Dalle piante una soluzione all’ inquinamento dei terreni.

A Verona un workshop europeo sulla phytoremediation, lutilizzo degli organismi vegetali per il risanamento ambientale.


Universit degli Studi di Verona, 5 e 6 giugno dalle 9 alle 18.30 Aula T1,  Polo Zanotto


Risanare acque e terreni inquinati con lutilizzo di piante in grado di assorbire sostanze nocive derivate da attivit industriali. In una parola, phytoremediation (da phyto, pianta, e remedium, soluzione). Questo il tema del workshop europeo Genes and Proteins Involved in Limiting Steps of Phytoextraction and Degradation of Pollutants, sullo studio dei geni e delle proteine coinvolte nel processo di fitoestrazione e degradazione di elementi inquinanti, che si svolger il 5 e 6 giugno, dalle 9 alle 18.30, nellaula T1 del Polo Zanotto dellUniversit di Verona.


Promosso e coordinato da Antonella Furini, docente di Genetica Agraria nella Facolt di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, il congresso vedr riuniti nella citt scaligera i membri del Cost859, un network che coinvolge studiosi e ricercatori di ventinove Paesi dellUnione Europea e che lavora a progetti di ricerca nel campo della phytoremediation.


Obiettivo quello di ottimizzare luso delle piante non adatte allalimentazione in questo specifico settore scientifico, con lintento di sviluppare una tecnica di risanamento dei terreni contaminati che sia ecologicamente sostenibile, economica ed applicabile su larga scala. Il confronto verter, in particolare, sui progressi della ricerca e sui molteplici aspetti della bonifica di acque e suoli contaminati da composti organici e metalli pesanti mediante luso di piante iper-accumulatrici, ossia capaci di tollerare ed accumulare sostanze tossiche nei propri tessuti.


Pesticidi ed erbicidi, composti farmaceutici e residui industriali, uniti ad unerrata concezione dello smaltimento dei rifiuti, determinano effetti devastanti non solo per piante ed animali, ma anche per luomo. Da diversi anni noto che alcune piante sono in grado di assorbire grandi quantit di queste sostanze inquinanti e di immagazzinarle al proprio interno, eliminandole dal terreno su cui crescono e dunque costituendo uno strumento naturale di bonifica ambientale. In contrasto con processi di risanamento che richiedono veri e propri scavi del suolo, quindi, la phytoremediation costituisce una soluzione pulita, poco costosa e assolutamente non dannosa per lambiente, perfettamente in linea con le tematiche ambientali correnti che puntano ad aiutare la natura attraverso la natura stessa.


Maggiori informazioni inerenti il programma dettagliato del workshop si trovano al sito: http://profs.sci.univr.it/~furini/cost859/.


 


Referente: Silvia Fazzini


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