Roma- Pericolo scongiurato per il Brunello di Montalcino. Scadeva oggi lultimatum con cui gli Stati Uniti avrebbero potuto disporre il blocco delle importazioni del famoso rosso toscano a causa del sequestro, da parte della Procura di Siena, di alcune cantine che sembrerebbero non aver rispettato il disciplinare di produzione previsto dal Consorzio di Tutela. Nessun rischio per la salute, il grido partito subito allunanimità da istituzioni e produttori. Ma gli Stati Uniti hanno voluto vedere chiaro su una questione a dir poco fumosa che ha visto il Consorzio con sede a Montalcino spaccarsi in due: da una parte i cosiddetti puristi sostenitori del rispetto del disciplinare con lutilizzo esclusivamente di uva Sangiovese; dallaltra parte i cosiddetti innovatori che miscelavano Cabernet e Merlot per arrotondare il gusto aspro della Sangiovese e compiacere così i gusti degli stranieri. In particolar modo americani, grandi estimatori del rosso prodotto nelle colline toscane. E come un boomerang, è stato proprio il paese a stelle e strisce ad aver alzato il polverone chiedendo spiegazioni riguardo il mancato rispetto delletichettatura. Con un ultimatum che dal 9 giugno scorso, è stato poi prorogato al 23.
Un bel patatrac, insomma. Si ipotizza che a spifferare tutto, provocando il sequestro di alcune cantine da parte della procura di Siena nel corso dell’edizione di Vinitaly, siano stati i puristi che non avrebbero gradito il fatto che le riviste internazionali del settore davano i maggiori punteggi paradossalmente alle cantine che miscelavano la Sangiovese con varietà Cabernet e Merlot. Sebbene i 256 produttori del Consorzio avessero, in seduta plenaria, confermato il rispetto del disciplinare già lo scorso 31 maggio prevedendo anche un rivoluzionario metodo analitico per il controllo del disciplinare, il neoministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia ha deciso di esonerare dai controlli i produttori costituendo un Comitato di garanzia composto da tre tecnici esterni al Consorzio stesso, Riccardo Ricci Curbastro, Vasco Boatto e Fulvio Mattivi. Una intromissione quella da parte di Zaia, che secondo quanto appreso dal VELINO avrebbe spinto il presidente del Consorzio Francesco Marone Cinzano, a lasciare la presidenza a Patrizio Cencioni. Ma cè anche chi sostiene che Cinzano si sia dimesso perché anche lui nella lista di quei produttori che non avrebbero rispettato il disciplinare. E ora sotto la lente di ingrandimento della Procura di Siena. Anche la sede del Consorzio è cambiata: In meglio – spiegano – dal centro del paese si è spostata in collina in un palazzetto con unapposita sala di degustazione dove far conoscere il pestigioso vino ai compratori esteri in visita a Montalcino. Come sta accadendo proprio in questi giorni con la visita di una delegazione indiana.
A partire da oggi si legge nella circolare disposta dallAlcohol and tobacco tax and trade bureau (Attb) del ministero del Tesoro Usa – tutti gli importatori di Brunello di Montalcino devono avere in loro possesso al momento del rilascio del vino italiano dallUsa Customs and border protection (Cbp) una dichiarazione del governo italiano che garantisca i requisiti del Brunello di Montalcino a Denominazione di origine controllata e garantita (Docg). E proprio al fine di garantire il rispetto delle disposizioni della sezione 105 (e) dellamministrazione federale alcol (Faa) atto 27 Usc sezione 205 (e), i funzionari del Cbp hanno la facoltà di rifiutare che il Brunello entri negli Usa predisponendone, se questo non sarà coperto da un certificato di corretta etichetta di approvazione (Cola), il ritorno nel paese di origine. Brunello di Montalcino non ottenuto esclusivamente da uve Sangiovese – è precisato nella nota dellAttb – non è conforme alle prescrizioni vigenti in Italia ed è, pertanto, in conflitto con il regolamento Ttb.
La dichiarazione che deve accompagnare il rosso toscano che entra negli Stati Untiti deve inoltre includere il nome e l’indirizzo del produttore e deve essere firmata e datata da un funzionario del governo italiano. Basterà una dichiarazione per coprire più spedizioni per ogni annata. L’originale o una copia dovranno essere conservati dallimportatore locale che è avvertito che la commercializzazione di un vino miscelato è illegittimo per il regolamento dellAmministrazione federale alcol statunitense. Nel caso in cui l’importatore non avesse la dichiarazione, si legge ancora nella circolare del dipartimento del Tesoro Usa firmata da John J. Manfreda, la Ttb prenderà in considerazione una vera e propria violazione e potrà prevedere la sospensione o la revoca della licenza dellimportatore. Svaniti quindi i dubbi che qualcuno aveva alzato sulloperato del ministro Zaia, che si era relazionato con il ministero dellAgricoltura statunitense e con lambasciata americana anziché con il diretto interessato, ovvero il dipartimento del Tesoro dal quale dipende la Ttb. E il Brunello di Montalcino ripartirà ora, forse con gusti un po più aspri ed europei, per il continente americano. E si aspetta ora di sapere se la delegazione indiana in visita a Montalcino questa settimana per ‘testare’ 70 cantine, deciderà di portare il famoso rosso toscano nel paese del Gange, dove sembra sposarsi tanto bene con i gusti speziati indiani.
( Fonte IlVelino )


















