APPUNTI DI VIAGGIO IN BASILICATA

 


 


Pubblico volentieri questi appunti e suggerimenti del Club di Papillon, per uno straordinario viaggio enogastronomico, in una delle regioni piu ricche ( in tal senso ) d Italia. Prodotti genuini ed unici, che meritano di essere scoperti e provati.


Una esperienza che vorrei potere fare quanto prima, in quanto ad oggi le mie conoscenze dirette si limitano   prevalentemente ai vini della regione.


Buone vacanze in Basilicata


Roberto Gatti


 


 


 


1) Melfi, la città di Federico II


La medievale Melfi, antica residenza estiva dell’imperatore Federico II, è un importante polo industriale a due passi dal monte Vulture. Dominata dall’imponente castello, fatto costruire da Guglielmo d’Altavilla nel XI secolo e successivamente ampliato da Federico II, è sede oggi del museo nazionale del Melfese (conserva numerosi reperti archeologici preistorici, romani, bizantini e normanni). E Melfi regala il notevole duomo dedicato a Santa Maria Assunta, con il campanile normanno risalente al 1153. Nelle immediate vicinanze (al chilometro 1 della strada statale 303 in direzione di Rapolla) sorge la chiesa rupestre di Santa Margherita, scavata nel tufo vulcanico, molto interessante per suoi affreschi. Il primo assaggio goloso lo dedichiamo alle mitiche mozzarelle del Caseificio di Leonardo e Donato Corbo (via dell’Artigianato, 1 tel. 0972239364), che nei periodi in cui è possibile raccogliere l’asfodelo nei boschi della zona del Vulture vengono racchiuse nelle sue foglie, legate con fili di ginestra. Per colazioni o aperitivi, ecco il Fashion Cafè (via Foggia, 158 tel. 0972238388). Per addentrarsi nelle specialità lucane, buona la cucina del Novecento (contrada Incoronata tel. 0972237470): ravioli dolci di ricotta, uova fritte e salsiccia lucana, maiale alla contadina, formaggi locali. Nella vicina Rapolla (la cui cattedrale custodisce un maestoso crocifisso di legno scolpito e policromato del XIII secolo, su croce ad albero), l’olearia Giuseppe Lallo (via Barletta, 36/40 tel. 0972760295) produce un extravergine monovarietale dalla cultivar Ogliarola, mentre l’az. agr. Camerlengo Rapolla (via Tasso, 3 tel. 0972760738) merita per il suo Aglianico del Vulture. Per un grande Aglianico, il Gudarrà della cantina Bisceglia, vino top hundred di Papillon l’anno scorso, bisogna andare a Lavello (contrada Finocchiaro tel. 097288409).


 


 


2) La culla dell’Aglianico


Siamo nella Basilicata più impervia, selvaggia, che regala paesaggi naturali arcaici. Siamo nell’incontaminato Vulture. Qui nasce uno dei grandi rossi d’Italia, l’Aglianico del Vulture, appunto. Per assaggiarne le migliori bottiglie bisogna andare a Rionero in Vulture. Prima però, merita una visita l’abbazia benedettina di S. Michele che sorge in un paesaggio di straordinaria bellezza, arroccata su una falda del monte Vulture, affacciata sui laghi di Monticchio, sorti sul cratere del vulcano spento: il lago Piccolo e il lago Grande, gemme blu nel verde dei boschi circostanti. Per il vino simbolo di questo territorio, bisogna visitare le cantine di Armando Martino (via L. La Vista, 2/a tel. 0972721422); Basilisco (via Umberto I, 129 tel. 0972725477), negli anni scorsi premiato tra i top hundred; Cantine del Notaio (via Roma, 159 tel. 0972723689) autore del grande Aglianico Le Firme; D’Angelo (via Provinciale, 8 tel. 0972721517) e Eubea (via Roma, 209 tel. 0972723574), top hundred con l’Aglianico Ròinos. La tavola è quella dell’hotel La Pergola (via L. La Vista, 27-31 tel. 0972721179): ziti spezzati al ragù, secondi alla brace e, in stagione, funghi. A Barile, paesi di origine albanese della Basilicata, che conserva tradizioni arbëreshë, troviamo altre cantine: il Consorzio Viticoltori Associati del Vulture (S.S. 93 per Rapolla tel. 0972770386); Elena Fucci (contrada Solagna del Titolo tel. 0972770736), autrice dell’Aglianico top hundred Titolo; Macarico (piazza Caracciolo, 7 tel. 0972771051); Paternoster (contrada Vallo del Titolo tel. 0972770224) e Tenuta Le Querce (contrada Le Querce tel. 0971470709), produttore dell’ottimo Aglianico Rosso di Costanza. Incantevole sarà la sosta alla Locanda del Palazzo, nel cuore di Barile (piazza Caracciolo, 7 tel. 0972771051). Ci ricordiamo con piacere calamaro ripieno al forno con melanzane, ravioli di pecorino con ristretto d’arrosto, controfiletto di manzo al profumo di alloro, torta di noci con parfait all’Aglianico. E si può pernottare nelle camere di un antico palazzo del ‘500. Che bello!


 


 


3) Dal borgo di Venosa a Filiano


A Venosa, nel 65 a.C. nacque il poeta latino Orazio: in una sua ode scrisse che l’Aglianico, misurato col cervello e bevuto con il cuore, dona conforto e gioia alla vita. Oggi Venosa è uno splendido borgo, impreziosito dal parco archeologico, dove si visitano le terme romane, resti di domus private, lanfiteatro e catacombe ebraiche (la presenza di una forte comunità ebraica è attestata fin dal 70 d.C.). La mole del castello aragonese domina sul borgo antico. Tra le chiese, spicca la cattedrale di S. Andrea. Ma il simbolo di Venosa è la chiesa Incompiuta della Trinità, suggestiva sinfonia di pietra, della quale furono costruiti solo i muri perimetrali e parte del colonnato. Anche a Venosa si prosegue con ottimi assaggi enoici. Come quelli della Cantina di Venosa (loc. Vignali via Appia tel. 097236702) dove all’Aglianico si accompagna l’ottimo moscato bianco Terre di Orazio Dry Muscat. Oppure nelle Cantine Bonifacio (loc. Pian di Camera tel. 09723143