Casa Artusi

 


 


Casa Artusi il primo centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana, e aprir ufficialmente i battenti nel giugno 2007, in occasione dellundicesima edizione della Festa Artusiana, la grande manifestazione che ogni anno la citt natale di Pellegrino Artusi organizza in onore del suo illustre concittadino.


Molto articolata la fisionomia della struttura: qui troveranno sede privilegiata corsi di divulgazione, convegni, simposi e altri momenti di approfondimento culturale sui temi della gastronomia; ma al tempo stesso Casa Artusi vuole essere anche un grande e dinamico museo, dotato di laboratori, cucine e sala da pranzo, che si propone come luogo di sperimentazione culinaria, dove verranno provati piatti tipici e ricette delle pi varie localit italiane. Il centro dedicato a Pellegrino Artusi disporr anche di un grande archivio di documentazioni dedicato allenogastronomia, con fondi dellOttocento e del Novecento e con una sezione contemporanea (con raccolta di pubblicazioni, siti internet, dvd e materiale audiovisivo vario). Cineteca, discoteca, biblioteca e iconoteca di Casa Artusi ospiteranno tutto il materiale disponibile, opportunamente selezionato, in linea con la missione del Centro, che si pone come punto di riferimento fondamentale per tutte le iniziative dedicate alla cucina italiana organizzate a livello locale e nazionale. A completare lofferta di Casa Artusi c anche un ristorante che, sulla scia degli insegnamenti del grande Pellegrino, proporr una cucina particolarmente attenta a utilizzare e valorizzare i prodotti tipici del territorio e sar, a sua volta, protagonista di occasioni di approfondimento non solo gastronomico, ma anche di vera e propria cultura del cibo. Lattivit del centro sar affiancata dal portale tematico Le chiavi di Casa Artusi, realizzato in collaborazione con lIstituto per i Beni artistici e culturali della Regione Emilia-Romagna, che permetter di ricercare in rete informazioni sulla cucina domestica. Il risultato sar una vera e propria banca dati on line di tutte le ricette domestiche italiane, dove ogni utente potr contribuire personalmente ad arricchire con le proprie conoscenze e i propri suggerimenti il grande ricettario. La sede di Casa Artusi allinterno dellantico Convento dei Servi, appositamente ristrutturato, ed gestita da una societ consortile di cui fanno parte il Comune di Forlimpopoli, la Provincia di Forl e Cesena e la Cassa dei Risparmi di Forl.


 


Chi era Pellegrino Artusi


Pellegrino Artusi autore de “L’ arte la scienza in cucina e l’ arte di mangiar bene” nacque a Forlimpopoli il 4 agosto 1820, da Teresa Giunchi e Agostino. Dopo gli studi al Seminario di Bertinoro, cominci  ad occuparsi degli affari paterni.


A segnare una svolta nella vita del giovane Pellegrino e della sua famiglia fu la famosa incursione del Passatore a Forlimpopoli, il 25 gennaio 1851. Nella stessa notte in cui fece irruzione nel teatro cittadino, la banda del celebre brigante con un sotterfugio, riusc a entrare nella casa del futuro gastronomo e fare man bassa di denaro e oggetti preziosi. Il colpo banditesco, al di l del danno economico, segn profondamente la famiglia Artusi: Gertrude, una delle sorelle di Pellegrino, per lo spavento impazz e fu internata in manicomio.


L’anno successivo la famiglia Artusi lasci Forlimpopoli e si trasfer a Firenze, dove il trentaduenne Pellegrino si dedic all’attivit commerciale con un certo successo. Artusi continu a vivere in Toscana dove mor nel 1911 a 91 anni, ma mantenne sempre vivi i rapporti con la citt natale.


Artusi godette di una vita agiata, senza mai perdere di vista le sue passioni per la letteratura e la cucina. Ritiratosi a vita privata, si dedic a tempo pieno a questi interessi, scrivendo prima una biografia di Foscolo e poi “Osservazioni in appendice a 30 lettere del Giusti”, entrambi pubblicati a sue spese, senza grande successo, quel successo che sarebbe arrivato con “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, pubblicato nel 1891 a spese dell’autore “pei tipi dell’editore Landi”. Prima edizione: 1.000 copie.


 E’ lo stesso Artusi a raccontarci le peripezie della sua celebre opera nella introduzione che intitol significativamente “Storia di un libro che rassomiglia alla storia della Cenerentola”: dal severo giudizio del professor Trevisan che sentenzia “Questo un libro che avr poco esito” all’aneddoto dei  Forlimpopolesi che, avendo vinto due copie del libro in una lotteria, andarono a venderle dal tabaccaio non sapendo che farsene.


Ma il successo alla fine arriv e fu travolgente: in venti anni furono stampate 14 edizioni; nel 1931 le edizioni erano giunte a quota 32 e l'”Artusi” (ormai veniva chiamato con il nome del suo autore) era uno dei libri pi letti dagli italiani, insieme a “I promessi sposi” e “Pinocchio”.


Il volume, che ancora oggi conta un grande numero di edizioni e una vastissima diffusione, raccoglie 790 ricette, dai brodi ai liquori, passando attraverso minestre, antipasti (anzi “principii”), secondi e dolci.


L’approccio didattico (“con questo manuale pratico – scrive Artusi – basta si sappia tenere un mestolo in mano”), le ricette sono accompagnate da riflessioni e aneddoti dell’autore, che scrive con uno stile arguto.


“La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” costitu un vero e proprio spartiacque nella cultura gastronomica dell’epoca. All’Artusi va il merito di aver dato dignit a quel “mosaico” di tradizioni regionali, di averlo per la prima volta pienamente valorizzato ai fini di una tradizione gastronomica “nazionale”.


( Sito internet: http://www.pellegrinoartusi.it )