Gastronomia della vecchia Rimini







     





 




 


 


( nella foto sono rappresentate le vongole Venus gallina Nome dialettale: Pearaso o Pevaraso di Goro-Fe- Altre foto interessanti le trovate al link:


http://www.copego.it/copego/viewnode.do?pagine_name=-3529329303360169978+company.prodotti )


 


 


I bei tempi andati , in cucina , sono spesso solo un modo di dire : il mangiare sano di una volta era semplice e (non sempre ) leggero , evidentemente non per velleit dietetiche , ma per dura necessit esistenziale…


 


 


Ad esclusione di alcune isole  legate all afflusso dellaristocrazia turistica , ancora sessant anni fa la cucina popolare romagnola e riminese rifletteva la realt di un mondo fatto di freddo , fame e fatica . E molto diversificato nei contenuti alimentari , tra i residenti di marina, con quelli di pianura e di collina.


 


Il cibo marinaro pi scambiato e mangiato , per la sua facilit di pesca (le burrasche invernali lo portavano a riva ) era il pi …povero : non un caso , infatti , che la vongola in dialetto riminese sia la puraza (poveraccia) , e nelle trattorie locali vi capiter di leggere  il detto significativo purt chi la pesca , purt chi la vend , purt chi la magna !. 


 


Non solo vongole: gli smenacl (cos venivano chiamate le persone inchinate nella raccolta dei molluschi a riva , ma anche della preziosa legna per ardere) cercavano anche prelibate cannelle e granchi ; il tutto magari veniva rivenduto assieme al pesce azzurro portato dai mariti pescatori , in giro per i borghi della costa e dellinterno , su biciclette con cassetta anteriore , al classico grido : purazi…dni!!!


 


Semplici ricette di questo passato (gustosissime nella contemporanea era della saziet!) vengono da Bellaria : nello storico libro promosso  dallamministrazione comunale e dallUSL di Rimini (PURAZI…DONI ! : i mangiari nei racconti della gente di mare , Panozzo Editore ) si trovano ad esempio , quadritin  sal purazi (quadretti con le vongole) , spa sal canci (zuppa con le cannocchie) , brdet si barboun (zuppa di triglie) , sug sal mazli ( sugo con le mazzole) , soipi frti (seppie fritte ; la seppia cultura peschereccia di queste zone , donde il detto : soipa di maggio , donna dinverno ).


 


E per fare un brdet bon, non basta lavare religiosamente il pesce con acqua di mare , n usare genuino olio di oliva .  Come scrisse un narratore romagnolo …per ottenere un buon brodetto occorre fiutare laria al mattino di buon ora , avanti al mare , indovinare se quello giorno di tutte le qualit di pesce ; perch se al brodetto manca un pesce , un solo pesce , un pesciolino , un pesce da nulla , il brodetto non pi brodetto….


 


 


(Roy Berardi)