Dazi Usa, Uiv: in 14 mesi il vino italiano ha perso 360 milioni di euro negli Stati Uniti

dazi imposti da Trump sul vino europeo continuano a pesare sull’export italiano. Secondo le stime dell’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), nei 14 mesi successivi al cosiddetto Liberation Day dell’aprile 2025, le esportazioni di vino italiano verso gli Stati Uniti hanno registrato un calo del 16% in valore, con una perdita complessiva di 360 milioni di euro.

Il mercato americano, che a fine 2024 valeva quasi 2 miliardi di euro e rappresentava circa un quarto dell’export vinicolo nazionale, ha chiuso il 2025 a 1,76 miliardi. Anche i primi cinque mesi del 2026 risultano i peggiori dal 2017, sia in termini di valore (a prezzi costanti) sia di volumi.

Tra le tipologie più penalizzate figurano i vini rossi fermi imbottigliati (-18%) e i bianchi (-17%), mentre gli spumanti limitano la flessione all’11%. Le maggiori difficoltà riguardano inoltre i vini con prezzo all’origine fino a 6 euro, fascia che rappresenta oltre l’80% della produzione italiana destinata agli Stati Uniti.

Per il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, il nuovo dazio unico del 10% rappresenta “un miglioramento rispetto alle misure precedenti”, ma restano forti preoccupazioni per le indagini statunitensi sulla presunta sovra capacità produttiva, che potrebbero aprire la strada a ulteriori tariffe. Anche il segretario generale di Uiv Paolo Castelletti sottolinea come il vino, essendo un bene voluttuario, sia particolarmente esposto alla contrazione dei consumi e chiede un piano straordinario di promozione sui mercati esteri, a partire proprio dagli Stati Uniti.