Tagliate nella notte 2.700 piante con le forbici laser
SEGGIANO. Poche ore e 2700 piante di vite distrutte. Uno scempio che ha ferito a morte pi di mezzo ettaro di vigneto custodito e corteggiato dal lavoro dell’uomo per 6 anni. Il 2010 avrebbe dovuto essere l’anno del primo raccolto. Uno scambio di persona? Un dispetto? Una ritorsione? Una bravata? Sono tutte domande alle quali dovranno cercare di dare una risposta gli investigatori. Quel che certo che chi ha tagliato tutte quelle piante, nella notte fra venerd e sabato, ha messo in ginocchio un’azienda e l’ambiente lavorato da mani amorose e esperte. I proprietari piangono lacrime vere, raccontando come questo sarebbe stato il primo anno di raccolto. Un vigneto Montecucco doc in cui ognuna delle 2700 piante aveva l’innesto sotto terra. Chi ha distrutto il nostro vigneto – spiega fra i singhiozzi la proprietaria – deve essere un professionista, anzi, come minimo, secondo me, dovevano essere per lo meno quattro persone, tutte armate di forbici laser, precise al millimetro e efficaci. Un lavoro di fino, quasi un ricamo, che ha ridotto la vigna in un cimitero a cielo aperto. Hanno tagliato le piante sotto l’innesto che noi avevamo fatto sotto terra. La cosa, portata avanti con determinazione e professionalit, sembra quasi una sorta di avvertimento mafioso, un segnale forte chiss per chi e chiss perch. Ed la prima volta che un vigneto sull’Amiata subisce un attacco cos violento. anche per questa ragione che l’evento ha gettato nello sconforto proprietari e tutti gli abitanti di Seggiano. Un vero fulmine a ciel sereno che si abbattuto sull’Amiata. Venerd – continua la proprietaria – mio marito ha lavorato alla vigna. Tutto era in ordine. Poi sabato mattina, il ciclone. Abbiamo visto da lontano il primo filare ingiallito. Forse sar il caldo, ha commentato mio marito. Ma poi, una volta che ci siamo avvicinati al vigneto, siamo rimasti senza fiato. Tutte le 2700 piante che abbiamo piantato in pi di mezzo ettaro di terreno erano state demolite. E quel che pi grave, ripete la proprietaria, fin sotto l’innesto. Tagliate, penetrando sotto il terreno con forbici laser, naturalmente silenziosissime. Nessuno, nella notte, si accorto di nulla. Un danno spaventoso, perch ora serviranno altri 6 anni per avere il primo raccolto. Cercare di dare una cifra davvero difficile. Soltanto l’uva raccolta avrebbe fruttato circa 25mila euro. Ma c’ da aggiungere quello che servir ora per piantare di nuovo il vigneto, e si sale a diverse decine di migliaia di euro. E poi, sei anni di lavoro buttati via. Dovremo innestare di nuovo e attendere. E pensare che ci siamo prodigati anima e corpo in questo vigneto, coltivato tutto a sangiovese per spremere il Montecucco doc – racconta ancora la proprietaria – e non abbiamo voluto vendere sebbene, negli ultimi due anni, ci abbiano chiesto pi volte il terreno. Adesso mi sembra di stare vivendo un film dell’orrore. E’ un’offesa non solo per noi, vittime di un delinquente, ma un’umiliazione per tutta la comunit dell’Amiata che investe risorse economiche e umane e lavorative nell’agricoltura e nella cura della campagna, per la quale si esige rispetto assoluto. La condanna per questo gesto unanime, ma quello che pi turba i proprietari che questo scempio sembra avere un significato. E per questo – dicono – potrebbe accadere di nuovo. Contro chi? Con quali scopi? Perch non si pu pensare che sia un pazzo che ha perso la testa e se l’ presa con un vigneto.
( Fonte Il Tirreno )


















