CONSORZIO VINI COLLI BOLOGNESI : RINNOVO CARICHE

 


Comunicato stampa n.  3    maggio  2008

IL CONSORZIO VINI COLLI BOLOGNESI RINNOVA IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. NUOVO PRESIDENTE FRANCESCO CAVAZZA ISOLANI. I PROGETTI PER IL FUTURO.


 


Il Consorzio Vini Colli Bolognesi ha recentemente rinnovato le cariche sociali per il prossimo triennio e guarda al futuro con molti progetti e idee per promuovere il suo territorio, una piccola realtà da 2.000.000 di bottiglie, una quarantina di aziende (più un altro centinaio di produttori di uve), 50.000 quintali di uve doc, ma che vuol essere sempre più incisiva, e che già da qualche anno si sta facendo onore nel panorama enologico nazionale. Il nuovo presidente, al quale spetta il compito di guidare il Consorzio verso queste sfide, è Francesco Cavazza Isolani, che subentra al presidente uscente Luca Visconti di Modrone.


Imprenditore agricolo e conduttore dellazienda vitivinicola e agrituristica Montevecchio, Francesco Cavazza Isolani è stato di recente anche presidente di Confagricoltura Bologna e del Consorzio Agrario Provinciale di Bologna e Modena.


Al Consorzio Vini Colli Bolognesi, ora lo affiancano come vicepresidenti Federico Orsi (con delega al marketing) e Carlo Gaggioli. 


I nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione sono: Angelo Borghi; Flavio Cantelli; Giovanni Fraulini; Giacomo Morandi; Giacomo Savorini, questultimo in qualità di direttore del Consorzio (anchegli di fresca nomina).


 


I programmi


Alla base del programma del neopresidente Francesco Cavazza Isolani e del Consiglio saranno un costruttivo e intenso rapporto con enti, istituzioni e realtà locali e la volontà di cementare lunione e lo spirito di gruppo di tutti i produttori della zona (ricordiamo che il Consorzio ha il compito di tutela e controllo di tutti i vitivinicoltori anche non soci – che utilizzano la denominazione di origine Colli Bolognesi e Colli Bolognesi Classico, su autorizzazione erga omnes  del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali).


Per quanto riguarda lattività di promozione spiega Francesco Cavazza Isolani –  in un momento in cui il mercato si presenta piuttosto brillante per il Pignoletto, sia frizzante (per quanto riguarda soprattutto il mercato regionale e bolognese) sia fermo (mercato nazionale e perfino estero: in USA, Belgio, Olanda), la sfida ora è di cavalcare con attenzione questo trend favorevole che vede in generale i bianchi molto richiesti: si punterà sul Pignoletto anche come bandiera di un intero territorio. Lobiettivo finale è però di posizionare ancora meglio il vino e di conseguenza di innescare un aumento dei margini di redditività nelle aziende (senza penalizzare il consumatore finale). E cioè di affiancare allaumento di visibilità e di conoscenza che già è stato ottenuto, anche una concreta valorizzazione del vino. Senza per questo trascurare i vini rossi Cabernet Sauvignon e Merlot, che in termini di critica da anni ottengono pur sempre grandi riconoscimenti, e il quasi autoctono Barbera, che nei Colli Bolognesi esprime una notevole tipicità. Nellattività di promozione le iniziative saranno realizzate a livello nazionale, ma si punterà anche a un evento di peso nella città di Bologna e sulla tradizionale Mostra Assaggio di settembre.


Un altro punto fermo nei progetti futuri del Consorzio Vini Colli Bolognesi è il legame con il territorio: si tratterà di trovare sinergie con le eccellenze agroalimentari e gastronomiche per una promozione a tutto tondo delle colline bolognesi e della città di Bologna; una realtà da spendere come un unicum di arte, enogastronomia, cultura, turismo, dove il vino dei Colli deve diventare biglietto da visita, ambasciatore, fiore allocchiello. Il vino di Bologna, insomma, dovrà ottenere pari dignità e sposarsi con gli altri prodotti made in Bologna già famosi nel mondo: mortadella e tortellini, lasagne e tagliatelle, certo, ma anche eccellenze come lindustria dei motori, lUniversità o il bellissimo centro storico…


Autenticità, genuinità, sincera espressione del territorio, prezzi ragionevoli, gamma ampia sono infatti tutti riconosciuti punti di forza dei vini dei Colli Bolognesi, ma questo non basta: ora si tratta di portar fuori la zona dal limbo delle eterne promesse e conclude il presidente Francesco Cavazza Isolani – di far sì che, come succede in tante altre zone, il vino dei Colli Bolognesi sia automaticamente presente e proposto in locali e ristoranti di Bologna, ma anche che il suo territorio venga percepito come polo enoturistico significativo. Questa sarebbe la base di partenza per sfondare anche sulle piazze esterne.


 


INFORMAZIONI:


Consorzio Vini Colli Bolognesi, tel. 051.6707752


 


 


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