Il vino novello non mai stato nelle mie corde degustative, e tanto meno nei miei gusti personali, ma oggi Vi voglio scrivere di una bottiglia di vino novello datata 2005, che si conservata come mai avrei creduto.
Generalmente il novello un vino di pronta beva, da consumarsi nel giro di qualche mese, e quando rovistando nel mio disordine che ho in cantina ( e non solo!! ) ho trovato questa bottiglia, a malincuore lho stappata avendone per sottomano una seconda di altra tipologia ed annata, in quanto fermamente convinto che quella di novello fosse da lavandino .
Vi st scrivendo dellazienda :
Azienda Agricola Torre dei Chiusi
Di Domenico Pulcino
Contrada Limiti Torrecuso (BN)
Telefono: 0824.874476
E-mail: [email protected]
In passato ne ho gi scritto di questa piccola ma validissima azienda del beneventano, per i suoi vini, qui :
http://www.vinit.net/vini/Le_Mie_Degustazioni/Una_Falanghina_da_sogno___485.html
e ricordo la medaglia dOro vinta qui :
http://www.vinidapesce.it/2007/risultati/8_sel.pdf
Ci che mi ha stupito e lasciato favorevolmente impressionato stato questo Novello , chiamato Gocce d Autunno datato 2005, sul quale non avrei scommesso un solo centesimo di euro, mentre invece risultato :
GOCCE DAUTUNNO- TABURNO DOC NOVELLO 2005-GR. 12
di colore rosso granato, leggermente frizzante ; profumi ancora freschi e molto fruttati, come fosse un vino novello di pochi mesi; il tappo di silicone; al gusto molto godibile, armonico, fresco ancora in perfetta forma a ben 5 anni dalla vendemmia e vinificazione.
Che dire di piu ? Che il mondo del vino troppo bello e mi piace proprio perch le sorprese non finiscono mai, cosi come non finiamo mai di imparare.
Complimenti a Domenico Pulcino, il titolare dellazienda agricola Torre dei Chiusi, perch oltre alla sua strepitosa Falanghina Adria, al suo strepitoso ( tra i migliori mai degustati ) rosato, ai suoi ottimi aglianici, ora bisogna inserire di diritto anche questo superbo novello, capace di sfidare il tempo , come pochi in giro per l Italia vitivinicola, tra la sua categoria.
Roberto Gatti















