Il decreto del Consiglio dei Ministri che riforma gli Istituti tecnici potrebbe far sparire le scuole enologiche
Conegliano – L’enotecnico, figura professionale partorita dalle scuole enologiche, potrebbe non esistere pi: la recente approvazione del decreto del Consiglio dei Ministri che riforma gli Istituti tecnici, infatti, non appare rassicurante agli occhi dell’associazione Assoenologi.
Che ne sar del rinomato istituto Cerletti (in foto) di Conegliano, che tra i suoi allievi ha visto anche il ministro Luca Zaia? “Questa specificit tutta italiana va salvaguardata – ha detto il ministro – perch sarebbe allucinante perdere un baluardo di nostri indirizzi enologici studiati dalla Nuova Zelanda al Cile, un fenomeno mondiale dellenologia”.
Dal 64mo Congresso di Assoenologi, associazione nazionale che raccoglie circa 4.100 tecnici del settore vitivinicolo attivi in Italia, il presidente Giancarlo Prevarin ha dato l’allarme.
”Il ministero della Pubblica Istruzione ci ha confermato – ha detto Prevarin – che le iscrizioni all’anno scolastico 2009/2010 sono le ultime che comprendono il sessennio di lezioni e quindi la specializzazione in viticoltura ed enologia”.
”Se si pensa – ha aggiunto il direttore generale di Assoenologi Giuseppe Martelli – che la scuola di Conegliano la pi antica al mondo e che da essa sono usciti allievi illustri come imprenditori di successo quali Gianni Zonin e Mario Consorte e lo stesso ministro Luca Zaia, il patrimonio che andrebbe disperso enorme”.
Assoenenologi quindi decisa a proporre al Ministero della Pubblica Istruzione un piano per la formazione di cantinieri ed enotecnici su diversi livelli, a partire dalle scuole superiori fino alle Universit.
Il ministro Luca Zaia intervenuto sulla questione, dicendo che il ministro Gelmini disponibile a ragionare sulla riforma della scuola: “Le scuole di alta specializzazione vanno salvaguardate”, ha ribadito Zaia, ricordando che le scuole enologiche sono “lultimo baluardo a indirizzo scientifico e comunque altamente professionalizzanti”.
“Io stesso – ha aggiunto il ministro – ho studiato, in quelle scuole, chimica per cinque anni e matematica per tre e ci mi ha permesso di vivere di rendita allUniversit”.
( Fonte Oggitreviso )
















