Gli ulivi del Salento sono malati, un batterio killer li sta aggredendo provocando il seccume delle chiome.

Il Ministero delle Politiche agricole ha annunciato la creazione di una unità di crisi mentre a metà novembre alcuni ricercatori americani saranno in Puglia per studiare come affrontare l’emergenza.
Al momento non esiste alcun rimedio. Il batterio è in grado di attaccare molte altre varietà arboree, non sulla vite e sugli agrumi, ma purtroppo può avere un effetto nocivo sulle piante di mandorlo e di oleandro. La zona focolaio nel sud salento ha una estensione di circa otto mila ettari con numerosissimi alberi infetti che dovranno essere abbattuti. Si parla di 500/600 mila alberi con un danno stimato di decine di milioni di euro. La prima misura adottata è stata quella di circoscrivere la zona colpita per evitare la diffusione. Si tratta di un caso unico nel suo genere, mai segnalato in Italia, anche se questo batterio è stato scoperto intorno al 1880 e, per i danni procurati in tutte le Americhe, compresi Florida, Messico, Costa Rica e Venezuela, è stato inserito nell’elenco A1, ovvero il massimo grado di allerta, della Eppo, l’organizzazione intergovernativa responsabile della cooperazione europea per la salute delle piante.

Secondo i fitopatologi l’ingresso di questo batterio nel nostro paese non sarebbe recente ma le condizioni meteo degli ultimi mesi, il precario stato vegetativo e l’abbandono di molte olivete salentine, la diffusione della cicala accusata di essere l’agente vettore della malattia, avrebbero fatto esplodere l’epidemia. il fenomeno, anche se produce effetti visibili sugli ulivi, non pregiudica in alcun modo la qualità delle olive, sia da mensa che da olio, né influisce sulle caratteristiche dell’olio che da esse se ne ricava. La qualità dell’oliva da olio o da tavola rimane integra e non presenta problemi per quanto concerne la commercializzazione.
( Fonte www.oliovinopeperoncino.it )















