APPELLO PER UNA MODERNA ENOLOGIA

 


 


Ho ricevuto lappello, che sotto vi riporto integralmente, e tra i firmatari ho trovato alcuni amici, molti enologi piu o meno noti, giornalisti, produttori, in ogni caso tutti addetti ai lavori, altamente qualificati e competenti. Lo firmerei pure io questo appello, perch sono convinto che non possiamo fermare linnovazione in vigna ed in cantina. I vini che oggi beviamo sono sicuramente di qualit piu elevata e piu fini rispetto al passato, anche non troppo remoto, ed a questo miglioramento qualitativo sicuramente ha contribuito la scienza enologica con le grandi innovazioni degli ultimi anni. Ma tra le righe dellappello non ho letto nemmeno un cenno alla tutela e salvaguardia della salute del consumatore , quindi personalmente sottoscrivo il concetto che lenologia non pu limitarsi ma deve essere in grado di cogliere tutte le opportunit, soprattutto quelle che permettono di abbassare i costi e di aumentare i profitti delle aziende, rendendole sempre piu competitive , ma avrei volentieri letto, in calce a quanto sopra : Salvaguardando, al di sopra di ogni aspetto, la salubrit del prodotto finale a tutela e garanzia dei consumatori, anche, ove fosse necessario, rinunciando ad una parte dei profitti economici delle aziende


Buona lettura


Roberto Gatti-maggio 2007-


 


APPELLO


 


Il vino e lenologia nel terzo millennio


 


Negli ultimi quarantanni il vino italiano ha consolidato la sua posizione nel mondo, raggiungendo dei traguardi che sino a qualche decennio fa erano impensabili. stato un processo lungo e complesso che ha avuto nellesaltazione della qualit, dellorigine e della territorialit dei vini dei momenti fondamentali.


 


Tutto ci per stato possibile grazie alla rivisitazione sia delle pratiche agronomiche nelle campagne sia allincessante evoluzione della ricerca e dellapplicazione della scienza enologica nelle cantine. In questo modo i nostri vini hanno compiuto un deciso salto di qualit, anche dal punto vista organolettico, recuperando quel gap di conoscenze ed esperienze che in passato ci aveva fortemente penalizzato sui mercati internazionali.


 


Oggi il nostro Paese ha una posizione di primo piano nel mondo grazie proprio allammodernamento e allo svecchiamento delle cantine dal punto di vista tecnologico e strutturale e dallefficacia dei protocolli enologici moderni  applicati sia dalle grandi che dalle piccole aziende.


 


In passato i vini italiani si sono segnalati allattenzione internazionale per la capacit di rompere gli schemi affiancando alla produzione tradizionale una ampia schiera di vini che hanno fatto dellinnovazione la loro cifra stilistica e sono riusciti ad interpretare con fantasia e meglio di altri, i gusti e le esigenze del consumatore internazionale, tenendo per altro alta, in un momento molto difficile, limmagine del vino italiano. I cosiddetti Supertuscan, ieri classificati come Vini da Tavola (VdT) oggi come vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT), sono stati in questo campo lesempio di maggior successo.


 


A fronte di ci negli ultimi anni si sviluppata una corrente culturale che vuole imporre una visione che tende a limitare gli orizzonti della ricerca e dellenologia. Il confronto insomma si spostato e non pi solo tra conservatori e innovatori. Infatti da una parte c chi in nome del rispetto della tradizione considera lenologia come un sistema chiuso alle novit, sostanzialmente incapace di ascoltare.  Dallaltra c chi,  pur rispettando profondamente lorigine e la storia dei prodotti, vuole esaltare questi aspetti sfruttando tutte le possibilit offerte dalla moderna enologia e tecnologia ad essa collegata, interpretando le sollecitazioni che vengono da un mercato ormai planetario.


 


Le discussioni su certi aspetti del nostro mondo del vino, hanno evidenziato un preoccupante atteggiamento di chiusura nei confronti dellevoluzione della scienza enologica e dei mezzi che essa mette a disposizione. Lenologia non pu limitarsi ma deve essere in grado di cogliere tutte le opportunit, soprattutto quelle che permettono di abbassare i costi e di aumentare i profitti delle aziende, rendendole sempre  pi competitive.


 


Noi che a diverso titolo ci occupiamo del vino, esprimiamo la nostra preoccupazione perch i dati scientifici vengono sistematicamente ignorati, preferendo la banalizzazione degli argomenti allapprofondimento. Senza adeguati approfondimenti tecnici, scientifici ed economici non si pu pensare di affrontare con efficacia la competizione internazionale e incrementare la qualit dei nostri prodotti. 


 


 


Roma, 3 maggio 2007


 


 


 


Per sottoscrivere lAppello, inviare una mail al Dr. Andrea Gabbrielli


mailto:[email protected]


 


PROMUOVONO LAPPELLO


 


 


1.       Andrea Gabbrielli (Giornalista)


2.       Robero Zironi (Professore ordinario Universit di Udine)


3.       Luigi Odello  (Centro Assaggiatori Brescia)


4.       Fabio Turchetti (Giornalista)


5.       Andrea Sartori  (Casa Vinicola Sartori)


6.       Piero Mastroberardino (Mastroberardino)


7.       Riccardo Cotarella ( Enologo)


8.       Carlo Ferrini (Agronomo Enologo)


9.       Gioia Cresti (Enologa)


10.     Ezio Rivella (Pian di Rota)


11.     Stefano Campatelli ( Direttore Consorzio Brunello di Montalcino)


12.     Barbara Tamburini (Enologa)


13.     Attilio Pagli (Enologo)


14.     Alberto Antonini ( Agronomo)


15.     Paolo Bisol (Ruggeri)


16.     Lucio Brancadoro ( Ricercatore Universit di Milano)


17.     Claudio Gori (Enologo)


18.     Paolo Tommassini (Enologo)


19.     Vittorio Fiore (Enologo)


20.     Stefano Chioccioli (Enologo)


21.     Filippo Mazzei (Marchesi Mazzei)


22.     Nicodemo Librandi (Librandi)


23.     Andrea DAmbra (Casa DAmbra)


24.     Franco Giacosa (Zonin)


25.     Michele Farro ( Cantine Farro)


26.     Piernicola Leone De Castris ( Leone De Castris)


27.     Giovanni Dimastrogiovanni ( Enologo, Agronomo Leone De Castris)


28.     Roberto Cipresso ( Enologo)


29.     Cesare e Andrea Cecchi ( Cecchi)


30.     Rudy Buratti (Enologo)


31.     Alessandro Candido ( Candido)


32.     Giuseppe Martelli (Direttore Assoenologi)


33.     Sandro Boscaini ( Masi Agricola)


34.     Alessandro Botter  (Botter)


35.     Alberto Canino (Giovanni Bosca Tosti)


36.     Etile Carpen (Carpen Malvolti)


37.     Renzo Cotarella (Marchesi Antinori)


38.     Lamberto Vallarino Gancia (Gancia)


39.     Francesco Ricasoli (Ricasoli)


40.     Giacomo Rallo  (Donnafugata)


41.     Pietro Alagna  (Carlo Pellegrino)


42.     Teresa Lungarotti (Cantine Giorgio Lungarotti)


43.     Mario Consorte (Sella & Mosca)


44.     Francesco Marone Cinzano (Col dOrcia)