Il Berebene cambia passo e diventa unicamente digitale.
L’abbiamo pensato come una carta dei vini ideale che vorremmo sempre incontrare.
I bianchi sono anche quest’anno la quota dominante, 437 etichette su mille, segno di una trasformazione silenziosa ma costante che ormai è diventata solida realtà. Il bianco non è più soltanto il vino “estivo” ma è diventato un protagonista annuale, in un certo senso si è destagionalizzato. Più leggero, più trasversale, più contemporaneo: ormai è la tipologia che incrocia al meglio i gusti dei consumatori e degli appassionati.
I numeri raccontano che i bianchi superano i rossi (425), ma basta scorrere le denominazioni per capire che non è solo una questione statistica: è una faccenda di clima, di gusti, e di un modo nuovo di bere.
Tuttavia il comparto rossista, soprattutto quello del BereBene, si sta riorganizzando, ormai da qualche tempo: meno tannino, più freschezza; meno legno, più immediatezza. La nostra lista mostra una mappa del Paese che muta insieme alle abitudini dei consumatori.
Il re dei rossi resta il Sangiovese, seguito dalla Barbera, colonne portanti di un’Italia che non rinuncia alle radici. Tra i bianchi si gioca una partita vivace, con Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore e Collio in testa alle denominazioni premiate (21 vini ciascuna), seguiti dal Roero Arneis con 20 etichette. Una triade che spiega bene la direzione del gusto contemporaneo: verticalità, nitidezza, bevibilità.

Il bianco che unisce i mari
Quarantuno Vermentini attraversano l’Italia come una corrente salata: la Toscana guida il gruppo, seguita dalla Liguria e dalla Sardegna, con presenze più rare ma significative in Puglia, Umbria e Lazio. Un vitigno che si muove trasversale, capace di cambiare accento pur mantenendo la stessa freschezza marina che lo ha reso riconoscibile ovunque.

Miglior Bianco 2026
Collio Friulano V. Valeris 2024 →
Muzic
Fieno, fiori bianchi e mela golden definiscono il naso di questo Friulano da un appezzamento di poco più di un ettaro sulle colline di San Floriano del Collio. Affinato solamente in acciaio sulle fecce fini, ha un sorso immediato e altrettanto varietale, all’insegna della freschezza e della sapidità territoriale, dalla beva trascinante.

Miglior Rosso 2026
Morellino di Scansano Ribeo 2023 →
Roccapesta
Il Morellino di Scansano Ribeo ’23 resta per 12 mesi in cemento e profuma di fiori e piccoli frutti rossi maturi su base affumicata, dai tocchi balsamici. In bocca, il sorso è decisamente godibile, agile e continuo, dalla verve acida vitale, che ben accompagna una struttura articolata e saporita, terminando ancora sul frutto.
Miglior Bollicina 2026
Valdobbiadene Rive di Farra di Soligo Extra Brut Col Credas 2024 →
Adami
Tra i meriti della famiglia Adami c’è di certo quello di aver fatto conoscere il Prosecco di Valdobbiadene nel mondo prima che scoppiasse il successo planetario oggi sotto gli occhi di tutti. Tra le etichette di riferimento c’è il Col Credas: il profilo aromatico è di grande integrità con la vena fruttata molto precisa arricchita da fresche sensazioni agrumate e di erbe aromatiche. In bocca è sapido e molto teso, incisivo ed efficace.
Miglior Rosato 2026
Five Roses Anniversario 2024 →
Leone de Castris
Azienda storica del panorama vitivinicolo pugliese, la Leone De Castris coltiva vitigni su circa 300 ettari di proprietà nel Salento e nella provincia di Bari, concentrandosi sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni. Il Five Roses Anniversario ’24, vino iconico dell’azienda, profuma di lampone e ribes e al palato è ricco, fresco e profondo.

Miglior Vino Dolce 2026
FCO Verduzzo Friulano 2023 →
Jacùss
L’appassimento in fruttaia dell’uva dura fino a dicembre. Poi avviene la fermentazione e il riposo in vasca per circa tre anni. Ne viene fuori un vino esuberante nelle noti di albicocca e spezie con un sottofondo balsamico e appena erbaceo. Il sorso è morbido, avvolgente, goloso, ma anche sostenuto da acidità adeguata. Finale lungo e vellutato.
Miglior Vino sotto i 10 euro
Grignolino d’Asti 2024 →
Post del Vino – Terre del Barbera
Questa cantina sociale fondata alla fine degli anni ’50 conta su una trentina di soci che lavorano circa 120 ettari vitati sul territorio di Rocchetta Tanaro, Cortiglione e Masio. Il Grignolino d’Asti ’24 propone profumi di frutta rossa, pepe e petali di rosa, per un palato di notevole fittezza tannica ma anche piacevole, scorrevole e immediato.
Se c’è un territorio che fotografa l’equilibrio del BereBene 2026 è il Veneto, forte dei suoi 105 vini selezionati e di una costellazione di denominazioni che spaziano dai bianchi più immediati ai rossi della tradizione. È qui che il trittico Corvina–Rondinella–Corvinone continua a dominare, mentre i bianchi – soprattutto i Soave – mostrano una solidità che va oltre il concetto di “vino semplice”. Ma sul gradino più alto del podio per ciò che riguarda le nostre segnalazioni si muovono Piemonte e Toscana, entrambe a quota 117 vini.. Tra i grandi classici delle denominazioni italiane non mancano i simboli più riconoscibili come per esempio il Valdobbiadene Prosecco Superiore, che rimane una certezza del brindisi democratico.
I Premi per i Migliori Qualità/Prezzo Regionali
ABRUZZO
Cerasuolo d’Abruzzo 2024 →
Zappacosta
ALTO ADIGE
A. A. Santa Maddalena Cl. 2024 →
Pfannenstielhof – Johannes Pfeifer
BASILICATA
Aglianico del Vulture Taglio del Tralcio 2023 →
Re Manfredi
CALABRIA
Terre di Cosenza Valle dei Crati Terraccia Ris. 2023 →
Serracavallo
CAMPANIA
Fiano di Avellino 2024 →
Villa Raiano
EMILIA ROMAGNA
Lambrusco Salamino di Santa Croce Brut Rosè 100 Vendemmie 2024 →
Cantina Santa Croce
FRIULI VENEZIA GIULIA
Collio Pinot Bianco 2024 →
Cantina Produttori Cormòns
LIGURIA
Colli di Luni Vermentino Solaris 2024 →
Durin
LAZIO
Frascati Sup. Quarto Marchese 2024 →
Casale Marchese
LOMBARDIA
Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Solonero 2022 →
Manuelina
MARCHE
Offida Pecorino 2024 →
Tenuta Santori
MOLISE
Biferno Rosso Bosco delle Guardie 2023 →
Tenimenti Grieco
PIEMONTE
Gavi del Comune di Gavi 2024 →
La Caplana
PUGLIA
Tiati Black Primitivo 2023 →
Teanum
SARDEGNA
Cannonau di Sardegna Rosato Rosada 2024 →
Cantine di Dolianova
SICILIA
Sicilia Grillo Vignemie 2024 →
Francesco Intorcia Heritage
TOSCANA
Chianti Cl. 2022 →
La Sala del Torriano
TRENTINO
Teroldego Rotaliano 2023 →
Dorigati
UMBRIA
Orvieto Cl. Sup. Piana Grande 2024 →
Castello di Corbara
VALLE D’AOSTA
Cerasuolo d’Abruzzo Baldovino ’23 →
Cave des Onze Communes
VENETO
Lison Cl. 2023 →
Le Carline
Scorrendo le fasce di prezzo, emerge un’Italia consapevole del proprio equilibrio. Il cuore pulsante resta tra i 10 e i 20 euro a bottiglia, quella zona franca dove il vino è ancora accessibile ma già capace di emozionare. È la fascia in cui si muovono le etichette che fanno da ponte tra il quotidiano e l’occasione speciale, tra la spesa al supermercato e la cena con gli amici. Curiosamente, il numero di vini sotto i 5 euro è ormai residuale, quasi una specie in via d’estinzione. Segno dei tempi: produrre bene costa, e il pubblico sembra pronto ad accettarlo. BereBene sì, ma anche pagare il giusto.




























