Riscoperta Vino da dessert che punta a «reinventarsi» con salumi e formaggi
Da sempre è un vino bevuto per accompagnare dolci o per brindisi.
Ma ora i produttori di Brachetto lo stanno proponendo sempre di più in abbinamento anche a salumi e formaggi o per preparare long drinks o gelati. Una «scoperta» che può essere densa di piacevoli sorprese. Il Brachetto docg è un vino antichissimo già conosciuto ai tempi dei romani. Leggende e tradizioni ne accompagnarono il suo successo durante tutta la storia della città. Si racconta che prima Cesare e poi Marcantonio ne fecero dono anche alla regina Cleopatra e di qui deriverebbe la definizione del Brachetto come «Vino delle donne». Seguì un lungo oblìo durato secoli fino a quando qualche decennio fa quando è iniziata la riscoperta. Oggi il Brachetto è insieme all’Asti e al moscato bianco di Canelli uno dei tre vini dolci italiani docg a bassa gradazione, coloro rosso ciliegia, frizzante e di ottimo aroma. I viticoltori prestano molta attenzione alla qualità e già nel vigneto la quantità raccolta per ettaro in base agli ultimi accordi interprofessionali è sotto i 50 quintali. Ha origine nei vigneti situati nell’alto Monferrato e in parte dell’astigiano, zone rinomate anche per una gastronomia di tutto riguardo. Anche all’estero il Brachetto ha avuto positivi riscontri. Gli americani, ad esempio, sono rimasti suggestionati dal colore e dal dolce allo stesso tempo. Qualche buon successo è stato raccolto in Cina e in alcuni paesi europei. Di Brachetto oggi se ne producono circa 6 milioni di bottiglie in parte spumante e in parte tappo raso. Con il nuovo anno tra i progetti del Consorzio di tutela c’è il rilancio sul mercato italiano. Una recente ricerca di mercato ha infatti dimostrato che, nonostante la sua lunga storia, il Brachetto è scarsamente conosciuto nel nostro Paese ed è comunque paradossalmente più noto nelle regioni del centro-sud che al nord e anche nello stesso Piemonte. Molti sono i ristoranti che lo hanno inserito nella carta dei vini ma è lo spumante di riferimento solo nella misura del 5,8 per cento e la risposta è che, in genere, «i clienti lo chiedono poco».
( Fonte Il Sole 24 Ore )

















