ALTO ADIGE : TERRITORIO VITIVINICOLO PER BIANCHI D’ ECCELLENZA

 


 


 


Da molti anni scrivo e sostengo che , ancora ad oggi, le migliori zone bianchiste italiane sono l Alto Adige ed il Collio Goriziano/Colli Orientali del Friuli.


Ovviamente non sottovalutiamo con questa affermazione le Marche con i suoi magnifici Verdicchio, ottimi da giovani ed eccellenti anche dopo molti anni ; oppure gli eccellenti Vermentini di Sardegna, cosi come le ottime Falanghine del beneventano, dell avellinese ecc.


Di ritorno dal festival del Gusto in AA ,  come pubblicato al link: https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=6815 ) , sono confortato in queste mie convinzioni dalle molteplici degustazioni ed assaggi effettuati in loco.


Vediamo ora nel dettaglio le sette zone vitivinicole in cui possiamo idealmente suddividere l Alto Adige vitivinicolo :


 


1) La Bassa Atesina: il Gewrztraminer allombra dei cipressi


 


Oltre ad essere la zona vinicola pi estesa dellAlto Adige, la Bassa Atesina anche la pi calda. Del resto, scendendo da Bolzano a Salorno, nella propaggine pi meridionale della provincia di Bolzano laltitudine dei vigneti scende fino ai 200 metri di quota. Il clima temperato, favorito dal vicino lago di Garda, fa s che in questa zona prosperino rigogliosi anche vitigni a maturazione tardiva, come il Cabernet Sauvignon, generando vini dal gusto pieno e perfettamente equilibrati. Eppure, proprio nella Bassa Atesina si estendono anche i vigneti pi alti dellAlto Adige: nellarea di Favogna, un promontorio che sovrasta Magr, crescono e maturano perfettamente delle viti di Mller Thurgau a pi di 1.000 metri di quota.


Oscillando fra questi estremi, la Bassa Atesina si rivela un terroir ideale per molti altri vitigni. Le localit di Mazzon e Montagna, ad esempio, sono considerate roccaforti del Pinot nero, mentre a Termeno come potrebbe essere altrimenti? – il Gewrztraminer, nato proprio qui, sta riscuotendo sempre pi favori a livello internazionale.


 


2) LOltradige: vigneti a perdita docchio punteggiati di manieri e castelli


Siamo nel cuore dellAlto Adige enoico, quello dei vigneti che ricoprono come un


tappeto i dolci declivi rispecchiandosi nel Lago di Caldaro, punteggiati da manieri e castelli. Non un caso che proprio qui sorgano i due maggiori comuni vinicoli altoatesini, Appiano e Caldaro.


Resa celebre dalla tradizionale produzione della Schiava, oggi questa zona soprattutto un sinonimo di spirito dinnovazione, sia nella qualit, sia nella variet dei vitigni. E se a fondovalle maturano rigogliosi Merlot e Cabernet ottimamente strutturati, sui versanti pi alti si coltivano soprattutto Pinot bianco, Gewrztraminer Sauvignon e Pinot nero.


 


 


3) Bolzano: una conca fertile e torrida


Bolzano, capoluogo dellAlto Adige, sorge alla confluenza dellAdige con lIsarco, immersa in unampia conca valliva baciata dal sole. qui che maturano due dei vini pi pregiati della provincia. Da un lato il Santa Maddalena, che cresce sulle ripide colline omonime a Nord-Ovest di Bolzano, considerato lespressione pi nobile e corposa della Schiava altoatesina. Il quartiere Gries si invece affermato come la roccaforte di unaltra variet autoctona, il Lagrein. un vino che apprezza i terreni alluvionali profondi e le temperature calde, che da queste parti non di rado lambiscono i 40 C. Il Lagrein di Gries, che coi suoi aromi di frutti di bosco, ciliegia e violetta, impreziositi dalle note di legno dei fusti di rovere, balzato alla ribalta delle preferenze internazionali.


 


4) La Media Valle dellAdige: un terroir per bianchi di lunga vita


Nel tratto centrale della Valle dellAdige, fra Bolzano e Merano, si estende una conca dove sorgono tre localit rinomate per i vini bianchi: Terlano, Nalles e Andriano. Nel paesaggio spiccano le terre rosse, frutto di depositi pluviali porfirici, e in questi terreni secchi, poveri di humus e in grado daccumulare molto calore, le viti devono formare radici assai profonde per assorbire acqua a sufficienza. per questo motivo che qui maturano vini bianchi di lunga vita, dal gusto spiccatamente minerale, ben strutturati e ricchi di sfumature, come il Pinot Bianco o il Sauvignon, lo Chardonnay, luvaggio Terlano, il Riesling, il Mller-Thurgau o il Sylvaner.


Ma anche vini rossi di grande pregio, come il Cabernet e il Merlot, crescendo sui terreni di argilla sabbiosa dei vigneti pi a fondovalle, sviluppano eccellenti doti di pienezza e di aroma.


 


 


 


5) Merano: dove vino e turismo vanno da sempre per mano


Oltre ad essere celeberrima come meta di villeggiatura, Merano e i suoi dintorni noti anche col nome di Burgraviato si sono fatti unottima nomea anche come zona vinicola.


Il clima assai mite e temperato da un lato, e i terreni sabbiosi mediamente densi dallaltro, creano condizioni ideali per la viticoltura. La denominazione DOC Alto Adige Merano pu essere utilizzata per tutti i vini a base di Schiava prodotti nei vigneti che circondano la citt. Ma da qualche anno, anche il Pinot Nero e il Merlot mostrano dambientarsi a meraviglia nel terroir meranese. Le caratteristiche dei terreni di questa zona fanno s che i vini di Merano abbiano sempre un ottimo grado dacidit, con benefici tangibili sia per le loro qualit organolettiche, sia per la loro propensione allinvecchiamento.


 


 


 


6) La Val Venosta: viti dalta quota circondate dai meleti


Considerata da sempre unisola climatica privilegiata, la Val Venosta, sormontata dai quasi 4.000 metri dellOrtles, adagiata nel cuore di un paesaggio alpino spettacolare dove le precipitazioni non superano i 500 mm lanno, vale a dire la met di quelle registrate nella Bassa Atesina. In una zona come paradiso della mela, anche la vite sta balzando sempre pi alla ribalta, soprattutto da quando, nel 1995, la Val Venosta ha ottenuto la denominazione DOC.


Sui suoi terreni, magri e sabbiosi, si pratica una viticoltura da clima fresco da cui scaturiscono vini di grande raffinatezza. Oltre ai vitigni ormai consolidati, come il Pinot Bianco e il Mller-Thurgau, anche il Pinot Nero si sta rivelando una vera specialit venostana.


 


 


 


7) Valle Isarco: la viticoltura alpina per eccellenza


In Val dIsarco, la zona vinicola pi settentrionale dItalia per i bianchi, la vitivinicoltura simmerge in un paesaggio decisamente alpino. Eppure, proprio qui dove la vite si scontra coi suoi limiti fisici e climatici, i suoi risultati sono eccellenti, con vini di carattere, vigorosi e al tempo stesso raffinati.


 


Sempre pi produttori stanno dimostrando che la Val dIsarco, coi suoi terreni sedimentari di mica e quarzo, in grado di produrre vini bianchi di grande pregio internazionale, decisi e convincenti. Da uve Sylvaner e Mller-Thurgau sottengono vini particolarmente freschi, dal gusto minerale e assai gradevoli al palato, dotati di una stimolante acidit. Da alcuni anni, inoltre, anche i vini della fascia qualitativa pi elevata prodotti coi vitigni Kerner e Riesling stanno riscuotendo sempre pi favori fra gli esperti e gli appassionati.


 


IL SIMPOSIO DEL GEWURZTRAMINER


 


Ho partecipato al Simposio del Gewurztraminer tenutosi nella localit di Termeno, da sempre considerata la patria di questo vitigno, per origini viticole e per le grandi espressioni qualitative che qui pu raggiungere questo vitigno aromatico ed unico.


Come suggerisce il suo nome, il Gewrztraminer trae origine proprio dallAlto Adige, nella localit di Termeno, e in tutti i paesi germanofoni il Traminer era un vitigno noto e diffuso fin dal Duecento. Poi, per parecchio tempo, era caduto quasi nelloblio, ma oggi uno dei vini altoatesini pi apprezzati.


 


Grazie al suo bouquet composito, con note di petali di rosa, garofani, lici e frutti tropicali, considerato il vino aromatico per eccellenza. Ma il suo un colore intenso, la sua gradazione alcolica relativamente elevata e la sua struttura molto ricca, ne fanno anche un vino da meditazione.


Superficie di produzione: 520 ha (10,5% della superficie vitata in Alto Adige)


Area di coltivazione: prevalentemente nella Bassa Atesina (Termeno e Cortaccia), ma anche in altre zone vinicole dellAlto Adige


Allevamento: gli impianti pi vecchi a pergola, quelli nuovi a spalliera


Posizione preferita: terreni argillosi e calcarei


Sinonimi: Gewrztraminer


Temperatura di servizio: 10-12 C


Abbinamenti consigliati: aperitivi, piatti asiatici, crostacei (con vinificazione secca), fegato doca e pat vari (vinificato con residuo zuccherino), dolci e formaggi (vinificato come vino dolce).


 


In Italia la richiesta di Gewurztraminer sta aumentando molto, se consideriamo che negli anni 2000 la superficie vitata era di appena 200 ha, mentre nel 2011 di 520 ha. In tutto il mondo invece contiamo una superficie di 10.000 ha, ma per dare il meglio si se il GWT richiede terreni ed altitudini ideali.


Il GWT un clone del Traminer, originale di Termeno, con carattere esotico, sembra facile da capire , ma solo in apparenza. In altri luoghi risulta piu leggero con caratteri organolettici diversi. A Termeno ricco ed elegante con straordinaria mineralit, non ama particolarmente il legno piccolo se non dosato sapientemente, perch potrebbe coprire il suo inconfondibile bouquet di petali di rosa, agrumi e litchi.


 


 


DEGUSTAZIONE DI 10 GEWURZTRAMINER  PROVENIENTI DA TUTTO IL MONDO


 


 


Degustazione guidata di Gewrztraminer provenienti da quattro continenti


Relatore: Charles Metcalfe (Autore e Co-Chairman International Wine Challenge, Londra).


 


Le note di degustazione dei vini , che sotto vi trascrivo, sono del sottoscritto in quanto convinto che ognuno debba riportare quanto percepito personalmente.


 


 


1)     WEINGUT PIRCHER- SVIZZERA- Vino GWT Eglisauer Stadtberger 2010


Questo vino stato ottenuto con 18 ore di macerazione sulle bucce, senza fermentazione malolattica, filtrazione ritardata, vinificato solo acciaio :


paglierino chiaro; profumo pulito di media intensit, con una leggera nota ammandorlata, agrumato, bucce darancia candite, limone; in bocca invece intenso, si apre a meraviglia, Pai lunga. ( 88/89 )


 


 


 


2)     WEINGUT PFEFFINGEN-GERMANIA- Vino GWT Spatlese Trocken 2010


Ottenuto da vendemmia tardiva, pigiatura delicata delle uve, seguita da macerazione sulle bucce per varie ore. Fermentazione in acciaio :


giallo paglierino di buona intensit; al naso minerale, con note tipiche di petali di rosa, ma anche di pera ; in bocca leggermente speziato, petillants, intenso, con una leggera nota ammandorlata in chiusura con una lunga Pai ( 87/88 )


 


 


 


3)     VILLIERA WINE ESTATE- SUD AFRICA- Vino GWT Villiera 2010


Le uniche informazioni forniteci con la scheda tecnica sono  12,5 gr di alcol; 6 gr/l di acidit e gli 8 g/l di residuo zuccherino :


paglierino chiaro; naso particolare, fuori dai sentori classici del GWT; in bocca scomposto, amarognolo, secco, molto probabilmente fermentato in legno, buona la Pai.


Prodotto in una zona calda non ha dato grandi risultati ( 84 )


 


 


 


4)     ELENA WALCH- ITALIA-Vino GWT Kastelaz 2010- 15 gr.


Le uve vengono vendemmiate in due tempi. Prima della pressatura restano a macerare per 6 ore sulle bucce, chiarificazione statica del mosto con raffreddamento, fermentazione sui lieviti selezionati ed a temperatura controllata di 20 C., seguita da lungo riposo sui lieviti.


 


Bel paglierino carico; naso intenso,  inizialmente chiuso che necessit di ossigenazione, note di SO2, litchi, floreale, ( arancia amara di Siviglia note di Charles Metcalfe ) ; in bocca glicerico, concentrato, intenso, si allarga bene, molto giovane. Da comprare oggi e lasciare in cantina per 5/10 anni, avr un grande sviluppo futuro ( 87/88 )


 


 


 


 


5)     CANTINA TRAMIN- ITALIA- Vino Nussbaumer 2009- gr. 14,70


Breve macerazione, pressatura delicata e fermentazione in acciaio a temperatura controllata.


Paglierino di media intensit; al naso note piacevoli di mela matura, pera e petali di rosa, note speziate e mineraliy; in bocca denso, intenso e maturo, di grande soddisfazione ( 90 )


 


 


 


6)     VINOPTIMA ESTATE LIMITED- NUOVA ZELANDA-


Vino GWT Ormond reserve 2007-gr.13


Ottenuto da 5 diversi cloni di GWT


Al naso emerge una nota accentuate di rovere che stravolge laromaticit del GWT; in bocca gradevole, migliora anche al naso dopo 15 minuti di ossigenazione,  abboccato con 13 g/l di zuccheri residui, lungoil fnale di bocca ( 86/87 )


 


 


 


7) NAVARRO VINEYARDS-USA-Vino GWT Estate 2009-gr. 13,60


Profumo tenue ma elegante, con note di agrumi, limoni; in bocca non si percepisce lo zucchero residuo di 23,8 g/l, sembra secco, molto acido 6,8 g/l, uve coltivate vicino all Oceano conferiscono sapidit, nota finale scomposta con retrogusto disarmonico. Un vino dal costo contenuto, ma di qualit scarsa ( 83 );


 


 


 


8) CAVE DE RIBEAUVILLE- FRANCIA- Vino Alsace Grand Cru GWT Altenberg de Bergheim 2008


Uve comtivate su terreno sassoso, marno-calcareo rosso non molto profondo:


bel colore paglierino medio ; naso intenso di buona qualit con note di miele, litchi ; in bocca intenso, abboccato ( 40 g/l ) , buona bevibilit, buona acidit, pieno e lungo ( 90 ) ;


 


 


 


 


9) KUENTZ-BAS-FRANCIA-  Vino GWT Pferisberg 2007


Questo vino ha 12,5 gr di alcol, 5,3 g/l acidit e ben 52 g/l di zuccheri residui :


paglierino di buona intensit; naso intenso, aromatico con note di petali di rosa, note mielate , agrumi e litchi; in bocca eccellente per la sua  qualit ed equilibrio, NON si percepisce lo zucchero seppure presente in dose consistente, grande bocca armonica, fa salivare a lungo, con una acidit straordinaria. Uno dei migliori Gewurztraminer mai degustati ( 92/93 )


 


 


 


 


10) HERMANN FINK- AUSTRIA- GWT Beerenauslese 2007


Alcol 10,9; acidit 5,9; zuccheri 163,3 gr/l :


giallo oro lucente, con riflessi ambrati ; al naso note di miele dacacia, frutta candita e scorza darancia , in bocca denso, dolce ma non stucchevole, concentrato, con una buona Pai.


Un buon prodotto ( 90 )


 


 


CONSIDERAZIONI FINALI


 


Da questa degustazione emerso ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, che il Gewurztraminer cosi come ogni altro vitigno, non pu essere impiantato ovunque.


Necessita di buone altitudini slm, almeno dai 300/400 mt in su, con climi non troppo caldi e con buone escursioni termiche giorno/notte, diversamente si rischia di bruciare gli aromi primari contenuti nelle bucce, quelli che danno maggior soddisfazione alla degustazione con le classiche note di petali di rosa, litchi , agrumi ecc. .


Inoltre a mio avviso, questo nobile vitigno NON ama molto il legno, specialmente quello piccolo, al limite buoni risultati si ottengono con passaggio in legno grande , ma solamente di una piccola percentuale di vino, contenuta nellordine del 15/20%, proprio per conferire maggiore complessit al vino stesso.


Il gewurztraminer un vitigno/vino che in Alto Adige ha trovato il suo abitat naturale, raggiungendo vette di pura eccellenza, che incontra sempre piu spesso il favore dei consumatori giovani e non, esperti e non, per quella sua nota aromatica che lo rende particolarmente accattivante, piacevole ed ammaliante fin dal primo incontro. Un vero colpo di fulmine che si ottiene a prima vista, come quando si incontra una persona attraente dalla bella e spiccata personalit.


Roberto Gatti


06 Giugno 2011