ANNATA 2008, STAGIONE DIFFICILE PER I VITICOLTORI “BIO”

S.Michele allAdige, agosto 2008


 


Incontro tra tecnici e viticoltori biologici oggi a San Michele


 


Lelevata piovosità ha favorito sviluppo della peronospora, malattia contro


cui i viticoltori biologici hanno poche armi a disposizione


 


Il 2008 non sarà sicuramente unannata da ricordare per i viticoltori


biologici. Dopo anni di siccità in campagna, lelevata piovosità registrata


a partire dai mesi primaverili ha creato condizioni favorevoli allo


sviluppo della peronospora, malattia provocata da un fungo che può


provocare gravi danni alla produzione, e contro cui cè un solo prodotto


efficace ammesso dal regolamento europeo: il rame.


Largomento è stato affrontato, stamane, allIstituto Agrario di San


Michele allAdige, nellambito di un incontro tecnico dove è stato


tracciato un bilancio dellannata 2008 e dove viticoltori e tecnici si sono


confrontati per una comune strategia nella difesa della vite.


Nel mese di aprile sono caduti più di 200 millimetri di pioggia: per


trovare una situazione analoga occorre tornare al 1989 -ha spiegato il


direttore dellUfficio viticoltura del Centro per lAssistenza Tecnica,


Enzo Mescalchin-. Nei mesi successivi, a fronte comunque di precipitazioni


importanti di circa 90 millimetri al mese, sono state le bagnature


prolungate a caratterizzare il periodo estivo. In questa situazione la


peronospora della vite ha trovato condizioni di sviluppo favorevoli


manifestando infezioni più gravi di quanto verificatosi nel 2002, altra


annata in cui questo patogeno aveva provocato danni.


Un rilievo della quasi totalità delle aziende biologiche provinciali ha


permesso di verificare ai tecnici che la situazione generale di sanità dei


vigneti è in genere soddisfacente in relazione allandamento stagionale,


anche se mancano casi i cui i danni sono particolarmente pesanti. Rimane


comunque il limite per i viticoltori biologici di poter contare su un solo


prodotto efficace contro la peronospora ammesso dal regolamento europeo che


disciplina il settore: il rame.


Nellambito dellincontro si è parlato anche del disciplinare di


vinificazione biologico che consentirebbe al vino prodotto nel rispetto di


un preciso protocollo di ottenere la certificazione sul prodotto finito e


non solo sulle uve come avviene ora.


Erwin Haas del Centro Sperimentale di Laimburg ha parlato delleffetto di


alcuni prodotti rameici in funzione delle strategie di lotta e dei


formulati impiegati, mentre la ricercatrice di San Michele Luisa Mattedi ha


illustrato le alternative allo zolfo in viticoltura biologica. Nel corso


del 2008  – ha spiegato- sono proseguite presso l’Istituto Agrario


esperienze applicative aventi lo scopo di valutare l’efficacia delle


possibili alternative allo zolfo per il contenimento dell’oidio della vite,


in particolare bicarbonati di potassio e sodio.


Nel pomeriggio si svolgerà,