Sono vini dolci come un passito, un prodotto di grande eccellenza qualitativa.
“E’ difficile la protezione delle uve ed il raccolto a mano delle uve ghiacciate. A protezione dai “furti” da parte di uccelli ed animali notturni, ( corvi, volpi, tassi, cinghiali, ecc) ghiotti di questi dolcissimi acini, i filari vengono protetti da reti a maglie strette fissate ai ceppi o sospese sopra il vigneto.
Ed anche , per proteggere i grappoli da incursioni di animali di grossa taglia, alcuni produttori posizionano fili elettrici intorno al vigneto. Un produttore di vivi del ghiaccio sulle pendici dell’Etna ( Sicilia), ha addirittura avvolto i grappoli in sacchetti di tela leggera. Ma la furbizia della volpe, ho colpito ancora. Non riuscendo a raggiungere i grappoli avvolti nella tela, si alzata sulle gambe posteriori e con le anteriori , raggiunto il sacchetto, ha spremuto il contenuto e bevuto questo nettare.
Vini del ghiaccio: figlio del Volto invernale dell’Acqua: Acqua e Vino in un binomio di eccellenza, per un prodotto raro, vinificato in condizioni estreme dove si gioca in un ambiente rarefatto e quasi surreale tutta una partita colma di intelligenza, sia dell’Uomo, della Natura, degli animali. Ho vissuto un giorno in questi scenari, bellissimi, diversi, tra rifoli di venti freddi e colori sfumati, ho portato con me il ricordo. E il ricordo sazia pi della realt e possiede una certezza che nessuna realt possiede : un fatto che nella vita sia ricordato gi entrato nella eternit e non ha pi nessun interesse temporale. Vini del ghiaccio, da vedere e da provare: unici.
“
Chiomonte, Piemonte, Alta Valle Susa
Gennaio febbraio 2008
E’ strano passare nei luoghi dove per mesi sindaci e cittadini hanno bloccato i lavori per la Tav. Scontri, assemblee, cortei contro la nuova linea ferroviaria veloce che forerebbe queste montagne. Adesso queste plaghe sono ritornate quiete e silenti : forse la consapevolezza di una resa, sperando che la stessa non sia incondizionata ma alleggerita da consapevoli studi e impatti meno brucianti.
” Ricorda Uomo : che se ferisci la Natura, la stessa, anche dopo cent ‘anni si vendica” : questo mi ripete il vice sindaco di Chiomonte mentre scarpiniamo sulla neve gelata che ricopre terrazzamenti vitati e dove le uve sono ancora sui tralci. E’ dicembre, per l’esattezza il dodici, di mercoled, dell’anno duemilasette : e qui soffia gelido il “marin” arrivato, dolce dal mare, ma quass fattosi quasi tormenta mescolandosi con i gelidi venti che scendono dai contrafforti rocciosi della Val di Susa, venti che sembrano giocare a rimpiattino tra i filari, sibilando vendetta su un vendemmia che non c’ stata nei tempi canonici. Oggi Chiomonte diventata, di fatto, la zona italiana pi rinomata per la produzione di questi vini.
Cosa sono i vini del ghiaccio
In Germania e Austria sono chiamati Eisweine, Icewines in Canad, Vins de glace in Francia, Ledeno vino nei paesi dell’ex Jugoslavia o con altre definizioni in Ungheria ed Australia. In Italia semplicemente i vini del ghiaccio. Sono vini dolci come un passito ( ma assolutamente diversi ) sono il risultato raro , pregiato e costoso di una vendemmia estrema da uve disidratate non dal sole ma dal gelo intenso : un prodotto di grande eccellenza qualitativa e che pone questi vini su binari di estrema raffinatezza. Mirabile bilanciamento tra dolcezza ed acidit.
. L’azione del gelo sulle uve attaccate al tralcio della vite disidrata il frutto e permette una concentrazione dei succhi, intensificando cos gli aromi ed il profumo del vino. Gli acini, raccolti congelati, vengono pressati in condizione di freddo estremo, con temperature che si aggirano ai meno 9 gradi centigradi. ( nota: la parola estremo risuona spesso nel resoconto di questi vini, si evoca in ogni passaggio: dalla vendemmia alla vinificazione,all’imbottigliamento. Estremo: ultimo orizzonte visibile o punto limite, grandezza, immensit, ultimo. E’ la giusta parola che a accompagna questi vini: vini estremi perch prodotti in condizioni estreme e di difficolt estreme)
Principali aree di produzione nel mondo
Italia: Val d’Aosta ( Morgeux) ai piedi del Monte Bianco, in Comune di Neviglie in Valle Tinella ( Cuneo ), Chiomonte Alta Valle Susa, ( si considerano le vigne pi alte del Piemonte se non d’ eUROPA ) , nella fredda e ventilata Val d’Arda ( Castel Arquato), Termeno in provincia di Bolzano , in Sicilia sulle pendici dell’Etna. Ma anche altre regioni tra cui il Friuli Venezia Giulia hanno un clima adatto per la produzione di questi vini e nascono le prime esperienze. La commercializzazione dei vini del ghiaccio italiani fin ‘ora strettamente legata al territorio, mentre quelli prodotti a Chiomonte incominciano ad apparire nelle pi importanti enoteche italiane. Prezzo indicativo bottiglia da 0.35 euro trentacinque/quaranta. Un piccolo vignaiolo valtellinese sta realizzando, il primo vino del ghiaccio della provincia di Sondrio, lo assaggeremo presto.
Svizzera : unica zona per la produzione la parte tedesca settentrionale che produce il vero Eiswine, consumo quasi totalmente locale, difficile reperibilit all’estero. I Vin de Glaces prodotti nella zona francofona vallese non corrispondono , secondo il “guru” svizzero dei vini del ghiaccio Schreiner, ai caratteri dei vini del ghiaccio, un prodotto a base di Rze, vitigno che consegna un sapore di ciliego e che matura a quote elevate.
Germania:
Mosel-Saar-Ruwer la pi vasta zona di produzione del Riesling ( il vitigno principale della Germania). Da questo vitigno nascono i raffinatissimi Eiswine e le pregiate vendemmie tardive ( Auslese, Beerenauslese,Trokenbeerenauslese ) ma anche nella regione del Rheingau sono prodotti i vini del ghiaccio. Pioniere di questi vini il dr. Hans George Ambrosi, considerato il padre dell’Eiswine, una vera autorit in questo campo.( invent e realizz gli “hot pants” , soluzione ideale per proteggere i grappoli da agenti atmosferici ed animali : speciali teli di plastica che formano una specie di tunnel) Nel 1983 la legge tedesca riclassific il regolamento i produzione dell’ EisWine prevedendo che la vendemmia si debba effettuare ad una temperatura minima di meno sette gradi, prima delle ore dieci del mattino e non prima del 15 dicembre.
Australia (nuovo Galles del Sud)
Area grande come tre volte il Regno Unito e due volte il Giappone, Il New South Wales, la regione dove si sono sperimentate le prime produzione di Icewine, e dove tutt’ora viene prodotto da vitigni Riesling, Chardonnay, Gewrtztraminer. Semillon. Da notare che le stagioni sono esattamente agli antipodi di quelle nordamericane ed europee con l’estate che comincia a dicembre e l’inverno a giugno.
Ungheria
Zona del Nord Est. Tokajhegyalja (Tokaj), regione rinomata in tutto il mondo per il suo vino passito Tokaji Asz. Clima caratterizzato da autunni lunghi, con ore mattutine nebbiose, favorevoli al “marciume nobile”. Vitigno “Furmint”.
Slovenia
L’ Eisweine, qui denominato Ledeno Vino, viene prodotto nella parte meridionale della Slovenia, al confine con la Croazia. Coltivato nelle regioni Posavje e Podravje. Soprattutto la regione viticola Podravje quella pi ampia, caratterizzata da inverni molto freddi. Principali vitigni usati per produrre Il Ledeno vino : Laski, Rizling, Sipon, Modra Frankija. Costi a bottiglia da mezzo litro euro da 20 a 30 euro a secondo del produttore. Non reperibili in Italia e Svizzera.
Croazia:
La regione caratterizzata da clima continentale temperato e da un suolo prevalentemente collinare e montuoso, si estende seguendo il corso del fiume Drava e della Sava, affluenti del Danubio. Il vitigno pi coltivato in assoluto la Grasevina ( Welschiriesling) da cui stato prodotto il primo Ledeno Vino nel 1988. Buona produzione in parte esportata nei paesi dell’Est. Costo non conosciuto.
Austria :
Produce eccellenti Ice Wines e questi vini austriaci sono tra i pi conosciuti e commercializzati in Europa. Provengono dal Burgeland, la seconda regione viticola del paese in termini di superfice, al confine con l’Ungheria.
Francia:
L’Alsazia regione vitivinicola situata nella parte nord orientale della Francia, lungo il corso del fiume Reno la zona vocata per i Vins des Glaces.
Nel comune di Viella il Vin des Glace ha addirittura una sua festa, le uve vengono raccolte la notte del 31 dicembre con un suggestivo corteo di fiaccole.( solo quattro ettari di vigneto in questo comune : consegnano un eccezionale Vin des Glace.)
Canada :
Il freddo Canada considerato luogo ideale per la produzione di questi vini con condizioni climatiche estreme . Il primo Icewine stato vinificato in Canada nel 1973, grazie a Walter Hainle, un tedesco emigrato in Canada, con l’impiego di uva autoctona, l’ Okanagam Riesling ; successivamente il vignaiolo Peter Gamble ( Ontario) prov a produrre Icewine da uve Riesling. Poi seguirono le esperienze di Donald Zinaldo (il cofondatore di Inniskilling Wine) che con Karles Kaiser, suo partner e viticultore iniziarono la produzione su ampia scala, tanto da conquistare nel 1991 il Gran Prix d’Honneur per il loro vino del ghiaccio vendemmia 1989. Oggi la normativa canadese sugli Icewine prevede che la vendemmia sia effettuata dopo il 15 novembre ed entro le ore dieci del mattino, preferibilmente dalle ore quattro alle cinque dove si registra la temperatura pi bassa, le uve devo essere gelate al momento della raccolta sia al momento della pigiatura ( recentemente le aziende vinicole di Germania , Austria e Canada i tre maggiori produttori di Icewines , seguiti anche dalla Svizzera, si sono accordate per definire gli standard minimi per la produzione ed etichettatura ).Da qualche anno nelle enoteche italiane pi qualificate si possono trovare Icewines canadesi, costi variabili ma in genere sui trenta/quaranta euro a bottiglia da 0,350 . Il Canada attualmente il maggiore produttore al mondo di Icewines e la sua produzione equivale a quella di tutta Europa. Dal 1985 la produzione di Icewine si estesa anche alla Nuova Scozia.
Perch amo i vini del ghiaccio
Piccola storia di una amore travolgente che ha sconvolto le mie papille, ore in contemplazione, fermo, tacito, sereno, papille che urlano, si siedono, si alzano, e si placano solo quando nuovo sorso le irrora. Violenza e dolcezza, semplicit e complessit, magia di una sapore indefinibile che non pu essere catalogato, sfugge ai pi svariati aggettivi, monta e rimonta quasi fosse un Lego, incastri dove il pezzo sembra al giusto posto, poi ti accorgi che questo non ; come quando corri a perdifiato sulla sabbia marina e il cuore s’ingrossa, come quando senti l’odore immenso ed inusuale che sprigionano gocce di temporale su zolle aride, come quando intravedi l’amore, lontano, che ritorna. E’ un vino immensamente piacevole, complesso, sviluppa aromi di ananas appena affettato, la pesca, i frutti tropicali, l’arancia ed il limone candito, il caramello, il melone e i frutti della passione. Sensazioni paradisiache che durano e si evolvono durante la degustazione. Vini del ghiaccio, immensi, per pochi. Vini da meditazione, ideali su fois gras o formaggi erborinati. E non chiamiamoli vini dolci o passiti per favore. Unici.
( Fonte Attilio Scotti )
Per saperne di pi, bibliografia essenziale
Atlante Mondiale dei Vini
Guida al vino, ai vitigni, e alle zone di produzione nei cinque continenti.
a cura di Hugs Johnson
Mondadori Milano 1998
Icewine- The complety story- John Schreiner
Warking Publischiting , Toronto 2001
Anatomy of a winery . Donald JP Zinaldo
Millennium Edition 2000
Le donne, la montagna , i vini
Spunti e storia e civilt della tavola in Alta Valle Susa
Maria Luisa Alberico, Laura Boschis
Donnedizioni 2006
I vini del ghiaccio, Icewines e Eisweine nel mondo
L’esperienza di Chiomonte
Donnedizioni, 2007
A cura di Maria Luisa Alberico
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Considerazioni di Winetaste
I vini di ghiaccio per la loro particolarit, e difficolt di produzione, che avviene in climi avversi con temperature che arrivano a 7/10 sotto zero, sono costosi, perch rari.
Consiglio a tal proposito una lettura al ink:
https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=2877
dove appunto durante una manifestazione biennale, la prossima sar nel 2009 a Villa Favorita di Vicenza ( consiglio di annotarvi lappuntamento ) ho conosciuto da vicino questo produttore canadese Donald Ziraldo , di origini friulane.
La prima volta in assoluto che ho degustato di questi vini, stato 4 anni fa al Concorso Mondiale di Bruxelles, dove ho avuto la fortuna di degustarne una batteria di 10/12 .
Vini densi alla vista, concentrati con residui zuccherini di oltre 200 gr/lt, ma che allo stesso tempo non risultano stucchevoli ! Il mistero presto svelato : tutto questo tenore zuccherino viene bilanciato, e quindi non percepibile alla gustativa come tale, da acidit elevatissime dellordine di 9/10 gr/lt., una bella esperienza sensoriale che consiglio a tutti.
Mi comunicava pochi giorni orsono, una amica e collega canadese, di origini italiane, residente a Toronto, , la sig.ra Anna Cavaliere, che in Canada incominciano ad essere seriamente preoccupati per il fatto che ora in Cina si iniziato a produrre ottimi Ice-wine, a dei costi stupefacenti. Essendo il costo della mano dopera tra le piu basse del Mondo, il costo finale di una bottiglietta da 0,500 sembra oscilli tra i 10 ed i 15 euro, contro i 50/60/70 di quelli canadesi.
Un problema che , nei prossimi anni, non toccher solo il Canada ma tutte le nazioni produttrici di vino, Italia e Francia comprese. La nostra speranza che i livelli qualitativi dei vini cinesi possano rimanere sempre piu bassi, rispetto ai nostri, ma fino a quando questo sar ??
Roberto Gatti


















