“Primitivo”, un nome da difendere ma difeso male

MANDURIA Primitivo di Manduria? No, del Salento. Perch non c solo quello manduriano! Se a qualcuno dei nostri lettori era sfuggito il rischio di quando annunciavamo la presenza sul mercato di nuove etichette di Primitivo non manduriano (Primitivo di Taranto, Primitivo di Melissano, nel Salento e Primitivo di Matera e Gioia del Colle, ai confini), ecco un piccolo esempio di come in pochi anni si pu perdere la centenaria tipicit di un prodotto. Pu sembrare un lapsus (e non lo ), ma fa impressione vedere nelle rubriche degli addetti ai lavori come facile la generalizzazione nellindicare il famoso nettare una volta tutto manduriano. Lesempio che dovrebbe far preoccupare i nostri viticultori messapici lo riporta il comunicato stampa dellagenzia Teleborsa pubblicato laltro ieri su La Repubblica on line. E quello che annuncia lavvenuta degustazione avvenuta a Salice Salentino di oltre 400 etichette di aziende vinicole operanti nei territori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, finalizzata alla costruzione della Guida dei Vini de LEspresso 2012. Ebbene, ecco cosa lagenzia indica quello che una volta era il nostro vino: In primo piano certamente il Negroamaro e le importanti Doc quali Salice Salentino, Leverano e Brindisi; il Primitivo del Salento, di Manduria e di Taranto, oltre allimponente presenza di bianchi, rosati, spumanti e vini da dessert. Regola del libero mercato, dicono gli esperti, ma ve lo immaginate un Chianti della riviera ligure o un Salice Salentino del barese?


( Fonte Lavocedimanduria )