BRUNELLO : L’AFFARE SI COMPLICA

LAFFARE SI COMPLICA


 


Dopo che gli americani avevano minacciato di


bloccare le importazioni di Brunello di Montalcino


in mancanza di una certificazione attendibile


che ne garantisse la conformità con il disciplinare


(leggi uso esclusivo di uva sangiovese grosso), il


ministro dellagricoltura Luca Zaia ha preso il


toro per le corna e in un sol colpo ha esautorato il


consorzio di tutela e ha avocato al suo ministero


lautorità di emettere la certificazione richiesta


dagli americani.


Quindi oggi chi vuole esportare negli Stati Uniti


deve richiedere un certificato di conformità allispettorato


centrale per il controllo della qualità


dei prodotti agroalimentari – ufficio periferico


di Firenze. Il certificato viene rilasciato in base


alla documentazione presentata dalla azienda


produttrice sulla provenienza delle uve o del vino


in caso di imbottigliatori. Insomma si tratta di


una indagine fatta tutta sulle carte (fatture, bolle


di consegna, registri di cantina eccetera) fornite


dal produttore. Il decreto del ministro precisa che


la procedura di certificazione si applica solo alle


bottiglie che devono essere esportate negli Stati


Uniti e lufficio di Firenze verifica la tracciabilità


di ciascuna delle partite di vino oggetto di esportazione.


Questo è già un bel passo avanti visto che il consorzio


di tutela aveva chiaramente dimostrato di


non essere capace o di non voler provvedere ad


una seria certificazione.


Un plauso quindi al ministro che ha saputo intervenire


con decisione e velocità encomiabile.


Restano però un paio di dubbi non trascurabili.


Il primo riguarda la propensione a delinquere delle


aziende che hanno già dimostrato con i fatti di


essere capaci di aggirare le norme e commettere


una frode (così va definito il comportamento di


chi non ha rispettato il disciplinare tagliando il vino


con altre uve e mettendolo in commercio come


Brunello di Montalcino). I controlli del ministero


avverranno solo sulle carte che non potranno mai


indicare davvero se il vino è stato tagliato o meno.


Vini da taglio in Italia ne girano a tonnellate e


non tutte queste tonnellate sono fornite con tanto


di fattura e bolla di consegna. Va detto che la tecnologia


per misurare in laboratorio se un Brunello


è puro o tagliato con altre uve esiste e dà risultati


molto attendibili. È una tecnologia sviluppata in


Italia ed è alla portata di tutti. Basta usare i laboratori


giust