E’ da rafforzare l’immagine dei grandi vini calabresi

 


 


 


 


Terminata la terza edizione del “Calabria wine days”, si tirano le somme di questi due giorni lametini dedicati al vino in tutte le sue spumeggianti sfaccettature. Dal marketing, ai problemi legati alle produzioni, ai rapporti con i ristoratori, per individuare le giuste vie per esaltare l’enologia calabrese, rafforzando i legami con la gastronomia.


Anche quest’anno la manifestazione ha visto la partecipazioni di numerosi operatori, ma soprattutto della stampa di settore venuta da più parti di Italia, ma anche dal Giappone come è stato per Mayumi Nakagawara.


Il primo bilancio dell’evento è assai lusinghiero: oltre mille visitatori, seicento degustatori muniti dei calici più appropriati, trentotto aziende vitivinicole, settecento bottiglie stappate, un convegno di livello nazionale sul ruolo del comparto vinicolo nel contesto dell’agroalimentare calabrese, un workshop, un concorso e una mostra “Gioie di Vite” coi gioielli di Gerardo Sacco abbinati alle bottiglie più preziose del made in Calabria che rimarrà aperta fino al prossimo 15 giugno nel Museo Archeologico.


Soddisfazione dell’amministrazione comunale e dell’associazione italiana sommeliers della Calabria, che hanno promosso l’iniziativa in collaborazione con l’ordine dei giornalisti e l’assessorato regionale all’Agricoltura.


«Due giorni dedicati al vino e ai prodotti del territorio – ha commentato Gianni Speranza – e lo abbiamo fatto perché crediamo fortemente nelle aziende lametine». Un’occasione, quindi, ha precisato il sindaco, per «dare il giusto risalto e promuovere le produzioni locali». Un’opportunità per la città che è stata «protagonista indiscussa di questo evento, non solo per la collocazione logistica, ma per la grande esperienze e l’innovazione che impiega nella produzione vitivinicola».


Il risultato è stato quello di «una manifestazione che negli anni si sta irrobustendo e che può essere ancora più potenziata se la regione, come ha promesso, investirà in questa kermesse». «Un momento – ha osservato Gennaro Convertini, presidente dei sommeliers calabresi – mirato alla conoscenza del patrimonio enologico e della produzione gastronomica calabrese, che si è laureata anche in importante salone del mondo enologico regionale».


Per Gianfranco Manfredi, giornalista e sommelier dell’Ais, «E’ stato centrato in pieno l’obiettivo di mettere in mostra la qualità raggiunta dall’enologia regionale e di comunicare questa consapevolezza, rendendone partecipi innanzitutto il mondo dell’informazione, gli stessi sommelier calabresi e anche, grazie a una larga partecipazione, tanta parte dell’opinione pubblica regionale».


Ci sono stati momenti di reale confronto tecnico tra produttori del settore, istituzioni e esperti per discutere di strategie per rilanciare il mercato calabrese. Un dato è emerso con forza: i produttori hanno bisogno di una nuova politica di comunicazione, come ha evidenziato Convertini.


«La Calabria è un luogo a cui ti affezioni – ha detto Fabio Piccoli, giornalista esperto di marketing territoriale – ed è proprio la passione, il volto, l’anima dei calabresi che deve emergere nella promozione delle aziende locali. Regola certa per poter sfondare sui mercati internazionali». In questo senso le amministrazioni locali, secondo Piccoli, giocano un ruolo fondamentale che è quello di esaltare il paesaggio rurale, perché il turismo enogastronomico ha bisogno anche di questo.


Bello anche il momento chiaramente conviviale, che fa sempre piacere specie se, come in questo caso, è accompagnato anche da buona musica e prodotti gastronomici locali.


Molti i curiosi che si sono aggirati tra i banchi di degustazione nel chiostro di San Domenico, attirati soprattutto dalle notizie sul vino d’alta quota che viene prodotto sulle montagne silane da una cantina sperimentale dell’Arsa.


Ma una nota particolare la merita il concorso “Calici & Tegami” che ha messo insieme diverse scuole di pensiero gastronomiche, tipologie di ristorazione e fasce d’età. Una gara non mirata a premiare il miglior piatto in sè, bensì il più felice abbinamento cibo-vino.


Vincitori ex-aequo i ristoranti “L’Approdo” di Vibo Marina e “Giraluna, Locanda con vini” di Rogliano. “L’Approdo” ha presentato fantastici tagliolini trafilati a mano conditi con aguglia affumicata, fagiolini e vellutata di cipolle tropeane accompagnandoli con tre riusciti abbinamenti (l’Ymir ’07 di Ceraudo, l’Efeso ’06 di Librandi e Gaglioppo bianco ’07 Statti). Il “Giraluna” ha preferito i Filej di Spilinga condita con ‘nduja addolcita da ricotta di bufala calabrese e un trito di pistacchi: un piatto proposto con Cirò rosato ’07 Iuzzolini, Gaglioppo rosso ’07 di Statti e un azzecatissimo Moscato d’Asti Strev ’07 di Marenco. 


 


( Fonte Lameziaweb )


 


 


Annotazioni di Winetaste


 


Ho partecipato a questa manifestazione in terra calabra, di cui il mio report al link:


https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=3655


ed ho avuto il piacere di partecipare anche al Concorso “Calici & Tegami”, in qualità di giurato. Un dettagliato articolo sulla grande cucina di Calabria, in abbinamento ai migliori vini che ci sono stati proposti al link:


https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=3675


Alla nostra salute con  I GRANDI VINI DI CALABRIA.


Roberto Gatti