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GIUSEPPE GARIBALDI. IL RIVOLUZIONARIO AMBIENTALISTA

      


 


”A Caprera ha zappato, concimato, irrigato e studiato i testi per conoscere le piante”. ll pronipote del generale della Spedizione dei Mille racconta ad Ign, testata on line del gruppo Adnkronos, un inedito Eroe dei due mondi che amava la terra e il rapporto con la natura


Roma, 3 lug. (Ign) – Nato il 4 luglio, professione: Eroe dei due mondi. Ma è fuori dai libri di storia che ”Garibaldi cresce ancora di più come uomo e come espressione di valori che oggi, per noi, sono acquisiti mentre lui ne aveva anticipato la difesa”. E’ quanto racconta ad Ign, testata on line del gruppo Adnkronos, Giuseppe Garibaldi, pronipote del generale della Spedizione dei Mille. In linea di discendenza, ”Giuseppe e Anita si sposarono ed ebbero quattro figli: Menotti, Ricciotti e Teresita Garibaldi. La quarta, Rosita, morì giovane. Menotti non ha lasciato una discendenza maschile, ma l’ha lasciata Ricciotti, che sposò una donna inglese, Constance, da cui ha avuto sette figli maschi. Di questi il più piccolo, Ezio, ha avuto come figlio il sottoscritto”, racconta il discendente.


 


Nato nel 1947, centoquarant’anni dopo il celebre bisnonno, Giuseppe Garibaldi ammette che, ”da giovane, è stato curioso scoprire il legame con un personaggio importante. Crescendo, poi, ho dovuto dividere il ruolo di pronipote da quello di studente” e ”capire la differenza tra il mito e il discendente, trovando il mio ruolo giusto. Ruolo che consiste nel continuare a trasmettere le cose per cui ha un senso, per un discendente, chiamarsi Giuseppe Garibaldi, trasmettere quei messaggi che il mio bisnonno ebbe la capacità di esaltare con tutto quello che ha fatto”. Messaggi ”di solidarietà – sottolinea – e di superamento dell’individualismo”. Il generale della Spedizione dei Mille ”amava talmente il mondo e le sue creature da muoversi ovunque per difendere il debole in qualsiasi zona vivesse”. E, in quanto discendente, ”il mio impegno nelle occasioni che ho, dai convegni alle visite nelle scuole, è raccogliere questi valori e farli scoprire per conoscere un Giuseppe Garibaldi che vada al di là dei libri di storia”.


 


Ad esempio, l’eroe dei due mondi ”era un ambientalista ante litteram. Un uomo che si rivolgeva a tutti convincendoli di vivere la natura fino in fondo”, mentre ”noi oggi stiamo snaturando la natura. Bisogna riprendere un minimo di contatto con questo aspetto – sottolinea Garibaldi – il mio bisnonno amava seguire i ritmi biologici, l’armonia. Ha vissuto 30 anni a Caprera e ha trasformato quell’isola, ha zappato, concimato, irrigato e studiato i testi per conoscere le piante”, prosegue il pronipote. ”E’ maturato come carattere proprio in questo rapporto duro con la natura, un rapporto vero da cui l’uomo ha tutto da guadagnare”, ha aggiunto. ”La natura ha le sue battaglie, i suoi corsi e ricorsi, ma alla fine vince e vive. Noi uomini invece siamo stati capaci di rompere anche certe regole, come quelle delle stagioni, mentre l’uomo Garibaldi percepiva già allora come fosse importante questo rapporto” con la natura.


 


Per quanto riguarda il ‘lato politico’, il generale della Spedizione dei Mille, sottolinea Giuseppe Garibaldi, ”era politico molto più di quanto riconoscano i critici”. Una politica ”d’azione” e ”lungimirante”, che lo portava a spostarsi comprendendo quali fossero le necessità indipendentemente dal luogo. Qualcosa di molto diverso, però, da una certa attuale azione ‘politica’: ”Oggi si parla di ‘esportare la democrazia’ – sottolinea Garibaldi – ma la democrazia non si esporta. Dove il mio bisnonno andava, là era atteso. Si faceva conoscere prima, come quello che veniva a portare la libertà. C’era un consenso attorno a lui e per mezzo di questo consenso, che fosse in Uruguay o in Sicilia, aveva attorno a sé molti giovani”. Il mito del generale con la camicia rossa ha perso lucentezza negli anni ’60 per cedere il posto a personaggi come Ernesto Che Guevara. Ma oggi Garibaldi, nei giovani italiani, ”sta superando la figura di Che Guevara” e ”i risultati del bisnonno, per certi aspetti, sono stati anche più concreti”. Ancora oggi, ”nel 2007, le sue linee di comportamento, quelle scelte di vita che riconoscono il dovere-diritto di ognuno di lavorare e guadagnare un rispetto che sia opportunità per tutti, tutte queste visioni sono una necessità e un richiamo attuale per tanti giovani nel mondo”. Che, venendo a scoprire un eroe come questo Garibaldi inedito, potrebbero voler diventare nuovi portatori di ideali, per ‘due’ o tutti i mondi possibili.


 


IGN Italy Global Nation by AdnKronos