“Abbiamo peccato di eccesso di entusiasmo e di ingenuità”.



 


Abbiamo peccato di eccesso di entusiasmo e di ingenuit.


Cos il famoso wine-maker Roberto Cipresso, ideatore del Treno del Vino, ha commentato lo spiacevole infortunio occorso al suo treno, e del quale si occupata anche la trasmissione di Mi manda RAI Tre (i particolari qui).





Premesso che simili peccati dentusiasmo e ingenuit sono difficilmente spiegabili/perdonabili a chi del vino e del suo mondo ha fatto un mestiere e/o una ragione di vita – soprattutto quando si ha un nome che conta e quindi, si presume, (anche) una discreta conoscenza del mondo degli affari (e dei suoi rischi) – resta il fatto che lenoturista un appassionato del vino particolare: curioso, partecipe, pi o meno competente in materia, fiducioso.


A volte un po’ troppo.


Cos fiducioso che spesso abbassa la guardia, e si lascia totalmente condurre dalla sua guida di turno il produttore di vino, lenologo, laddetto/a alle pr –
Fino (quasi) a rinunciare a usare i propri sensi e la propria testa per valutare ci che vede, ascolta, assaggia.


Fra qualche settimana, la bella stagione risveglier in molti la voglia di andar per cantine, vigneti, feste del vino et similia.
In vista di ci, VinoPigro ha pensato di proporvi un modo un po pi consapevole di fare enoturismo, usando cio tutti i sensi e imparando a fare le domande pi opportune per raccogliere quante pi informazioni possibili.


Cominciamo.
Immaginiamo di voler visitare unazienda.


Come facciamo a capire che seriamente orientata alla qualit?
Tutte a parole lo sono.
Ma ci sono dei particolari che possiamo cogliere da soli e che possono concorrere a confermare (o a smentire) questo assunto.


La prima cosa da fare capire il tipo di azienda che stiamo per visitare: si tratta di unazienda agricola, proprietaria di tutti i suoi vigneti, oppure ne ha qualcuno in affitto? Compra le uve da altri e le vinifica? O si limita a comprare del vino sfuso e a imbottigliarlo con le proprie etichette?
O tutte queste cose insieme?
Ecco delle domande interessanti…


Il caso ideale, naturalmente, quello dellazienda agricola proprietaria di vigneti; in questa situazione infatti il controllo sulla filiera dal campo alla bottiglia (o dovrebbe essere) totale.
Il produttore conosce perfettamente le sue uve, le ha coltivate e raccolte, sa cosa aspettarsi dallannata, e anche in cantina sapr fare le scelte pi opportune. Questo possibile anche quando coltiva vigneti in affitto, ma solo in una certa misura, perch difficile che ci si preoccupi di fare investimenti o migliore, quando i terreni appartengono a qualcun altro.


Chiediamo di essere accompagnati a vedere i vigneti dell’azienda e guardiamoci intorno: se la zona nella quale ci troviamo , come si dice, vocata alla viticoltura, l’azienda che abbiamo scelto di vedere dovrebbe trovarsi in buona compagnia: nel raggio di pochi chilometri dovremmo trovarne altre, di fondazione pi o meno recente (ci sono altre aziende qui intorno? A quando risale l’inizio della loro attivit?).


Il paesaggio stesso dovrebbe essere dominato dai vigneti: se sono giovani, segno che l’area vitale, guarda in avanti con fiducia e le sue aziende hanno voglia d’investire (a quando risalgono gli impianti di vigneti pi recenti? Sono sorte nuove aziende negli ultimi cinque anni?).


( Fonte Vinopigro )


Considerazioni di Winetaste


Non ero a conoscenza di questa vicenda, ma avendo conosciuto personalmente e da vicino, Roberto Cipresso la scorsa primavera ad un concorso in Sicilia, devo attestargli tutta la mia solidariet, stima e fiducia : una persona come se ne trovano poche in giro : serio, modesto, cordiale ed alla mano, nonostante la sua fama meritata sul campo.
Nel mondo del vino, cosi’ come in ogni altro contesto della nostra vita quotidiana, si annidano degli avvoltoi e dei truffaldini, e le cronache ne sono piene.
Ci vorrebbero piu’ persone della statura umana di Roberto, ed il mondo del vino sarebbe sicuramente migliore.


Con stima, fiducia ed amicizia


Roberto Gatti