Guida vini d’Italia: divorzio Gambero Rosso – Slow Food

05/03/2009

 






Tra qualche giorno dovrebbe essere ufficialmente comunicato il divorzio tra Gambero Rosso e Slow Food editore. Gli avvocati sono al lavoro per definire i  dettagli economici del divorzio, ma la decisione sembra definitiva ed coram populo nel mondo dei produttori di vino. Loggetto del contendere la Guida ai vini dItalia pubblicata dal 1987 con il marchio Gambero Rosso al quale si aggiunto in seguito quello di Slow Food Editore (la casa editrice dellomonima associazione fondata da Carlin Petrini che ha sede a Bra), che la guida enologica di riferimento italiana, la pi venduta e la pi apprezzata dai produttori che bramano di ricevere il punteggio dei tre bicchieri (il massimo della valutazione) portatori di fama, prestigio e incremento di vendite.
Tra i due soggetti editoriali negli anni ci sono stati diversi dissidi, e pi di una volta sono corse voci di separazione, ma alla fine si sempre ritrovata lunit perch i due soggetti erano consapevoli che creare due guide dei vini concorrenti avrebbe nuociuto a entrambi in termini di vendite. Ma adesso il divorzio sembra sar consumato.
A incidere nella decisione vi anche il fatto che lo scorso anno la societ editrice del Gambero Rosso (la GRH spa) ha cambiato propriet e amministratori, ora una quota importante del capitale detenuto da una fiduciaria (e sui reali proprietari si sono fatte molte ipotesi tra le quali quelle di Paolo Panerai di Milano Finanza e limprenditore vinicolo Zonin, ma che da questi sono sempre state seccamente smentite) e che il fondatore del Gambero Rosso, Stefano Bonilli, stato estromesso con coda di polemiche (ora cura il suo blog Papero Giallo).
E certamente nella decisione ha pesato anche la svolta di Slow Food che ha supportato la nascita della Federazione Vignaioli Indipendenti, un movimento di piccoli vignaioli, che potrebbe essere letto anche come una volont del movimento Slow Food (molto incentrato sui temi dellecologia, della sostenibilit di cui Terra Madre lespressione pi evidente) di smarcarsi dalle grandi aziende e dai marchi industriali, e soprattutto da un certo genere di vini troppo costosi.
Gi adesso si fanno le ipotesi per il dopo. Sicuramente Gambero Rosso far una sua guida, potendo conservare la forza del marchio che popolarissimo in Italia. Slow Food dal canto suo ha la forza di migliaia di associati (che sono i principali acquirenti della guida) e un forte radicamento del territorio, tanto che la gran parte delle commissioni di degustazioni della Guida Vini dItalia che vi sono nelle diverse provincie e regioni dItalia sono gestite da esponenti di Slow Food. Quindi lassociazione e casa editrice di Bra non ha nessuna difficolt di carattere organizzativo. Resta da vedere se vorr fare una guida con marchio proprio che per si farebbe auto concorrenza essendo che Slow Food pubblica gi una guida ai vini quotidiani, vini buoni dal prezzo accessibile.
Ma c anche unaltra ipotesi, tutta da verificare ma molto interessante, che potrebbe essere un accordo con il gruppo Repubblica – lEspresso. Carlin Petrini il fondatore di Slow Food editorialista di Repubblica (anche oggi sul giornale ci sono tre sue paginate) e se al suo editore portasse in dote le migliaia di soci alias acquirenti della guida e la macchina organizzativa, non sarebbe davvero una brutta idea quella di realizzare una guida LEspresso- Slow Food, che avrebbe la forza di grossi numeri e si collocherebbe perfettamente nellarea della sinistra, area di riferimento sia di Slow Food che di Espresso Repubblica.

( Fonte webwinefood.corriere.it )