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Deliziosi piatti di «carne te cavaddhu» Antiche ricette a Seclì

Tra pesce e Palio «Mareviglioso» a Polignano

 

 

Un centro storico completamente ristrutturato e riportato ai suoi antichi splendori, ospiterà stasera e domani la quindicesima edizione della «Sacra te la carne te cavaddhru» a Seclì, organizzata dalla Pro loco col patrocinio del Comune. Si rinnova il consueto appuntamento gastronomico che attrae gli amanti della «carne de cavaddhru» e tutti coloro che vogliono gustare le specialità salentine e il buon vino locale, accompagnati da musiche e danze.

 

Si parte con la pizzica dei «Fonarà» e la musica di «Nui Nisciunu »; domani sarà la volta di «Mute terre» e dei Briganti di Terra d’O tranto. Nelle due serate sono attese oltre 20mila persone chiamate a gustare una prelibatezza tutta salentina, cui la cittadinanza, quasi per scommessa, ha deciso di dedicare una vera e propria festa che coinvolge i suoi duemila abitanti grazie ad un’org anizzazione puntuale e di grande qualità. La riuscita della manifestazione è principalmente dovuta a tutti coloro che, senza alcun riscontro economico personale, per questa occasione mettono da parte gli impegni quotidiani: lavoro, famiglia, doveri sociali per la preparazione dei piatti e il montaggio delle strutture necessarie ad accogliere i visitatori. Gli ospiti avranno modo di apprezzare la bontà dei piatti tipici cotti al fuoco vivo, come una volta.

 

La ricetta più tradizionale e caratteristica di Seclì è quella dei i «pezzetti» di carne di cavallo (in origine di «ciuccia», lasina) cotta a lungo nella pignata, tipico recipiente di terracotta, con degli aromi naturali. La ricetta risale ai tempi in cui la carne era un miraggio per molti, per cui quando si macellava l’asino da lavoro ormai vecchio, lo si cucinava a lungo e con gli aromi facendone diventare le carni tenere e saporite. Il menù delle serate, offre inoltre involtini, polpette fritte e al sugo, bresaola, salame salsiccia, fettine arrosto, tutti prodotti rigorosamente preparati con carne di cavallo.

 

Secondo il sindaco Luigi Negro l’offerta gastronomica non è l’unica ragione per visitare questa sagra: «Il centro storico di Seclì – spiega – con i suoi gioielli architettonici, come a chiesa Santa Maria Vergine delle Grazie e il palazzo ducale, costituisce una cornice suggestiva per un evento che ha come obiettivo quello di valorizzare il territorio salentino. Abbiamo operato un importante restauro e restituito all’intera comunità un patrimonio che è parte integrante della nostra storia. Il suo imminente completamento renderà ancora più suggestivo un centro meritevole di attenzione da parte di turisti e visitatori ai quali rivolgiamo il più cordiale benvenuto».

 

( Fonte www.lagazzettadelmezzogiorno.it )