Home Arrabbiature Finti eventi per promuovere vino in Cina, due denunce nel Cuneese

Finti eventi per promuovere vino in Cina, due denunce nel Cuneese

La guardia di finanza di Bra indaga su un’Ati, un’associazione temporanea di imprese, ora accusata di truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea per aver ricevuto contributi destinati a eventi promozionali che non si sono mai tenuti.

 

Avevano ottenuto ingenti contributi europei per la promozione di vini piemontesi in Cina e in altri Paesi del sud est asiatico, ma gli eventi non si sono mai tenuti. La guardia di finanza di Bra (Cuneo) indaga su un’Ati, un’associazione temporanea di imprese, ora accusata di truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea. Due imprenditori albesi sono stati denunciati ed è scattata la segnalazione alla Procura della Corte dei Conti del Piemonte per il danno erariale conseguente all’indebito ottenimento dei contributi.

L’indagine

L’azienda aveva documentato larga parte delle spese ammissibili con fatture emesse da un unico soggetto fornitore di servizi promozionali, ma dopo le perquisizioni e i sequestri dei pc aziendali – anche utilizzando traduttori dal cinese all’italiano – i militari delle fiamme gialle hanno scoperto che in realtà l’attività di promozione dei vini in Cina non è mai stata fatta nel rispetto delle puntuali regole definite dal bando europeo. Con le false fatture le aziende dell’Ati avrebbero intascato – secondo l’accusa – 170 mila euro, il 50% dei presunti costi sostenuti.

( Fonte Tg24 )

Annotazioni a margine

 

Alcuni anni fa, durante una fiera in Cina, ho conosciuto alcuni produttori di vino italiani che mi hanno portato a conoscenza alcuni fatti. Ovvero un sedicente ingegnere della Ferrari, li ha contattati ed invitati a Maranello , in un ristorante nelle vicinanze della prestigiosa fabbrica di automobili, vantando conoscenze in Cina tra buyer, distributori, ristoratori ecc. per la promozione dei loro vini nel paese del sole nascente.

Il sedicente ingegnere ha promesso mari e monti, degustazioni in ristoranti cinesi, paventando la presenza di centinaia di addetti ai lavori, mentre alla fine erano pochissime persone presenti, addirittura degustazioni con bicchieri di carta ecc. Questa trasferta è costata decine di migliaia di euro, con il risultato finale di non avere venduto una sola bottiglia in quel paese cosi’ complicato da affrontare.

L’unico ad avere guadagnato tanti denari è stato il sedicente ingegnere truffaldino, che si è intascato cifre da capogiro, pagate dai produttori partecipanti, a fronte del nulla ! Affidiamoci ad addetti ai lavori seri ed affidabili, presenti sui mercati internazionali da decenni, ne conosciamo anche noi qualcuno.

Roberto Gatti