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Appuntamento a Bard per i vini “eroici”: in Italia 20 milioni di bottiglie

I vini “eroici”? Sono quelli ottenuti in montagna, a quote elevate, con terreni in forte pendenza ed in condizioni climatiche spesso difficili.

 

Non soltanto sulle Alpi, dove nascono anche i vini del ghiaccio, ma pure sugli Appennini. O sui Pirenei. Perché l’eroismo – che è soprattutto una caratteristica dei vigneron più che dei loro capolavori – non è una peculiarità esclusiva della Penisola. Così al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, il 21 e 22 novembre arriveranno i produttori “estremi” della Slovenia, della Spagna, della Francia, della Germania, della Svizzera per partecipare a “Vins Extremes 2015: il meglio dei vini d’alta quota”.

 

E si incontreranno con le aziende della Valle d’Aosta, del Piemonte, del Trentino e Sud Tirolo, della Liguria, della Lombardia, del Veneto, dell’Abruzzo e della Calabria. Per confrontarsi sui tanti problemi, per analizzare le prospettive, per valutare le opportunità. Che, nonostante le difficoltà, sono estremamente interessanti. Sia a livello di mercato interno sia per quanto riguarda l’export.

 

( il paesino di Arnad, località famosa per il suo lardo )

Giancarlo Gariglio, curatore della guida Slow Wine, spiega infatti che le esportazioni di questi vini oscillano tra il 40 ed il 50% della produzione. E questo nonostante volumi che, quasi sempre, sono piuttosto limitati. Così le percentuali di export sono più alte per i vini trentini, sud tirolesi, della Valtellina, mentre la piccola Valle d’Aosta riesce comunque ad esportare il 40% del prodotto.

Complessivamente – prosegue Gariglio – la viticoltura “estrema” italiana produce oltre 20 milioni di bottiglie, e sta continuando a crescere. Con differenze di prezzo anche rilevanti tra Nord e Sud, anche per effetto del traino garantito dal turismo. Perché l’altra grande chance del vino eroico è rappresentata dal turismo enogastronomico, con intenditori ed appassionati che scelgono determinate località proprio perché solo in quei luoghi possono gustare quel particolare vino.

 

 

Per questo a Bard non si parlerà solo di vino, ma anche di gastronomia tradizionale, di cultura, di ambiente. Perché il vino rappresenta una componente fondamentale di un territorio che deve essere tutelato. E che non può trasformarsi in un mero parco di divertimenti, sul terreno inclinato, per gli abitanti della città alla ricerca di poche ore di svago nella natura.

 

 

( Fonte Food24 Il sole24ore )