Continua a crescere il ricorso alla scontistica, specie sulle bottiglie.

Ma landamento delle vendite non esaltante sembra dire che il taglio del prezzo per la Doc quasi una stampella.


Continua a crescere il ricorso alle promozioni da parte della Grande distribuzione organizzata. Se nel 2006 la vendita a sconto o in altre forme di incentivo interessava infatti il 45% del totale delle bottiglie fino a 0,75 litri vendute in distribuzione moderna, nel 2009 la quota salita al 47%. A essere sostenute dalle attivit promozionali sono state soprattutto le vendite di Doc e Docg, sempre in formati fino a 0,75 litri: le promozioni, infatti, hanno raggiunto il 48,3% sul totale delle bottiglie di vino vendute, mentre gli Igt hanno avuto unincidenza leggermente inferiore (46,7%) (grafico 1). Questo ha consentito alle Doc-Docg di crescere sia a valore sia a volume, ma la quota sul totale venduto rimasta pressoch stabile (51%), mentre a crescere maggiormente sono stati proprio gli Igt, la cui quota di mercato dal 2008 al 2009 salita di un punto percentuale netto (grafico 2). Parrebbe insomma che il segmento di maggior qualificazione dello scaffale necessiti di qualche stampella per reggere il trend di aumento delle vendite: la performance del totale vino fino a 0,75 stata di 5% a valore e 3% a volume, superiore al 2% fatto registrare da Doc-Docg (tabella 1). Tendenza da tenere in considerazione se si guarda allo scaffale nella sua generalit, dove le bottiglie fino a 0,75 l rappresentano ormai il 68% a valore e il 55,5% a volume del vino confezionato venduto nella distribuzione moderna. Questione di formato Nel formato fino a 0,75 litri si continua ad assistere quindi a una crescita delle vendite dei vini a denominazione (Docg, Doc e Igt) a scapito di quelli da tavola, che si stanno concentrando sempre pi sul formato da 1,5 litri, sulla dama, il brik, la plastica e il bag-in-box. La distribuzione moderna, canale che sempre pi spesso funge da intermediario non soltanto nei confronti del consumatore finale, ma anche nei confronti di alcune tipologie di ristorazione, dimostra insomma di utilizzare la bottiglia da 0,75 litri come il formato di riferimento del suo assortimento. Questo processo di progressiva qualificazione dellofferta da parte della distribuzione moderna ha tra laltro finito per ampliare notevolmente negli anni il numero di bottiglie Doc e Docg presenti sugli scaffali degli ipermercati (media di 294 referenze per punto di vendita), dei supermercati (148) e dei superstore (265). Questultimo format – che concentra lassortimento sul solo grocery, privilegia location urbane con parcheggi e ha superfici medie che si aggirano attorno ai 3.000 metri quadrati – si dimostra sempre pi strategico per la vendita di vino di qualit nel nostro Paese. 
Picchi a Natale e Pasqua – 6,3 milioni di bottiglie vendute a settimana 
I dati di vendita del 2009 confermano una volta di pi limportanza acquisita dal canale della distribuzione moderna nella commercializzazione di vino in Italia. A questo proposito interessante notare che negli ipermercati, supermercati e negozi a libero servizio (da 100 a 399 mq) transitano ormai in media 6,3 milioni di bottiglie di vino da 0,75 litri alla settimana, suddivise tra 3,4 milioni di rosso e 2,6 milioni di bianco. Una media che nel corso dellanno raggiunge anche picchi particolarmente elevati, come per esempio nel periodo pasquale (7,1 milioni di bottiglie) e in quello prenatalizio (8,1 milioni). Predominanza dei rossi Lacquisto di vino in bottiglie da 0,75 litri, come detto, vede una netta predominanza dei rossi sui bianchi, con una tendenziale stabilit dellandamento delle vendite a volume dei rosati nel corso dellanno (5% di quota media sul totale a volume di questo formato, con un picco del 7,1% nel mese di agosto). Lunico momento dellanno in cui le vendite per numero di bottiglie di vino bianco superano quelle di rosso compreso tra fine giugno e met agosto, confermando in tal modo la prevedibile stagionalit dei consumi. Questo particolare andamento delle vendite incentiva le catene distributive anche a condurre due diverse strategie promozionali a seconda del colore del vino, con un andamento pi discontinuo per quanto riguarda i rossi (apice delle attivit promozionali allinizio di marzo e di ottobre) e maggiore linearit per quanto riguarda i bianchi. 
Il fattore regionale – Verso Doc come marchi nazionali” 
Uno sguardo alle vendite a scaffale mette in evidenza il fatto che le Do, almeno quelle pi note, stanno progressivamente conquistando consumatori anche al di fuori delle loro aree di produzione, diventando di fatto sempre pi una sorta di marchi nazionali, con una diffusione tendenzialmente omogenea nelle varie aree geografiche (tabella 2): esemplare a questo proposito il caso del Montepulciano Doc. A essere ancora molto ancorate a modelli di consumo localistici, che privilegiano le denominazioni geografiche locali, sono invece le regioni meridionali.


( Fonte Corriere Vinicolo )


 


Annotazioni a margine


Sono ormai  passati tre lunghi anni di crisi, che spero ci siamo lasciati alle spalle. Non di oggi la notizia, secondo la quale i lungimiranti produttori piemontesi, per non ” svendere ” ed abbassare troppo i loro listini, praticano la famosa formula del supermercato :


“prendi 3 e paghi due, una bottiglia te la regalo io “.


Un modo come un’altro per tentare di sopravvivere, in uno dei momenti piu’ bui ( economicamente parlando….e non solo….ndr )


della nostra storia repubblicana.


Roberto Gatti