Da Strasburgo a Colmar, alla scoperta della splendida strada del Riesling, tra cattedrali gotiche, case a graticcio, vigneti e gastronomia d’altissimo livello
Se si pensa a Strasburgo viene quasi ovvia l’associazione con le istituzioni europee (il Consiglio d’Europa, il Parlamento Europeo, la sede della Corte Europea dei diritti dell’Uomo) che hanno sede in questa città all confine tra Francia e Germania. E forse proprio questa associazione, quasi automatica, ha fatto si che nell’immaginario di molti Strasburgo venisse dipinta come una città di burocrati con poco da offrire al turista, se paragonata non solo a Parigi, ma anche a Lione e Marsiglia.

Nulla di più sbagliato. Strasburgo è senza ombra di dubbio una delle più belle città francesi, e forse una delle più belle “piccole città” del mondo, con un centro storico che è un gioiello incastonato tra i canali, con vecchie case, alcune ristrutturate, altre no, dall’indubbio fascino. La cattedrale gotica di Notre-Dame con la sua imponenza domina una città giovane e vitale, mentre il quartiere de la Petite France sembra, così sospeso sull’acqua, appena uscito da una fiaba.

Perdersi per le vie e per i vicoli di questa città è il modo giusto per scoprirla, lasciandosi guidare dal profumo dei bretzel appena sfornati e dal vociare provenienti dai bar e dai locali sempre affollati dai molti universitari che hanno scelto Strasburgo come sede dei propri studi. Chiese e piazzette si susseguono una dopo l’altra (stupenda la chiesa protestante di Saint-Pierre-le-Jeune) intervallati da improvvisati mercatini delle pulci e ristoranti che servono specialità alsaziane (tarte flambée, choucroute, stinco alla birra).

Un giro in barca lungo i canali permettere poi di dare un’occhiata anche ai bei quartieri residenziali che si estendono a nord e a est della città, vicino all’imponente Palais Universitaire, e di avere una visuale davvero particolare del quartier generale “europeo” con gli edifici firmati da archistardel calibro di Richard Rogers.




Controlli e sicurezza a parte, per godere appieno della zona e dei paesaggi il mezzo di trasporto ideale è senza ombra di dubbio la bicicletta, meglio se una mountain-bike, per poter percorrere senza problemi i molti sentieri sterrati che si diramano tra i vigneti in direzione del massiccio dei Vosgi. I molti paesi che si incontrano lungo questa strada invitano il turista a fermarsi e a fare due passi, magari assaggiando dolci e specialità locali per non dedicarsi alle degustazioni a stomaco vuoto.

















