo perché dimostra la disponibilità del consumatore a premiare novità e valore. Il successo degli spumanti, poi, ha spinto molte cantine a dedicarsi a questo prodotto, ormai sulla via della destagionalizzazione nella versione secco – aggiunge Romano – infine, i prezzi nel 2018 dovranno sostenere una sfida non banale a causa della vendemmia 2017 poco generosa ed al conseguente rialzo atteso”.

“La grande distribuzione organizzata si mantiene un canale di vendita molto importante per il mercato italiano – commenta Giovanni Mantovani, dg Veronafiere – capace di far emergere nuovi vini e territori e di assecondare nel tempo la richiesta di prodotti di maggiore qualità anche per il consumo quotidiano. Un’evoluzione che Vinitaly sta seguendo negli anni diventando il luogo di analisi e confronto tra gdo e settore enologico e soprattutto proponendo alle cantine incontri business to business con i buyer delle insegne della distribuzione organizzata”.

 

 

( Fonte Vinitaly )

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