FORMIDABILI QUEGLI ANNI……

 


 


 


Nellambito della manifestazione denominata I Colori del Bianco , che si svolge da tre anni a questa parte a Monteforte d Alpone, aperta poi anche al pubblico, che con soli 10 euro pu degustare oltre 350 etichette di bianchi di ogni luogo d Italia, e personalmente il secondo anno che vi prendo parte, stato organizzato un interessantissimo convegno, che ha visto la presenza delle grandi firma del Club dei Bianchi d Autore con a tema :


Grandi Bianchi : il fattore Cru- Le vigne storiche ed il gusto del mercato e la partecipazione di : Arturo Stocchetti-Presidente Consorzio Soave-; Alberto Coffele dellomonima azienda; Pia Berlucchi ( F.lli Berlucchi ); Alessandro Dettori ( Cantine Dettori ); Girolamo Dorigo; Barbara Giannotti ( Fazi Battaglia ); Mauro Lunelli ( F.lli Ferrari ); Casimiro Maule ( Nino Negri ); Sergio Mottura; Fausto Perantoner ( La Vis/Valle di Cembra ); Santi Planeta, Carlo Schiopetto; harald Schraffl ( Nails Margreid ); Hans Terzer ( S. Michele Appiano ), Raffaele Troisi ( Vadiaperti ); Fausto de Andreis ( Le Rocche del Gatto ).
La manifestazione organizzata dal Consorzio di Tutela del Soave, con lapporto tecnico/organizzativo di quel bravo amico e collega, che risponde al nome di Bruno Donati, ex redattore della rivista Civilt del Bere, ed oggi titolare dello studio di comunicazione Skryba di Bergamo.


 


 


GLI INTERVENTI


 


1)- ha esordito Bruno Donati, in apertura di talk-show, dicendo che negli Usa dopo 17 anni di predominio dei vini rossi, ora c una inversione di tendenza, con una previsione di 140.000 milioni di casse di vino bianco esportato;


 


 


2) Arturo Stecchetti


ha rimarcato il concetto di riuscire a proporre un prodotto che identifichi il territorio, e nei suoi vini della Cantina del Castello impiega uve garganega al 70/80 % 20/30 % di trebbiano di soave;


 


 


3) Coffele Alberto


Un giovane produttore, che anche enotecnica, che coniuga tradizione ed innovazione; il soave classico un vino con unalta acidit, altrimenti non si vende, ed proprietario di un pezzo di terreno dal 1850, ed un grande privilegio avere terra da coltivare ( da qui si evince il forte attaccamento di questi viticoltori alla propria terra dorigine ); continuava il giovane Coffele affermando che la qualit oggi un prerequisito fondamentale e scontato, ma che da statistiche sul tema,  risultato che nemmeno il 20% considerato vino di qualit;


faceva notare poi ai presenti che, il Italia la media di 1/lt. di vino circa 1,73 euro/lt mentre in Francia di 4 euro, quindi la piramide della qualit ha bisogno di una base ampia e solida;


 


4) Fausto de Andreis-Az. Le Rocche del Gatto-


Ha spiegato molto bene, come da studi seri condotti da Universit, sia emerso che anche il vino bianco sia salutare, come il vino rosso, infatti contiene due molecole lacido cafeico ed il tirosolo.


Se il vino bianco viene vinificato sulle bucce, come lui effettua con il suo Pigato Ligure, contiene anche lui il resveratolo dei tannini ecc. ( ricerca effettuata dall Istituto di San Michele allAdige );


 


 


5) Pia Berlucchi- F.lli Berlucchi Presidente dell Associazione Donne del Vino-


donna dal rande fascino e forte personalit, grande oratrice, che ha esordito affermando che in Franciacorta sono stati ritrovati dei grafiti, dellera pliocenica di 5.000 anni a.c., che confermano che la vite il Valcamuna ed in Franciacorta era coltivata fin da quei tempi remoti; una delle prime Doc italiane stata la Franciacorta bianco e Franciacorta Rosso, e tutta la zona chiamata la piccola Champagne Italiana ; lazienda dei F.lli Berlucchi possiede circa 70 ha di vigneti, con una produzione media annua di circa 400.000 bottiglie; il loro Cru denominato Dossi delle Querce coltivato su un terreno tipo morenico a seguito dello scioglimento dei ghiacciai delle epoche remote, ottenuto dal 70% di chardonnay 30% Pinot bianco, ed affinato in botte grande;


 


 


5) C Brione- Casimiro Maule- Direttore della Nino Negri-


 


hanno provato a vinificare la chiavennasca, il nebbiolo della Valtellina, in bianco senza grossi risultati, passando poi allincrocio manzoni ( riesling x pinot b.), e negli anni 1995 stato impiantato sauvignon e chardonnay ed i risultati non sono mancati, con una produzione annua di questo Cru di circa 20.000 bottiglie, uno sfizio, una scommessa;


 


 


6) Mauro Lunelli- Ferrari di Trento-


 


Il cru aziendale, prodotto solo nelle annate migliori il Giulio Ferrari, dedicato al fondatore di questa storica azienda trentina; nel corso degli anni Lunelli enologo ha studiato il fenomeno dellossidazione dei vini, e si preposto di allungare i tempi di maturazione delle uve, e soprattutto di affinamento in bottiglia di tutti i suoi vini, bollicine comprese;


il Cru aziendale viene prodotto da un Cru denominato Vigna Pianizza dove il terreno ciottoloso e viene posto in vendita dopo almeno 4 anni dalla vendemmia;


molto importante il concetto, che mi trova pienamente daccordo,  secondo il quale anche il vino bianco si crea in vigna, lenologo non deve far altroch conservare la qualit della materia prima;


 


 


7) Ermanno Murari- VCR- Vivai Cooperativi Rauscedo ( i piu grandi del Mondo )


 


il pianeta si sta scaldando, e se questo positivo per i rossi non altrettanto lo per i bianchi, che hanno bisogno di climi piu miti; ecco allora che negli stati del Nord-Europa quali Russia, Moldavia ecc. si incominciano ad impiantare barbatelle di bianchi quali : riesling, garganega ecc.


Nel 2002 si registravano vendite per l80% di rossi, mentre oggi siamo al 53% per i rossi ed il 47% per i bianchi, ed a breve le vendite registreranno il sorpasso dei bianchi sui rossi, mentre in Usa il sorpasso gi avvenuto;


 


 


8) Massimo Corrado- GoWine-


i consumatori, ed anche i ristoratori, sono restii a consumare vini bianchi invecchiati; bisogner quindi da parte di tutti informare e sensibilizzare tutti gli operatori della filiera affinch prendano atto di questa realt ormai assodata;


 


 


9) Fausto Perantoner-La Vis/ Val di Cembra


 


Gli insegn il grande Mario Schiopetto, tanti anni fa, che per fare dei grandi vini bianchi occorre attenzione a tutti i particolari , le piccole cose, i dettagli; la cooperativa La Vis ha effettuato un grande lavoro di zonazione per studiare i terreni piu idonei a certe variet, coordinando i soci nella scelta del portainnesto, del clone; lo chardonnay in Trentino presente da circa 100 anni, ed occupa 1.500 ha di vigneto;


 


 


10) Hans Terzer- San Michele Appiano-


solo 30 anni fa l Alto Adige era terra di vini rossi ( Lagrein, Lago di Caldano ecc. ), mentre oggi sono i bianchi a farla da padrone, e con il progetto Saint Valentin arrivato a produrre oltre 150.000 bottiglie di solo sauvignon, con un prezzo medio in enoteca di circa 20 euro;


 


 


 


11) Carlo Schiopetto- Collio-


anche qui sono stati fatti studi di zonazione, pratica che si sta diffondendo a macchia dolio, se i viticoltori vogliono ricavare sempre il meglio dai loro terreni; altrettanto importante la scelta dei cloni per quei determinati terreni, dei portainnesti; molto seguita levoluzione dei vini bianchi in bottiglia, in modo particolare nel formato magnum che viene commercializzato dopo 4 anni dalla vendemmia; lazienda Schiopetto molto sensibile alluso moderato della SO2, non usandola in vinificazione, ma solo allimbottigliamento;


 


 


12 ) Harald Schraffl Nals Margreid-


in Alto Adige lazienda possiede diversi cru, nelle zone maggiormente vocate :


Mazzon per il Pinot nero; Termeno per il gewurztraminer ecc;


 


 


13 ) Santi Planeta- Az. Planeta-


in Sicilia il concetto di Cru molto giovane, infatti fino a 25 anni fa non si conosceva nemmeno il termine, ed ancora oggi non ben chiaro il concetto;


 


 


14) Girolamo Dorigo


il loro cru aziendale il Ronc di Juri, che un sauvignon vinificato in legno; ronc significa piccola propriet, e Juri era la famiglia di Slavi che abitava queste zone, quindi tradotto letteralmente significa : la Collina di Giorgio.


Le colline sono originate dallo scioglimento dei ghiacciai, per cui anche qui ogni proprietario deve individuare i terrenei migliori e piu adatti; i vecchi friulani consideravano migliori i terreni in cui la neve si scioglieva prima, in quanto meglio esposti e piu drenanti;


 


 


15) Alessandro Dettori


stata la volta dellamico e giovane produttore sardo Alessandro Dettori, che ci raccontava come fino a 30 anni fa la Sardegna fosse ricca di Cru. Poi c stata una diffusione a macchia dolio delle Doc, dalle quali lui ne uscito per i motivi che ormai il fermentino, cosi come il cannonau si possono produrre in ogni angolo dellisola; Alessandro produce solo il 20% di bianco,ma la tipologia che piu ama, perch la piu difficile da coltivare vinificare, piu complesso, ma che da piu soddisfazione; possiede delle vigne ultracentenarie ad alberello su piede franco, lasciategli dal bisnonno circa ha 2,80 dellet di 120 anni.


Molto significativo e lungimirante il discorso del giovane Alessandro, quando ha detto ai presenti che non bisogna seguire le mode del mercato, altrimenti tra 50 anni andremo a fare i domestici ai cinesi ; un vero cru deve partire dalla terra e non da una ricerca di mercato, e dobbiamo essere in grado di proporre al consumatore una identit, ed i vini di Alessandro questa c lhanno eccome.


 


 


DEGUSTAZIONE ANNATE STORICHE


 


1)     Cantina del Castello- Cru Pressioni 1999-


Paglierino di media tonalit, naso ancora in buona forma, pulito, con un buon frutto; bocca piena, sapida, di bella espressivit ( 80% garganega 20% trebbiano di soave ), lunga la Pai finale


87


 


 


2)     Soave Cl. Superiore Coffele 1998-gr.12


Richiesta la seconda bottiglia ( in quanto la prima aveva qualche problema di tappo ! ), il naso era pulito, in bocca leggermente asciugante, di discreta beva.


82/83


 


 


3)     C Brione 1998- Nino Negri- gr. 13-


Paglierino dorato, profumi intensi, gradevoli e puliti, con note di vaniglia; in bocca presenta una leggera tannicit, con una buona spalla acida. Buona la Pai finale, ma a mio avviso troppo marcata la nota conferita dal legno in cui transitato.


85/86


 


 


4)     Spigau Crociata Pigato- 1998-Le Rocche del Gatto-


Bel giallo dorato, questo vino viene lasciato macerare sulle bucce almeno 7 gg :


naso intenso e pulito; in bocca stupendo, giustamente caldo, chiude con una Pai discreta.


Era stato prodotto con lintento di commercializzarlo entro 1 anno, ed invece dopo 10 anni ha ancora molto da raccontarci. Ha visto solo contenitore di vetroresina.


85/86


 


5)     Dettori 1998- Igt Vermentino- gr. 14,50-


E stato questo il primo anno in cui, il giovane Alessandro Dettori ha vinificato da solo, essendo venuto a mancare il nonno, prodotto da una vigna ad alberello, di 49 anni con 7.500 ceppi/ha:


giallo paglierino di buona intensit, leggermente velato/torbido in quanto non filtrato; profumi intensi di frutta, sembra di avere una spremuta di mele ed altri frutti nel bicchiere; la bocca intensa, pulita, calda e molto gradevole. Un vino insolito, un GRANDE vino che ha riscosso il consenso di molti giornalisti presenti.


Molto significativa la scena, che molto bene rende l idea, di come chi non conosce questi vini si possa a loro approcciare : un giornalista della stampa estera, si avicinato al banco dei relatori, con il bicchiere torbido ed ha chiesto ad Alessandro : ma perch cosi torbido? Risposta : perch non stato filtrato, ed ancora unaltra domanda : Ma perch il vino cosi, non lo dovrebbe essere ? Ed Alessandro : questo il MIO vino !! ( cosi se vi piace !! )


Questo millesimo piu fresco del 2006, perch in questi vini solo la natura che piu grande dell uomo.


90/100


 


 


6)     Ferrari 1997-Riserva Giulio Ferrari


Da uve di chardonnay blanc, coltivate esclusivamente nel vigneto Pianizza :


naso intenso dove si sentono in maniera, forse troppo accentuata, i lieviti con le caratteristiche note di crosta di pane; in bocca intenso, armonico, con una bella spalla acida, lunga la Pai finale. Questo vino non viene prodotto tutti gli anni, e questa 1997 presentata alla stampa quella che oggi in commercio.


88/89


 


 


7)     Ritratti-La Vis-1997


Colore paglierino carico; naso intenso di vaniglia, emerge il legno piccolo in cui transitato; in bocca intenso, dove ritorna la nota vanigliata, ben equilibrato, con una buona Pai.


Le uve di chardonnay vengono coltivate in terreno collocato in zona sintica, e solo il 20% transitato in barriques ( cosi ci stato dichiarato, ma alla degustazione qualche perplessit labbiamo avuta ! )


85/86


 


 


8)     F.lli Berlucchi- Spumante Brut 1997


In commercio dal 2001, al naso risulta un po spento; in bocca equlibrato, armonico, con una buona spalla acida, di buona beva. Una curiosit comunicataci dallenologo della cantina :


sapete quante bollicine ci sono in una flute di spmante/champagne ? ben 12 milioni. Sembra che alla Moet-Chandon le abbiano contate in laboratorio ( non chiedetemi come anno fatto perch sinceramente non lo so )


85/86


 


 


9)     Chateau La Louvriere 1996- Meregalli Importatori-


Siamo in zona Bordeaux, e questo vino ottenuto da uve di chardonnay blanc sauvignon :


naso con netto sentore di barrique, in bocca molto acido, di discreta beva. Un vino elaborato per durare molti anni ancora.


83/84


 


 


10) S. Valentin Sauvignon 1996


Molto migliore in bocca, rispetto al naso, dove emerge la barrique, con profumi terziari; armonico alla beva, con un bellequilibrio, ed una lunga Pai.


87


 


 


11) Schiopetto Sauvignon 1996-


Non viene usata solforosa in prefermentazione : profumi terziarizzati, legno e vaniglia;


in bocca giustamente caldo, intenso, con una buona acidit e sapidit, ma ha perso le connotazioni primarie del sauvignon ( peperone verde, pipi di gatto ecc. ) . Un anno di affinamento in bottiglia, prima di essere commercializzato.


Ancora buona la bevibilit e chiude con una Pai lunga.


87/88


 


 


12) Ronc di Juri 1996-Dorigo-


9000 piante/ha  da uve chardonnay: giallo con riflessi dorati, naso vanigliato, in bocca armonico, leggermente tannico, lungo e buona Pai.


Nelle piccole annate vengono impiegate barriques usate, mentre nelle grandi annate barriques nuove.


87/88


 


 


13) Planeta 1996- gr. 14-


E stato questo il 2 anno di produzione di questo chardonnay siciliano, dallo stile internazionale, che ha fatto conoscere questa giovane ( allora ) azienda ai mercati di tutto il mondo: giallo oro, naso burroso e vanigliato, con leggere note agrumate in sottofondo; in bocca denso, caldo, di buona beva, ancora presente una discreta spalla acida, buona la Pai.


87


 


 


14) San Sisto- 1993- Fazi Battaglia-


Verdicchio al 100% dellomonimo vigneto : naso intenso di frutta macerata, con evidenti note terziarizzate; in bocca giustamente caldo , equilibrato, discreta la spalla acida, ed una bella chiusura di bocca. Credo sia ormai prossimo alla sua conclusione della sua vita.


86/87


 


 


15) Baron Salvatori 1991-gr.13-


Qui siamo al sud dellAlto Adige, nella zona piu calda : naso tenue ma molto fine ed elegante; in bocca ancora pimpante, vivo, con una bella spalla acida presente, ancora integro. Quello che ci ha stupito stata la freschezza al naso e poi anche in bocca. Un miracolo della natura e delluomo. Bravi.


90


 


 


16) Gini-Soave Classico Frosca 1988-


Questo vino con ben 20 anni sulle spalle, stato vinificato solo in acciaio, a dimostrazione ( se c ne fosse ancora bisogno )che quando le uve di partenza sono sane ed integre, luso della barrique diventa superfluo e secondario : ancora note floreali, incredibile, buona intensit, pulizia e finezza ; in bocca ancora integro, con note di agrumi, ed una bella mineralit ed acidit. Lunga la Pai finale. Complimenti a questi bravi viticoltori ai quali va tutto il mio plauso ed ammirazione, UN GRANDE VINO.


90/92


 


 


Conclusioni


Inutile dirvi, cari amici lettori, che queste degustazioni a ritroso nel tempo mi emozionano e non mi lasciano mai indifferente, a tal punto che negli ultimi anni, sono sempre piu alla ricerca di vini invecchiati 20/30 e piu anni, perch le sensazioni degustative, sensoriali ed emotive che mi trasmettono, difficilmente le posso ritrovare in vini giovani, seppure piacevoli.


Quando Bruno Donati che organizza il divertimento e lapprendimento professionale sempre ad alti livelli, e da questa esperienza mi venuta lennesima e lampante dimostrazione che :


ANCHE I VINI BIANCHI SANNO BENE INVECCHIARE e sono longevi, ed il loro meglio lo regalano dopo 3-4 anni dalla vendemmia.


In riferimento allultimo vino degustato, ne rendo pubblicamente omaggio, con una frase di Dante Alighieri, il sommo poeta :


LA CHIARA PURITA CHE E IN ESSO


Roberto Gatti