A CAPODANNO BOLLICINE TRICOLORI AL RISTORANTE ED ANCHE A CASA

Riprendo volentieri l’ Editoriale del Direttore della bella rivista web ” L’ Italia a Tavola “, tra le piu’ cliccate in assoluto, e non posso non essere d’accordo sul fatto che tutti quanti i wine-writer ed addetti ai lavori a vari livelli, dovrebbero promuovere e raccogliere l’invito del Ministro Zaia, a stappare spumanti italiani durante queste festivit e non solo.


Il comparto vinicolo italiano in sofferenza, ma anche se non lo fosse, sarebbe da stolti non promuovere il made in Italy, senza nulla togliere al valore dello champagne nelle migliori espressioni.


Buona lettura


Roberto Gatti


 


A Capodanno


bollicine tricolori anche al ristorante


 


 


 


Trentodoc, Asti, Prosecco, Oltrep, Franciacorta e tanti altri. Sono numerosi i nomi che servono per identificare lo spumante italiano, con non pochi equivoci e sovrapposizioni. Dal metodo Classico al Martinotti ci sono certamente grandi differenze, anche economiche, ma una cosa certa: lofferta di bollicine italiane (per qualit, gusto e possibilit di abbinamento) certamente la pi vasta del mondo ed pi che sufficiente per permetterci di pasteggiare e brindare alla grande in qualunque occasione. A maggior ragione nella festa dove da sempre il brindisi per antonomasia beneaugurante: il Capodanno.


 


Per questo motivo non possiamo che essere lieti che il ministro Luca Zaia, rispettando la promessa fatta a Italia a Tavola, abbia invitato tutti i network televisivi a proporre un brindisi con bollicine italiane in occasione dellinizio del 2010. E ugualmente ci fa piacere che esponenti importanti del mondo del vino, come Andrea Sartori, ne abbiano tratto un motivo dorgoglio e di soddisfazione per un gesto simbolico, lo ripetiamo da tempo, che vuole valorizzare un prodotto che rappresenta al meglio il livello dellenologia e dellagricoltura italiane capaci di affrontare tutte le sfide del mercato.


 


La proposta che avevamo avanzato di brindare in televisione con lo spumante italiano serviva anche per cancellare (in ritardo e dopo i troppi colpevoli silenzi di tanti politici) la vergogna del brindisi in diretta tv su Rai1 dello scorso anno, quando Fabrizio De Noce si tracannava vistosamente una bottiglia di Champagne (senza ricevere alcuna sanzione o richiamo per il gratuito gesto pubblicitario).


 


Oggi liniziativa acquista per una valenza ben superiore e ha a che fare direttamente con quel sistema Paese di cui tante volte discutiamo, ma che poche volte sappiamo costruire sul serio. Parlare di gesto autarchico o di provincialismo, come fa il sempre pi isolato (.omissis)  (alla ricerca di polemiche sterili e magari contro linteresse dei produttori e dei consumatori italiani) solo segno di voler fare cattiva informazione o cercare comunque spazi di protagonismo. Nonostante gli argutissimi ragionamenti del pubblicista a libro paga dell’Ais ci permettiamo di insistere sul valore di questo brindisi italiano, da accompagnare ovviamente il pi possibile con dolci e cibi tricolori. Non gi perch ci piaccia lidea dellautarchia fascista (che il nostalgico repubblichino omissis conosce forse meglio di noi), ma perch in questo momento lagricoltura e la ristorazione italiana, abbandonate dai politici, hanno bisogno di un segnale positivo per loro e per noi tutti.


 


In questa posizione non c proprio traccia di una qualche guerra allo Champagne (che chi scrive apprezza e beve senza problemi) o ai prodotti dimportazione (Italia a Tavola lanno scorso fu lunico media a contestare Zaia proprio sulla sua ridicola guerra agli ananas, che consigliamo a tutti di continuare a consumare). Quel che ci muove la volont di ricordare che alle pi famose bollicine del mondo possiamo proporre in alternativa alcuni ottimi metodo Classico che reggono il confronto senza problemi. Per non parlare dellobbligo morale di fare squadra in un momento economicamente difficile per il Paese. Una motivazione alta che vogliamo rilanciare a tutti i ristoratori e ai gestori di locali perch in occasione del Capodanno propongano menu accompagnati da spumanti italiani. Ai clienti va lasciata ovviamente la libert di scegliere Champagne o Cava, ma sarebbe bello che la prima indicazione fosse italiana. E questo per scelta di qualit e non gi per autarchia. Ai nostalgici lasciamo charme, leggende e… polemiche.


 


Alberto Lupini


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P.S. ) Chi volesse leggere larticolo integrale, compresi gli omissis.lo pu leggere qui :


http://www.italiaatavola.net/editoriale.asp?cod=13422