Un libro delizioso senza essere lezioso, viene da dire con un gioco di parole. Delfina Rattazzi racconta alcune Storie di insospettabili giardinieri, ovvero la passione botanica di alcuni personaggi celebri per tuttaltre ragioni: da Robert Louis Stevenson a Catherine Deneuve, Sting e Karen Blixen. Pur nella diversità delle storie e dei protagonisti, nonché nella varia specializzazione delle passioni campestri, dal piacere della coltivazione emerge un tratto comune, il contatto con la natura intesa come origine selvaggia del nostro essere. Che la si identifichi poi nella civilissima Toscana, nella mia Africa o a Samoa è, alla fin fine, un dettaglio etnografico.
La raffinatezza del libro, la dovizia di particolari storici, il tono leggero e insieme impegnato e informato consentono allautrice di raggiungere lobiettivo perseguito, cioè emendare il giardinaggio dalla sua stereotipata immagine di roba da vecchie signore in stivali di gomma e cappello di paglia o da pensionati un po rimbambiti. Laspetto di passatempo finisce nettamente in secondo piano specialmente in alcune delle storie raccontate e raccolte nel libro, ad esempio laddove si descrive il ruolo di liberazione mentale e manuale che la cura delle piante e dei giardini ha avuto per prigionieri ed esiliati come Nelson Mandela, il Dalai Lama e i carcerati di Bollate.
Storie di insospettabili giardinieri
Delfina Rattazzi
Cairo editore (www.cairocommunication.it)
Pagine 174
13,00

















