AVIGNONESI : UNA BELLA REALTA’ TOSCANA

 


 


 


Durante la mia partecipazione in Toscana, allanteprima del Vino Nobile di Montepulciano del febbraio scorso, ho avuto la bella opportunit di visitare una azienda storica del comprensorio e di prendere parte ad unaltrettanto interessante degustazione di annate storiche. Sto scrivendovi dellazienda :


 


Azienda Avignonesi


Via della Resistenza, 276


53040 Abbadia di Montepulciano (Siena)


Tel.: 0578 70741


Fax: 0578 707422


Sito internet : www.avignonesi.it


E-mail: [email protected]


 


 


 


Un po di storia


( liberamente tratto dal sito aziendale )


 


La qualit fatta dagli uomini, dai loro sogni, dalla loro esperienza, dal loro impegno. Per questo se ne deve conoscere la storia, le passioni. Solo cos si pu capire da dove viene la qualit del loro lavoro.


 


 


 


 


Avignonesi composta da quattro unit produttive: Le Capezzine, I Poggetti, La Selva e La Lombarda, 225 ettari, dei quali 109 sono a vigneto e 3 ad oliveto.


 


Fattoria Le Capezzine (m. 300 s.l.m.)


 


A pochi chilometri da Montepulciano, nei pressi di Valiano, tra le colline del Chiuso della Valdichiana, sorge l’ottocentesca fattoria Le Capezzine. Restaurata con rigore, costituisce il cuore dell’azienda ed ospita ampie cantine di vinificazione, cantine per la maturazione, vinsantaia, frantoio, locali di stoccaggio, magazzini e uffici. L’edificio principale destinato a foresteria. La fattoria comprende 19 ettari dei quali 7 sono a vigneto (Prugnolo Gentile) cos ripartiti: 6 di vigna ad alberello a settonce ed 1 dedicato alla sperimentazione della densit di impianto da 2000 a 8500 viti per ettaro con sei diversi portainnesti; in fine 4 are sono dedicate all’allevamento sperimentale di vitigni autoctoni di Montepulciano e del territorio circostante.


 


Az. Agr. I Poggetti (m. 290 s.l.m.)


 


Questa azienda agricola costituita da due poderi situati anch’essi nel comune di Montepulciano, sulle colline di Argiano, dove da sempre si ottiene il Vino Nobile Avignonesi. Ha una superficie totale di 68 ettari. Nei 30 ettari di vigneto si coltivano Prugnolo Gentile, Mammolo e Canaiolo. Due ettari sono piantati ad olivi della variet Correggiolo da cui si ottiene l’olio extravergine di oliva verde e profumato tipico di Montepulciano.


 


Az. Agr. La Selva (m. 300 s.l.m.)


 


La tenuta La Selva, presso Cignano, sulle colline del Chiuso di Cortona, formata da 4 poderi – La Selva, Val di Capraia, Paggino e Pian dell’Oca, i grandi cru dell’azienda Avignonesi destinati alla coltivazione di vitigni alloctoni. Ha una superficie di 96 ettari di cui 51 sono a vigneto e 1 a oliveto. Vi si coltivano Chardonnay, Sauvignon Blanc, Merlot, Cabernet Sauvignon, che poi vengono tutti vinificati nella cantina di questa azienda. Nei boschi della tenuta La Selva vivono allo stato brado trentacinque esemplari di Cinta Senese.


 


Az. Agr. La Lombarda (m. 300 s.l.m.)


 


un podere di 42 ettari situato in prossimit della fattoria Le Capezzine, nella natura intatta delle colline del Chiuso della Valdichiana. Ha terreni particolarmente adatti alla coltivazione della vite. Attualmente ci sono 20 ettari di nuovi vigneti ad alta densit in cui sono coltivati Sauvignon Blanc, Pinot Nero e Merlot


 


 


 


DEGUSTAZIONI


Durante una cena aziendale, riservata alla stampa, abbiamo avuto modo di degustare i seguenti prodotti :


 


IL MARZOCCO- Chardonnay- Doc Cortona 2007


Un vino dai profumi intensi e di buona qualit, dove emerge la vaniglia conferita dalla barrique; in bocca ha una acidit sostenuta, ma ben vinificato ed un vino destinato a durare alcuni anni . Abbinato ad affettati di cinta senese, pecorini di Pienza e crostini toscani;


 


Vino Nobile di Montepulciano- 1988-


Questa annata stata riconosciuta tra le migliori degli ultimi 30 anni:


ancora di colore rosso rubino ben vivo; ha una bella bevibilit, con tanni morbidi, evolve nel bicchiere ed i profumi cambiano in continuazione; un vino ancora integro e perfetto sotto ogni punto di vista, e dulcis in fundo, sono emerse note mentolate di grande piacevolezza, finezza ed eleganza. Abbinato ad un buonissimo piatto di tagliatelle al ragu toscano ed stata la sublimazione della tavola;


( Lannata 1990 dello stesso vino non era allaltezza del 1988, ma pur sempre un vino di spessore )


 


 


Desiderio 1999-85% merlot 15% cabernet-sauvignon


 


Bel colore granato, intenso; inizialmente stenta ad aprirsi al naso ed allora gli lasciamo il tempo richiesto: in bocca molto buono, godibile, con tannini ben amalgamati, morbido e polposo; i profumi non hanno tardato ad arrivare, puliti, impeccabili di bella espressione varietale. Abbinato ad un gran pezzo di chianina al forno con patate, ed insalata di radicchio;


 


 


Vino Nobile-Grandi annate 1997- gr. 13


Granato di bella tonalit, naso intenso e particolare, con leggera nota di tabacco, ciliegia sotto spirito; in bocca elegante, fine, equilibrato e lunga Pai. Un bel prodotto che supera tranquillamente i 90/100;


 


 


VIN SANTO 1990- GR. 15-


Il Top Wine della serata, che mi ha letteralmente coinvolto emotivamente, uno dei migliori vini mai degustati in vita mia : acidit ad 8/9 con circa 300 gr/lt di residuo zuccherino, un vino di circa 20 anni ed ancora strabiliante :


colore ambrato; denso oleoso quasi a ricordare i migliori Pedro Ximenez spagnoli; appena aperta la bottiglia sono emerse note smaltate di acetone, il che normale nei vini appassiti, che con ossigenazione nel bicchiere via via si attenuavano e scomparivano, per lasciare il posto al caramello, al mallo di noce ; in bocca era strepitoso, intenso, un grande vino da meditazione, un grande vino a livello planetario al quale Winespectator ha assegnato a questa stessa annata 100/100, e personalmente non meno di 96/97.


Uno dei migliori vini mai degustati, ed a tal proposito mi viene da sorridere, perch terminato il servizio ai commensali, ho chiesto al sommelier di posare la bottiglia davanti alla mia postazione per una foto alla stessa, e quando la mia gentile consorte mi ha chiesto : Ma ancora te ne versi ? , io ho semplicemente sorriso dicendole : E quando mai potr capitarmi ancora nella mia vita una simile opportunit ? Non avevo sbagliato a ridegustarlo ancora piu attentamente e dopo maggiore ossigenazione.


Un vino che ha saputo emozionarmi e non capita troppo spesso.


Una azienda ai vertici della produzione toscana e nazionale, da segnare in agenda, e quando vi capiter, cari amici lettori, non fatevi sfuggire loccasione di degustare questo Vin Santo, un capolavoro dellenologia italiana.


Alla nostra salute con i magnifici vini delle Aziende Avignonesi.


Roberto Gatti


 


P.S. ) Questo ci che riportato sul sito aziendale :


 


Vin Santo Avignonesi


 


Non si pu dire che il Vin Santo Avignonesi sia una cosa a parte, perch ogni Vin Santo una cosa a parte. Si pu invece dire che ogni vinsantaia ha il suo Vin Santo. E si pu dire perfino che ogni caratello ha il suo Vin Santo. Diversi il colore, il quadro aromatico, la densit, la struttura, la tonalit di dolce, il nerbo acido. Ed ognuno di loro a suo modo, ma in maniera inconfondibile, ha il sapore della Toscana.


 


Il Vin Santo non un mezzo per fare fatturato e soldi. Se sar prodotto per questo scopo, quel Vin Santo non sar mai grande. La qualit si trova in una dimensione diversa. Non importa quanto tempo occorra, quanta energia occorra, quanto denaro occorra. Quello che conta la qualit, e basta. Pi difficile da raggiungere, pi grande la soddisfazione e, di regola, pi grande il risultato.


 


Ecco dunque le regole con cui viene prodotto il Vin Santo Avignonesi.


 


Non si possono produrre grandi vini, se non si parte da grandi uve. Produrre poco per ceppo e poco per ettaro, in vigneti ben realizzati, ben esposti, ben areati e ben coltivati, regola sacrosanta. Vale per tutti i vini e soprattutto per il Vin Santo.


 


Gli aromi varietali non sono riscontrabili nel Vin Santo finito. E’ quindi difficile fare una classificazione delle variet pi adatte. In generale si pu dire che devono essere privilegiate variet che producano uve idonee all’appassimento, quindi ben mature, con buccia resistente e con grappoli spargoli. Da noi si usano principalmente due variet a bacca bianca: la Malvasia Toscana ed un Greco, da noi detto con termine colorito “Pulce in culo”, per un evidente puntino nero che presenta nella parte inferiore dell’acino. La nostra esperienza ci insegna che, anche in un vigneto ben coltivato, la percentuale dei grappoli adatti alla produzione del Vin Santo raramente supera il venti per cento.


 


Dopo la raccolta i grappoli vengono portati nell’appassitoio per essere distesi in unico strato e non troppo fitti sopra cannicci disposti su vari piani e sorretti da castelli di legno. L’appassimento dura sei mesi, durante i quali l’uva non viene mai toccata per nessun motivo. Unica variante alle tecniche antiche, sicuramente migliorativa, al momento della pressatura, con l’utilizzo di presse pneumatiche, che sono andate a sostituire i vecchi torchi a vite. La quantit di mosto che si ottiene non supera mai il quindici per cento dell’uva fresca e contiene una percentuale di zucchero altissima (dal 55 al 60 per cento).


 


Dopo circa due mesi, al termine della naturale decantazione, il mosto viene messo nei caratelli, piccole botti generalmente di rovere di circa 50 litri. I caratelli non sono a perdere, come le barrique. Durano finch non evidenziano difetti di profumo e finch sono in grado di tenere. Questi vengono riempiti solo per nove decimi del loro volume, con due litri di madre e quarantatre di mosto.


 


La madre una specie di sedimento scuro e denso che si trova, ben diviso dal Vin Santo, sul fondo dei caratelli, e che contiene famiglie di fermenti specializzate a vivere e a moltiplicarsi in un mezzo cos ricco di zucchero.


 


I caratelli vanno chiusi subito dopo il riempimento. Poi non si tocca pi, per dieci anni. Dieci anni di pazienza assolutamente necessaria.


 


In fine arriva il giorno della loro apertura. Di solito nel mese di maggio, a fine luna calante, quando il mosto nuovo si sufficientemente pulito. Un gran giorno che ci ripaga dell’attesa.