Home News Agricoltura e vino in Sicilia

Agricoltura e vino in Sicilia

Agricoltura e vino in Sicilia, parla uno dei maggiori esperti, Antonio Bacarella. Poche grandi aziende, troppo vino sfuso. Occorre ricerca e formazione


 


 


Antonino Bacarella, professore ordinario allUniversit di Palermo, Presidente del consorzio di ricerca regionale del Coreras, uno dei maggiori esperti di economia agricola in Sicilia. Nato a Gela, vive a Palermo dal 1956, ed stato il consulente del piano di settore vitivinicolo che allinizio degli anni Novanta segn la nuova politica nellenologia siciliana.


 



Professore, qual lo stato dellarte nel settore agricolo? Il vino salver lagricoltura siciliana?


 


E un settore in espansione, ma non tutto oro quello che luccica.


 


Si sono fatti grandi passi avanti.


 


Indubbiamente, ma bisogna avere i piedi a terra.


 


Che cosa teme?


 


Non si tratta di timori. La situazione la seguente: 30 o 35 famiglie producono l80 per cento del vino imbottigliato nellIsola.


 


E questo che cosa significa?


 


Significa che lo sviluppo non bene distribuito, che occorre fare qualcosa perch il resto delle aziende facciano il salto.


 


Che cosa suggerisce?


 


Questo venti per cento, circa 630 aziende, produce circa 300 mila ettolitri di vino confezionato su un milione e mezzo di ettolitri imbottigliati. 280 mila o 300 mila ettolitri di vino imbottigliato che vengono commercializzati allestero provengono da quell80 per cento che detiene la quota di larga maggioranza del mercato. Significa che c un problema di organizzazione, di internazionalizzazione delle aziende, di marketing. I piccoli produttori non possono affrontare investimenti elevati. Ma non questo il problema pi grosso.


 


E quale sarebbe?


 


Le cantine sociali con cinque milioni e mezzo di vino sfuso e 800-100 mila ettolitri di mosto. La crisi sta proprio qui. Sono ferme da quando sono nate, i presidenti delle cantine aspettano nel loro ufficio il grossista che gli propone laffare. Non si muovono, non hanno esperti.


 


Che cosa servirebbe, dunque?


 


Hanno bisogno di tecnici, agronomi, ingegneri, enologi, esperti di marketing. E una classe dirigente allaltezza della situazione.


 


Come spiega tanto ritardo?


 


E un ritardo culturale, abbiamo una classe dirigente vecchia nel settore, e nessuno sembra accorgersene. Mi domando spesso perch le cantine sociali qualunque sia il loro colore, bianco, rosso o altro non abbiano superato questo gap e siano rimaste cos indietro. Perch mai nel Nord le cantine sociali decollano, i consorzi di cooperative fanno grandi cose, sono diventate il volano dello sviluppo in agricoltura, e in Sicilia questo non sia avvenuto e non possa avvenire.


 


Nessuna eccezione?


 


S, qualche eccezione c.  E la cantina sociale Settesoli presieduta da Diego Planeta. Da 38 anni.  il presidente, lha costruita lui con i suoi familiari a Menfi. Rapporti assai modesti con la politica. E’  stato Planeta a smuovere tutto in Sicilia. Planeta con Calogero Lo Giudice e Lillo Mannino molti anni fa diedero un grande impulso al settore vitivinicolo.


 


La sua ricetta?


 


Ricerca, alta formazione: basta con i corsi per capo azienda. Focus sulle cantine sociali. Va cambiato tutto, bisogna resuscitare questo segmento. Quasi sei milioni di vino prodotto nei nostri vigneti non entra nel circuito. Uno spreco enorme.


 


Il vostro Consorzio di ricerca che cosa fa?


 


Abbiamo risorse limitate e grandi potenzialit


 


( Fonte Italiainformazioni )