Ho appena firmato un decreto che ho preparato lavorando fianco a fianco con lambasciatore degli Stati Uniti in Italia Ronald Spogli: sar il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, attraverso l’Ispettorato centrale per il controllo della qualit, a verificare e ad attestare la tracciabilit delle partite di vino Brunello di Montalcino destinate agli Usa. Abbiamo concordato un sistema di certificazione riconosciuto dall’Oiv, l’Organizzazione internazionale della vite e del vino. Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia ha voluto andare a Montalcino, insieme con il rappresentante del governo di Washington nel nostro Paese, per annunciare che la querelle sul Brunello, gi disinnescata un mese fa evitando il blocco delle esportazioni di Brunello negli Usa e scongiurando la perdita di un mercato da 30 milioni di euro, definitivamente chiusa. Lo strumento appunto un decreto legge con cui il ministero delle Politiche agricole si assume il compito di garante dei 7 milioni di bottiglie di Brunello di Montalcino che sono vendute nel mondo.
Tutto era cominciato a fine marzo con unindagine su alcuni produttori che avrebbero utilizzato altri vitigni non rispettando il disciplinare del Brunello che prevede lutilizzo al 100% di uve Sangiovese. Ho voluto affrontare questa vicenda personalmente, forse anche in maniera energica – ha ribadito Zaia – ma l’ho voluto fare con il massimo rispetto per il Consorzio e per i 256 produttori di questo grande vino. Con la costituzione del Comitato di garanzia, poi, abbiamo voluto dire che, anche sul fronte dei controlli, il ministero c’ e non si tira indietro.
In pratica i produttori di Brunello, oltre a dover continuare a sottoporsi ai consueti controlli del Consorzio di tutela, per esportare negli Stati Uniti dora in poi dovranno ottenere una specifica dichiarazione di conformit, riconoscibile anche da organismi internazionali, che sar rilasciata dallufficio di Firenze dellIspettorato per il controllo della qualit dei prodotti agroalimentari del ministero.
Tutto era cominciato a fine marzo con unindagine su alcuni produttori che avrebbero utilizzato altri vitigni non rispettando il disciplinare del Brunello che prevede lutilizzo al 100% di uve Sangiovese. Ho voluto affrontare questa vicenda personalmente, forse anche in maniera energica – ha ribadito Zaia – ma l’ho voluto fare con il massimo rispetto per il Consorzio e per i 256 produttori di questo grande vino. Con la costituzione del Comitato di garanzia, poi, abbiamo voluto dire che, anche sul fronte dei controlli, il ministero c’ e non si tira indietro.
In pratica i produttori di Brunello, oltre a dover continuare a sottoporsi ai consueti controlli del Consorzio di tutela, per esportare negli Stati Uniti dora in poi dovranno ottenere una specifica dichiarazione di conformit, riconoscibile anche da organismi internazionali, che sar rilasciata dallufficio di Firenze dellIspettorato per il controllo della qualit dei prodotti agroalimentari del ministero.
( fonte La Stampa )

















