GEWÜRZTRAMINER, IL VINO AROMATIZZATO( Sic ! ) PER ECCELLENZA

IN ALTO ADIGE. NEL MONDO DEL GEWÜRZTRAMINER, IL VINO AROMATIZZATO PER ECCELLENZA


 


Un viaggio di Pasquale Di Lena a Termeno, alla scoperta di un prodotto enoico ormai globalizzato, ottenuto da unuva a bacca bianca che, quando arriva alla fase di maturazione, si colora di oro con venature ramate. I soli assaggi, pur numerosi, non possono spiegarne la natura e i caratteri


 


Tre giorni di full immersion hanno permesso a un pubblico selezionato di viticoltori, buyers, tecnici, giornalisti, appassionati e cultori del nettare di Bacco, di vivere, a Termeno, la sesta edizione del Simposio Internazionale del Gewurztramniner , ricca come non mai di tante interessanti iniziative: dalle degustazioni guidate agli abbinamenti, dalle esperienze dei singoli produttori agli interventi dei tecnici e degli esperti e, poi, i metodi di coltivazione, il significato del territorio (i territori ) di questo delizioso vino, le condizioni climatiche, le trasformazioni, le visite alle aziende coltivate da esperti ed appassionati viticoltori.


 


Termeno, la bella cittadina della Bassa Atesina, riconosciuta come la culla di questo vino dagli intensi aromi che tutto il mondo conosce ed apprezza, anche perché tutti i più importanti paesi produttori nei vari continenti hanno oggi, la possibilità di metterlo a disposizione del consumatore.


Un mondo ampio e complesso, quello del Gewurztraminer, un vino dono di unuva a bacca bianca che, quando arriva alla fase di maturazione, si colora di oro con venature ramate, con la sua maggiore diffusione in Francia, soprattutto in Alsazia, per 2.600 ettari, poi negli Stati Uniti per 900 ettari, Germania 800, Austria 700, Australia 300 e poco meno in Nuova Zelanda.


 


In Italia sono in tutto 500, poco più, gli ettari coltivati, quasi tutti in Alto Adige, di cui 330 nella zona di Termeno, segnata da una delle più belle strade del vino, con la pianura verde di frutta, in particolare mele, e i fianchi delle montagne, che lasciano affiorare il bianco delle dolomie, i vigneti fitti di trame e di orditi, sia a spalliera che a pergolato.


 


Un vero e proprio mare verde intenso, un contesto dallenorme significato paesaggistico-ambientale che dà al Gewürztraminer, prodotto in questa area, un valore aggiunto molto importante per vincere le sfide di un mercato sempre più competitivo e, come tale, difficile da conquistare, ma, non solo, anche da sostenere e mantenere, soprattutto per un vino, come si diceva, ormai globalizzato.


 


Un vino che ha nelle sostanze aromatiche la sua peculiarità e, come tale, visto che di sostanze aromatiche conosciute ad oggi sono altre 800, è da credere che il suo risultato dipende molto, sicuramente più che per altri vini, dalle diverse combinazioni variamente influenzate dal tipo di uva, dalla fermentazione e dallinvecchiamento.


 


Un vino aromatizzato, non dolce, se non nel caso di una vendemmia tardiva delle uve, che lascia una piacevole sensazione di amaro per la ricchezza delle spezie, prima su tutte il chiodo di garofano, molto floreale con la rosa che prevale su tutti gli altri fiori, e una interessante complessità di frutta esotica, in modo particolare ananas e banana, che si aggiunge a quella nostrana, in particolare pera. E poi un agrumato intenso, delicato, che, ho avuto modo di notare, permane e acquista sempre più piacere e spessore con la sequenza, quasi senza soluzioni di continuità, degli assaggi, che, nei tre giorni del Simposio, hanno riguardato un numero considerevole di Gewürztraminern, non solo dellAlto Adige e del Trentino, ma, anche, dellEuropa e del mondo.


 


I soli assaggi, anche se numerosi, non avrebbero spiegato la natura e i caratteri di questo vino, la sua complessità e le sue potenzialità, ed ecco che il programma, preparato e sviluppato alla perfezione, con la presenza di tanti illustri relatori, di personaggi e personalità del mondo della ristorazione e di eventi molto accattivanti, apre al racconto ed agli incontri che danno, a me ed a quanti sono intervenuti, la possibilità di conoscere fino in fondo il Gewürztraminer, che, come ogni grande protagonista, riesce a recitare benissimo la sua parte.


 


Ben 14 i seminari in programma che, nel segno del rispetto degli orari e dei tempi, si sono sviluppati tutti con grande linearità, senza ansia né penalizzazioni, sia per i relatori che per gli ascoltatori.


 


In sintesi, seguendo lordine di svolgimento:


 


– la degustazione dei Gewürztraminer delle zone classiche dellAlto Adiige, a cura di Dario Cappelloni, curatore dellAlmanacco del Berebene, e lassaggio di prelibatezze di questa terra, dal pane tipico ai saporiti formaggi delle malghe, dal delizioso speck al famoso strudel ed, ancora, i piccoli frutti della Val Martello, tra i quali delle ciliegie carnose dal delicato sapore;


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