Il Vulture, un vulcano spento in provincia di Potenza, diventato un crocevia di diverse aziende vitivinicole, specialmente negli ultimi 20 anni stato un continuo moltiplicarsi, lhabitat dei migliori per la coltivazione della vite, aziende storiche come :
Paternoster, Cantina di Venosa, DAngelo, Martino ecc.
hanno fatto da traino a nuove realt come :
Basilisco, Elena Fucci, Cantine del Notaio, Terre degli Svevi, Vignali, Basilium (Acerenza), Michele Laluce (Ginestra), e quella di cui Vi sto scrivendo oggi :
Cantine Morea
Sede amministrativa SO.VIN srl
Via Lucca snc | Melfi, PZ 85025
Telefono: 0972 – 236435
Email: [email protected]
Sito : http://www.cantinemorea.it
LA STORIA
( Liberamente tratto dal sito aziendale )
Perch Morea. Morea l’antico scalo portuense da dove partirono i primi albanesi che si stabilirono a Maschito, luogo di origine e di produzione del vino.
Re della viticultura lucana, l’Aglianico un vitigno antichissimo.
Il suo nome potrebbe derivare da Eleanico, cio proveniente dall’antica citt di Elea, situata sulla costa tirrenica della Lucania. L’introduzione di questo vitigno nelle coltivazioni italiche si potrebbe, altres, attribuire all’arrivo degli Hellenici, sulle coste joniche di questa regione. I progenitori greci potrebbero essere sbarcati sullo Jonio lucano addirittura 17 generazioni prima che incominciasse la guerra di Troia.
Antiche testimonianze storiche e poetiche sulla presenza di questo caratteristico vino risalgono agli albori dell’epoca romana (una moneta bronzea, raffigurante l’agreste divinit di Dionisio il cui culto fu poi ricondotto a quello di Bacco, fu coniata nella zona di Venosa nel IV secolo a.C.), successivamente il poeta latino Orazio (nativo proprio di Venosa) decant le doti di questa meravigliosa terra e del suo ottimo vino. Nel corso del secolo XV, durante la dominazione aragonese, il nome originario venne corretto in Aglianico a causa della doppia “l” pronunciata “gli”, secondo l’uso fonetico spagnolo. Carlo D’Angi, in una sua lettera, “ordinava” gli fossero servite ben “400 some” del buon vino delle colline del Vulture.
L’Aglianico del Vulture, perla dell’enologia meridionale, pu essere annoverato in alcuni casi tra i pi grandi rossi italiani. Si ottiene dalla vinificazione in purezza delle uve provenienti dall’omonimo vitigno coltivato nella zona nord della Lucania, in terreni situati tra i duecento ed i settecento metri di altitudine, nei vigneti che si estendono ai piedi del massiccio del monte Vulture, un antico vulcano spento, inattivo da millenni. La complessa e tormentata orografia di questa area geografica determina una notevole variet di climi che si diversificano anche entro brevi distanze per variazioni dovute ad altitudine, pendenza ed esposizione dei versanti. La variabilit di questi fattori consente di ottenere una produzione vinicola di elevato livello qualitativo, con caratteri di tipicit specifici per le diverse aree di coltivazione. La produzione media per ettaro si aggira sui 50 quintali. Dal punto di vista legislativo l’Aglianico del Vulture ha ottenuto la Denominazione di Origine Controllata nel 1971. Si produce nei Comuni di: Rionero in Vulture, Barile, Rapolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo S. Gervasio. Banzi, Genzano di Lucania. La zona di produzione si estende su una superficie di seimila ettari.
La quasi totalit del vino rosso prodotto in Basilicata ottenuta con uve del vitigno Aglianico, anche per quanto ruguarda vini da tavola e IGT. Le tradizionali tecniche di vinificazione hanno, poi, ottenuto da questa uva diverse varianti. Come lo spumante di aglianico, che alcuni produttori volutamente escludono dalla DOC preferendo lasciare un lieve residuo zuccherino pi vicino alla tradizione ma che il disciplinare non prevede.
In mezzo a paesaggi mozzafiato, punteggiati da castelli e casali che recano le tracce del passaggio dell’Imperatore Federico II di Svevia, la cui memoria ancor’oggi aleggia nelle battute di caccia col falco, si incontra la cittadina di Maschito che, con le sue famose cantine, considerata simbolo e fulcro di un’area che da sempre mantiene alto il livello delle sue tradizioni enogastronomiche.
NOTE DI DEGUSTAZIONE WINETASTE
Vino Aglianico del Vulture SOLISTA 2007
In commercio dopo due anni dalla vendemmia, di colore rosso rubino brillante e scuro; al naso profumi varietali e tipici dellaglianico, si sente il terroir del Vulture: note di frutta rossa a grossa pezzatura, con in sottofondo leggera speziatura; in bocca entra concentrato e denso, si dispiega a meraviglia nel centro bocca, molto caldo, tannini di grana fine e maturi, eleganti; lungo il finale di bocca.
Un degno e splendido rappresentante del territorio del Vulture e dellAglianico, che qui ha trovato il suo habitat naturale, un vino vero e ben radicato alla terra di origine, che non vuole stupire nessuno, ma che si fa bene apprezzare.
Da classificare molto buono , in base alla legenda di cui in calce.
Roberto Gatti
17 Maggio 2010
0-60 | scadente o difettoso |
61-70 | passabile o corretto |
71-75 | medio e senza pretese |
76-80 | piacevole o franco |
81-85 | buono |
86-90 | molto buono/ ottimo |
91-95 | eccellente |
96-100 |
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P.S. ) COMUNICAZIONE DI SERVIZIO
Il sito verr riaggiornato da giovedi 20 maggio, in quanto sar impegnato in una trasferta in Trentino, per degustare i vini di oltre 60 produttori.

















