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Barolo Cru La Serra 2009, Bosco Agostino

Era il Gennaio 2017, quando ho scritto l’ultima volta di questa azienda di la Morra :

 boscovineyards

Azienda Agricola Bosco Agostino s.s.

via Fontane 24-12064- La Morra (CN)

tel/fax +39 0173 509466

Mobil +39 338 5055443

www.barolobosco.com

e-mail info@barolobosco.com

 

Consiglio una lettura al link :

 

 

https://www.winetaste.it/barolo-bosco-agostino-cru-la-serra-2009/

 

 

 

Conservavo una seconda bottiglia in cantina ed alcune sere fa, con l’avvento dei primi freddi, ho avuto il desiderio di stapparla e verificare l’evoluzione dello stesso vino dopo un anno di bottiglia.

E’ risaputo che la bottiglia, ancora meglio se in formato magnum , ( leggi a tal proposito note di approfondimento sul campo al link :

https://www.winetaste.it/davide-contro-golia/ ) è il miglior contenitore per l’affinamento ed invecchiamento del vino, devo dire di essere rimasto molto soddisfatto dell’evoluzione di questo barolo annata 2009 !

 

Tratto dal sito internet aziendale :

“ “l’attività principale è sempre stata la viticoltura concentrandosi, fino alla fine degli anni ’70, sulla produzione dell’uva. Nel 1979 si decide di non vendere più le uve prodotte con così tanta cura ma di dedicare più spazio alla vinificazione in proprio, in modo da presentare al mercato quel vino che prima era solo ad uso familiare. Questa nuova esperienza ha un successo tale che Pietro viene presto affiancato dal figlio minore Agostino che inizia con tanta pazienza, precisione e intuito il lavoro sia in vigneto che in cantina. Dopo la morte del padre Agostino ha continuato il lavoro in azienda dimostrando tanta abnegazione e tanto amore per questa attività da riuscire a coinvolgere anche la moglie Carla e soprattutto ad appassionare al mondo del vino il figlio Andrea che si diploma enotecnico alla Scuola Enologica di Alba.

Attualmente l’azienda continua ad essere gestita a conduzione famigliare con un unico obiettivo: ottenere delle uve qualitativamente ai massimi livelli per poi trasformarle in un vino con personalità che lo renda unico e particolare”.

 

Cosi’ racconta Andrea Bosco , in merito al vigneto La Serra ed alla vinificazione di questo vino : “ “una porzione del vigneto La Serra è di proprietà della mia famiglia dall’inizio del 1900, la superficie è di circa mezzo ettaro con esposizione sud-est e altitudine di circa 400 metri e terreno tufaceo e argilloso-calcareo e la produzione annua è di circa 3000 bottiglie, 30/35 magnum 1,5 litri e 10 magnum 3 litri. Il 60 % della superficie è stato reimpiantato nel 2002 in seguito a frane avvenute a metà anni 90. Questa parte di impianto è stata effettuata utilizzando una selezione massale delle piante migliori che erano presenti nella parte non estirpata e da una selezione dei migliori cloni di Michet. L’uva raccolta a piena maturità fenolica viene pigiata delicatamente e il mosto viene fatto fermentare per circa 20/22 giorni a temperatura controllata (30/31°) con 2/3 rimontaggi al giorno. In seguito alla svinatura il vino viene tenuto alla temperatura di 18/19° per agevolare la fermentazione malolattica. Normalmente con questo sistema la fermentazione malolattica termina entro la prima quindicina di dicembre dell’anno della vendemmia.

A questo punto il vino viene travasato 2 volte e poi immesso in legno per il successivo invecchiamento di 28/30 mesi in botti da 2000/2200 litri di rovere di Slavonia.

Ovviamente il vino verrà travasato almeno due volte il primo anno o ogni volta ci accorgiamo che va incontro a fenomeni di riduzione e negli anni successivi per una volta all’anno. Arrivati ai 28/30 mesi di invecchiamento sarà mia la decisione del momento di togliere il vino dal legno e poi procedere all’imbottigliamento.

L’imbottigliamento viene effettuato tra i mesi di luglio  e agosto antecedente all’anno di immissione al commercio. Quindi il Barolo 2009 La Serra è stato imbottigliato a luglio 2012”.

 

Vino Barolo Docg La Serra 2009 gr.14,5

 fronteg

Bel colore granato chiaro, con leggere sfumature aranciate sull’unghia ; naso intenso, elegante, franco, con note speziate che ricordano il cuoio, il tabacco, ma anche fiori essicati ;

ingresso morbido, entra in punta di piedi con tannini setosi, di classe, per poi esplodere con tutta la sua forza nel centro bocca.

Grande equilibrio, tannini bene integrati di grana fine, caldo e lungo nel finale.

Un grande vino, perfettamente godibile e conservato a 10 anni dalla vendemmia, poteva durare minimo altri 10/15 anni, se ben conservato in cantina.

Una ottima azienda di piccole dimensioni, che bene rappresenta il territorio d’origine, producendo questi eccellenti prodotti.

95/100

Grandi sono gli uomini che sanno trasformare in questo modo i prodotti della terra, per l’appagamento dei nostri sensi !

Chapeau !

 

Roberto Gatti

22 Novembre 2018