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DiViniFormaggi di Lombardia

La bella regione tutta laghi, colline e montagne si presenta fra eccellenze casearie e chicche enologiche. Per svelare i pregiati figli di latte e di uva

 

Vino e formaggio. Un connubio assodato ma non sempre azzeccato. Perché vi sono delle regole da seguire per ottenere il binomio perfetto. Della serie: ricercare l’equilibrio dei sapori, affinché i vini non sovrastino i latticini, e viceversa; dare la preferenza a referenze dello stesso territorio; fare attenzione alle temperature (mai servire i formaggi troppo freddi e i vini esageratamente caldi); sposare erborinati e piccanti con nettari dolci o vendemmie tardive; accompagnare gli stagionati con rossi di nerbo e i freschi di capra con bianchi di buona acidità. Senza dimenticare la sintonia estiva fra bollicine e formaggi di pianura. Come il Gorgonzola e il Grana Padano, il Quartirolo Lombardo e il Provolone Valpadana, il Taleggio e il Salva Cremasco.

 

Tutte Dop che hanno svelato la loro anima gustosa in una giornata dedicata ai DiViniFormaggi di Lombardia, organizzata nella cornice milanese di Palazzo Giureconsulti dalla Regione e da Unioncamere, per presentare la grande produzione enologica e casearia del territorio. E per un cheese & wine day fatto di assaggi in verticale e di seminari ad hoc per imparare tecniche di abbinamento, di degustazione e di servizio.

 

Ecco allora i pregiati nettari lombardi Docg, Doc e Igt, con tanto di consorzi al seguito: dallo Sforzato della Valtellina alla Bonarda dell’Oltrepò Pavese, dal Valcalepio Bianco al Botticino Riserva, dal Lambrusco Mantovano al Rosso San Colombano, dal Valtènesi Chiaretto al Lugana Superiore, fino al Moscato di Scanzo. Per un viaggio capace di spaziare dalla montagna ai laghi.

 

E pure i formaggi sono stati in grado di passeggiare dal fondovalle all’alpeggio, rivelandosi anche in vere rarità. Vedi l’Ol Sciur, il signore della pianura bergamasca: blu (anzi, viola) di capra stagionato tra frutti di bosco e petali di rosa. E poi, salendo di quota, l’Agrì di Valtorta, fresco formaggino a pasta cruda; il Casanova Val di Staffora, formaggella semistagionata a latte vaccino; lo Stracchino delle Orobie e lo Strachitunt; il Bagoss di Bagolino e il Bitto; il Formai de Mut dell’Alta Val Brembana e il Fatulì di capra bionda dell’Adamello. Affumicato con rami e bacche di ginepro.

 

Insomma, una Lombardia in pieno movimento. Che, giovedì 13 giugno, manda in scena anche il sesto appuntamento firmato Movimento Turismo del Vino Lombardo: l’HappyMovinHour, al favoloso Château Monfort. Regione guest star? L’Abruzzo, nel suo racconto fatto di verde e d’azzurro.

( Fonte reedgourmet.it )