Con le api vittime di malattie, insetticidi e agricoltura intensiva, non ci sono grandi margini. “Con questo livello di mortalit, gli apicoltori europei possono sopravvivere dagli 8 ai 10 anni”, la stima fosca di Gilles Rtia, presidente di Apimondia, in una dichiarazione alla Reuters. “Abbiamo avuto grossi problemi nel sud-ovest Francia, ma ora il problema si esteso anche in Italia e in Germania.” L’anno scorso, secondo Apimondia, circa il 30 % degli alveari in Europa, circa 13,6 milioni, sono morti. Le perdite raggiunto in Slovenia hanno raggiunto il 50%, in Germania hanno raggiunto un picco del 80%.
La minaccia pi grossa, ha spiegato Rtia, rappresentata dal 35 % delle colture alimentari che necessitano dell’impollinazione delle api. “Si tratta di una crisi totale”, ha dichiarato Francesco Panella, proprietario di circa 1000 alveari in Piemonte. “L’anno scorso andata perduta circa la met della mia produzione. Non posso sopravvivere pi di 2 o 3 anni, con queste condizioni e mio figlio non sar in grado di proseguire la mia attivit.”
Nonostante non vi siano spiegazioni incontrovertibili sul calo del numero delle api, i maggiori indiziati continuano ad essere le sempre pi sofisticate tecniche agricole e i pesticidi di nuova generazione utilizzati per colture di girasole, mais e colza.
Due fattori principali sono stati responsabili per l’indebolimento delle colonie di api: insetticidi e l’acaro parassita Varroa, la spiegazione del coordinatore scientifico di Apimondia, Gerard Arnold. Una volta indebolito, l’alveare viene decimato da virus e altre malattie.
Gli apicoltori, inoltre, non comprendono il motivo per cui cos bassa l’attenzione per un settore che approvvigiona il 58 % della domanda europea che vale 340.000 tonnellate di miele l’anno.
“Se il settore lattiero caseario riducesse improvvisamente la produzione del 30%, non sarebbe pubblicamente accettabile. Ma questo ci che abbiamo dovuto subire”, il commento polemico di Josef Stich, proprietario di 200 alveari vicino a Vienna.
All’inizio di quest’anno, l’Unione Europea si pronunciata riducendo gradualmente la maggior parte dei pesticidi tossici, ma nonostante questo sono molti apicoltori che si sentono ignorati dai politici.
Il settore del miele vittima degli interessi dei giganti della chimica che producono i pesticidi, ha aggiunto Rtia.
“I politici sono pi sensibili ai grandi lobby dell’industria chimica – ha concluso -. Noi apicoltori possiamo parlare, ma non siamo tenuti in alcuna considerazione”.
La minaccia pi grossa, ha spiegato Rtia, rappresentata dal 35 % delle colture alimentari che necessitano dell’impollinazione delle api. “Si tratta di una crisi totale”, ha dichiarato Francesco Panella, proprietario di circa 1000 alveari in Piemonte. “L’anno scorso andata perduta circa la met della mia produzione. Non posso sopravvivere pi di 2 o 3 anni, con queste condizioni e mio figlio non sar in grado di proseguire la mia attivit.”
Nonostante non vi siano spiegazioni incontrovertibili sul calo del numero delle api, i maggiori indiziati continuano ad essere le sempre pi sofisticate tecniche agricole e i pesticidi di nuova generazione utilizzati per colture di girasole, mais e colza.
Due fattori principali sono stati responsabili per l’indebolimento delle colonie di api: insetticidi e l’acaro parassita Varroa, la spiegazione del coordinatore scientifico di Apimondia, Gerard Arnold. Una volta indebolito, l’alveare viene decimato da virus e altre malattie.
Gli apicoltori, inoltre, non comprendono il motivo per cui cos bassa l’attenzione per un settore che approvvigiona il 58 % della domanda europea che vale 340.000 tonnellate di miele l’anno.
“Se il settore lattiero caseario riducesse improvvisamente la produzione del 30%, non sarebbe pubblicamente accettabile. Ma questo ci che abbiamo dovuto subire”, il commento polemico di Josef Stich, proprietario di 200 alveari vicino a Vienna.
All’inizio di quest’anno, l’Unione Europea si pronunciata riducendo gradualmente la maggior parte dei pesticidi tossici, ma nonostante questo sono molti apicoltori che si sentono ignorati dai politici.
Il settore del miele vittima degli interessi dei giganti della chimica che producono i pesticidi, ha aggiunto Rtia.
“I politici sono pi sensibili ai grandi lobby dell’industria chimica – ha concluso -. Noi apicoltori possiamo parlare, ma non siamo tenuti in alcuna considerazione”.
( Fonte Greenplanet )

















