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Degustazione vino: Guida all’uso dei sensi

Bere e degustare; ci sono differenze? Direi di sì, come tra il parlare ed il dire, tra il correre ed il camminare, tra il sentire e l’ascoltare e via di seguito.

 

Il bere lo lasciamo alle bevande semplici per natura o semplici perché “senz’anima” cioè senza un briciolo di complessità; questi prodotti sono stati creati per un solo scopo: quantità!

Quindi, impariamo a degustare cioè a gustare appieno per poi giudicare ed infine apprezzare o meno un vino o un distillato in modo completo e soggettivo. Per far ciò avremo bisogno di tempo e di prodotti di qualità che costeranno un po’ di più ma, in compenso, saranno necessari in modica quantità!

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Molti clienti giovani mi dicono che quando degustano un vino molto piacevole (ad alta bevibilità dicono i sommelier) ne bevono tanto, forse troppo; ma ragazzi, provate ad ascoltare lo stesso pezzo musicale per 3-4 volte di seguito: al terzo ascolto non ci da più lo stesso piacere e diventa abitudine! Lo stesso avviene per la degustazione del vino che, dopo il secondo calice, diventa bere in quanto i sensi si abituano alle sue caratteristiche ed è solo il cervello che guida il tutto.

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Degustare è molto di più, è usare la fantasia associando i sentori del vino a quelli presenti in natura (profumi di fiori, aromi di frutti a polpa bianca, gialla o rossa), è usare quel moderato stato di ebbrezza per far uscire allo scoperto il “nostro io” e dire ciò che pensiamo (senza filtri) ai nostri compagni di degustazione ma anche per “guardare dentro noi stessi e cercare di capire chi siamo.

 

Quest’ultimo atteggiamento “psichedelico” (dal greco psiche+deloo cioè guardare dentro l’anima) si può enfatizzare con della buona musica (meglio jazz o brani lenti) ad un volume da sottofondo in quanto non c’è prevalenza della base ritmica (batteria e basso) ed il suono risulta equilibrato con una perfetta fusione tra corpo ed anima! La conclusione che ricaviamo da quanto detto è che durante la degustazione dobbiamo usare il cervello tanto quanto basta per capire le caratteristiche del vino in assaggio per poi lasciare totale spazio ai sensi anche per capire quando il piacere che proviamo ad ogni sorso cala vertiginosamente; ecco, quello è il momento di “abbassare il gomito” oppure……….di passare ad un altro vino!

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VINO, MUSICA E LIBRI: è un mix interessante, specie se puoi sceglierti le tipologie preferite; pensate ad un thriller romanzato ambientato in una abbazia nel medioevo con un bel calice di rosso “strutturato-intelligente” ed un sottofondo di musica jazz a ritmo molto lento con il suono ovattato delle spazzole al posto delle bacchette (per la batteria) e la tromba suonata in modo “caldo e discreto”!

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Infine, un consiglio su come rendere più interessante una degustazione tra amici dove non bisogna attribuire premi, dare voti o mettersi alla prova: coprite le bottiglie e fate versare il contenuto nei calici (uno per tipo di vino) da una persona estranea alla degustazione (genitori, nonni, astemi) poi prendete un foglio di carta a testa scrivendoci 3 requisiti a cui dovrete dare una valutazione (da 1 a 5) cioè abbinabilità ( è un criterio più oggettivo che soggettivo), bevibilità (è più soggettivo ed indica quanto il vino è immediatamente comprensibile e piacevole) ed effetto wow (è solo soggettivo e bisogna spegnere il cervello per esprimerlo)! Vi divertirete e scoprirete nuovi aspetti di voi stessi e di chi vi sta vicino.

 

 

( Fonte Cityrumors )