I vini toscani e piemontesi sono sempre al top, anche se perdono terreno sulle altre regioni
Sono 37 i vini toscani d’eccellenza e 35 i piemontesi, secondo la guida dell’ Espresso 2008 ‘I vini d’Itali (pp.752; 22 euro, a cura di Ernesto Gentili e Fabio Rizzari), fresca di stampa: una conferma della storica preminenza delle due regioni, che per per la prima volta non raggiungono il 50% del totale dei vini d’eccellenza, contraddistinti dai cinque bicchieri, che quest’ anno sono 159, meno dell’ uno per cento di quelli complessivamente degustati (oltre 20.000 di cui 10.000 recensiti). Rimangono stabili in ogni caso le quotazioni dei Barolo, che hanno brillantemente e sorprendentemente fronteggiato la difficile annata 2003, e dei Barbaresco, presenti con l’ottimo millesimo 2004; come pure, sul fronte toscano, quelle dei Chianti Classico Riserva e dei Bolgheri dell’annata 2004. Senza dimenticare la costanza qualitativa del Brunello, che con le riserve del 2001 ha colmato i vuoti inevitabili lasciati dalla difficile annata 2002. Nell’edizione 2008 della Guida 13 produttori su 2.200 esaminati e suddivisi per regione sono stati classificati con la massima valutazione di ‘tre stelle’, in funzione della qualit dei vini e della costanza produttiva nel corso degli anni. Quest’anno particolare attenzione stata rivolta ai prodotti dal rapporto qualit/prezzo favorevole, con il riepilogo dei ‘migliori acquisti’ di ogni regione. Un’ulteriore novit stata introdotta con la selezione de ‘I 50 Outsider’, che raggruppa i migliori vini delle denominazioni d’origine o delle tipologie che si sono particolarmente distinte negli assaggi, pur senza raggiungere livelli d’eccellenza. In questa lista sono quindi messi in rilievo vini quali ad esempio i migliori Lambrusco, Prosecco o Santa Maddalena: prodotti che magari non potranno essere considerati ‘grandi’ in senso assoluto, ma che rappresentano comunque un valore sicuro. Gli assaggi di quest’anno hanno confermato che il centro qualitativo dei bianchi italiani ancora nel nord-est, con in testa il Friuli Venezia Giulia (13 vini d’Eccellenza di cui ben 12 bianchi), l’Alto Adige (11 bianchi e un rosso, oltre a una qualit media impareggiabile in tutti i vini presentati), e il Veneto (11 eccellenze). Quest’ultima regione ha fornito l’ennesima conferma della rinascita del Soave (ben cinque allori), con un confortante risultato dei vini rossi, nobilitati dalla pi alta valutazione assegnata dalla Guida quest’anno (19,5/20 ex-aequo con il formidabile Taurasi Riserva Radici 2001 di Mastroberardino) al classicissimo Amarone della Valpolicella 1998 di Quintarelli. Ma la vera sorpresa rappresentata dall’esplosione dei vini campani. Dai cinque premi attribuiti nella passata edizione la Campania si propone oggi come ‘terza forza’ tra le regioni italiane arrivando a ben 13 vini d’Eccellenza, trascinati sul podio dalla straordinaria energia espressiva dei suoi Taurasi e dei suoi vini bianchi (Greco e Fiano). Altrettanto dinamica la proposta della Sicilia, con i suoi 10 vini d’Eccellenza: il contributo decisivo arriva dall’area orientale, dove gli affascinanti rossi dell’Etna recitano ancora una volta un ruolo da protagonista. Le note positive (quattro eccellenze) si allargano alla Sardegna, dove all’intrigante carattere dei Cannonau dell’area centrale si affianca la tradizionale e originalissima Malvasia di Bosa, e all’Abruzzo, con una doppietta messa a segno dai ‘soliti’ Montepulciano e Trebbiano. Il Verdicchio (3 eccellenze) si conferma il vino-vitigno pi rappresentativo dell’enologia marchigiana, mentre l’Umbria affida ai Montefalco, nelle versioni Rosso e Sagrantino, il compito di tenere alto l’onore regionale.
( Fonte ANSA)

















