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I DATI DEFINITIVI ASSOENOLOGI VENDEMMIA 2011


 


 


VENDEMMIA 2011


 


 


 


I DATI DEFINITIVI


DELLASSOCIAZIONE ENOLOGI


ENOTECNICI ITALIANI


Organizzazione nazionale di categoria


dei tecnici del settore vitivinicolo


ASSOENOLOGI


 


 


 


 


 


Essi possono anche essere scaricati


dal sito internet www.assoenologi.it


alla voce Comunicati stampa > Studi di settore


 


 


 


 


Tutte le informazioni, i dati e le tabelle contenuti in questo dossier


non possono essere riportati, utilizzati o trasmessi in alcun modo o forma senza che venga indicata la seguente dicitura: fonte Assoenologi


 


 


Luned 17 ottobre 2011



 



PREMESSA


 


Nelle pagine che seguono sono illustrati i dati definitivi sulla produzione 2011 elaborati dallAssociazione Enologi Enotecnici Italiani – Organizzazione nazionale di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo (Assoenologi).


Essi sostituiscono quelli divulgati da Assoenologi il 4 settembre 2011.


Le rilevazioni di Assoenologi non sono il risultato di un giro di telefonate ma il frutto dellelaborazione di migliaia di rilievi ottenuti attraverso diverse fonti. La base data dalle valutazioni condotte a livello locale dalle diciassette Sedi periferiche che ha a copertura dell’intero territorio nazionale. Questi dati vengono quindi confrontati con unaltra moltitudine di informazioni acquisite autonomamente dalla Sede centrale.


Questo modo di operare consente da anni allAssoenologi di formulare, fra agosto e ottobre, le previsioni sulla produzione in modo preciso e obiettivo, tanto da essere poi confermate, dopo diversi mesi, dallIstituto nazionale di Statistica (Istat) con piccoli margini di differenza. A riprova di ci basti ricordare che lo scarto tra i dati Assoenologi e quelli Istat solo del 3% (media degli ultimi 5 anni).


Considerata la trasversalit dei professionisti che Assoenologi riunisce e rappresenta, i dati devono essere veritieri, poich direttamente o indirettamente, possono sfasare il mercato di compravendita delle uve, dei mosti e dei vini all’ingrosso, con ripercussioni sui prezzi.


Il presente dossier diviso in quattro parti. Nella prima viene fatto un quadro sintetico sugli aspetti generali che caratterizzano la produzione. Nella seconda vengono sviluppate le previsioni generali sulla campagna in corso attraverso una disamina dellandamento che ha caratterizzato il ciclo vegetativo. Nella terza dettagliata la situazione regione per regione. La quarta parte comprende un sintetico giudizio sulle ultime dieci vendemmie e una serie di tabelle da cui si possono verificare i dati riportati nel presente dossier o ricavarne di nuovi.


Giuseppe Martelli


Direttore Generale Assoenologi


I dati definitivi sulla vendemmia 2011 dell’Assoenologi possono essere scaricati anche dal sito internet: www.assoenologi.it alla voce Comunicati stampa > Studi di settore.


Tutte le informazioni, i dati e le tabelle contenuti in questo dossier non possono essere riportati, utilizzati o trasmessi in alcun modo o forma senza che venga indicata la seguente dicitura: fonte Assoenologi.


Quanto riportato in questo dossier pu essere trasformato in intervista al dottor Giuseppe Martelli, Direttore Generale di Assoenologi.



 



LA VENDEMMIA 2011 IN SINTESI


 


Tra alti e bassi. A luglio le nostre elaborazioni davano una produzione nazionale incrementata del 5% rispetto allo scorso anno. A fine agosto eravamo scesi a -5%. A met settembre il decremento era salito a -10%. Oggi, a conferimenti praticamente conclusi, siamo a -14% rispetto alla passata campagna.


Nonostante le bizzarrie del tempo, la vite, fino a met agosto, riuscita a superare i momenti di criticit, anche perch le basse e le alte temperature, nonch le piogge, anche se fuori periodo, sono capitate quasi sempre nei momenti di necessit della pianta. Il tutto per stato successivamente vanificato dal caldo torrido di un’estate che, dopo una partenza con il piede sbagliato, sembrava non voler finire pi. Infatti, le ultime due settimane di agosto e il mese di settembre, che per temperature hanno polverizzato tutti i record, hanno lasciato il segno. Da qui il ridimensionamento quantitativo e, in diverse zone, anche qualitativo della produzione.


 


Temperature da record e precipitazioni scarse. Il trimestre giugno/agosto ha registrato un decorso alquanto anomalo, non riscontrabile negli ultimi decenni. La frescura di giugno e luglio stata bilanciata dalla calura straordinaria che ha invaso tutto il Paese a fine agosto e, nonostante alcuni nubifragi, su scala nazionale mancato il 20% delle precipitazioni. Il mese di settembre nel Nord Italia stato il pi caldo dal 1800 e a livello nazionale si classifica al secondo posto solo dopo il 1987: 30C, pi o meno, in tutta l’Italia Settentrionale, con alte temperature anche in montagna. A livello nazionale ha fatto registrare 2,5C rispetto al periodo di riferimento 1971/2000. Il Nord Italia stato il pi caldo in assoluto con 3C.


Per quanto riguarda le precipitazioni, il mese di settembre 2011 ha segnato un calo, su scala nazionale, del 10% rispetto al periodo 1971/2000, mentre il Nord Italia sceso a -30%.


 


Epoca di vendemmia. A met luglio si ipotizzava un anticipo di raccolta di 20 giorni che nel Centro/Nord, fino al 15 di agosto, si ridotto a una settimana per poi tornare nuovamente a crescere. In quasi tutte le regioni del Sud la vendemmia iniziata invece nella norma pluriennale. Sta di fatto comunque che i conferimenti delle variet precoci, fatta eccezione per alcune zone di Lombardia, Puglia, Sicilia e Lazio, sono iniziati dopo Ferragosto.


Il pieno della raccolta in tutt’Italia avvenuto nella prima quindicina di settembre. Le operazioni si sono praticamente chiuse intorno alla met di ottobre, anche se gli ultimi grappoli di Aglianico in Campania, di Nerello Mascalese sulle pendici dell’Etna, di Nasco e Malvasia in Sardegna, saranno conferiti tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.


Quantit: l’Italia divisa in due. Quantitativamente, a met agosto, l’Italia si presentava divisa in due. Il Centro/Nord (fino alla Toscana) manifestava un’incidenza produttiva abbastanza omogenea che andava da 0 a -5% rispetto allo scorso anno. Oggi la forbice registra da 0 a -15%.


Il Centro/Sud (dalle Marche alla Sicilia) evidenziava invece una diminuzione compresa tra -5% e -20%. Oggi siamo tra -10% e -25%. Unica voce fuori dal coro rappresentata dalla Sardegna che, dopo tre anni di decrementi, aumenta del 5%.


Complessivamente lelaborazione dei dati fa ipotizzare che la produzione di uva possa oscillare tra i 55 e i 58 milioni di quintali che, applicando il coefficiente medio di trasformazione del 73%, danno 40,3 milioni di ettolitri, praticamente un quantitativo inferiore di poco al 14% rispetto al 2010, che fece registrare una produzione di 46,7 milioni di ettolitri (dato Istat) a fronte della media quinquennale (2006/2010) di 46.186.000 di ettolitri e di quella decennale (2001/2010) di 47.561.000 di ettolitri. Ci troviamo di fronte alla vendemmia pi scarsa degli ultimi 60 anni. Per ritrovare un quantitativo simile bisogna risalire al 1948 quando si produssero 40,4 milioni di ettolitri.


Il Veneto (7.930.000 ettolitri) si conferma, per il quinto anno consecutivo, la regione italiana pi produttiva. Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia insieme producono circa 23,5 milioni di ettolitri, ossia quasi il 60% di tutto il vino italiano.


 


Decremento strutturale.  Sicuramente il decremento produttivo nelle regioni meridionali dovuto anche al ricorso alle estirpazioni con premio e abbandono definitivo dei vigneti. Va infatti ricordato che nella precedente annata sono stati regolarmente estirpati quasi 9.300 ettari che vanno sommati agli oltre 22.000 del 2008 e del 2009. Sicilia, Puglia ed Emilia Romagna sono le regioni che hanno maggiormente fatto ricorso a tale misura.


Altro aspetto che ha diminuito la produzione da imputare alla cosiddetta “vendemmia verde” che consiste nel rendere improduttivo il vigneto per un anno. Basti pensare che detta pratica, solo in Sicilia, ha interessato circa 13.000 ettari.


 


Qualit: eterogenea ma assai interessante. Poteva essere un’annata memorabile. Purtroppo il mese di settembre non ha “fatto la differenza”. Quindi la qualit delle uve e dei vini stata piuttosto eterogenea nel senso che, anche in una stessa regione, il buono si scontra con l’eccellente e il mediocre con l’ottimo. Grazie alla sanit delle uve la qualit ha tenuto. I riscontri di cantina confermano ottimi livelli per i vini prodotti dalle uve vendemmiate precocemente e di quelle raccolte tardivamente. Una certa eterogeneit si riscontra in quelli prodotti a cavallo delle bizzarrie del tempo.


In tutti si manifesta una forza alcolica di forte considerazione, non sempre per supportata da un altrettanto contenuto in acidi.


La situazione quindi a macchia di leopardo. Complessivamente il 2011 per i vini bianchi alquanto interessante con punte di ottimo e di eccellente. I vini rossi evidenziano una carica polifenolica di tutta considerazione con indubbie possibilit di evoluzione.


 


Le previsioni di mercato. Le vendite allestero nel 2010, rispetto al 2009, hanno fatto registrare un incremento dell’11,9% in valore e dell’11% in volume. I dati del primo semestre 2011 indicano un ulteriore incremento: 14,1% in valore e 15,4% in volume, sempre rispetto allo stesso periodo del 2010. La ripresa del settore c’ e si vede. Performance importanti visto che nel 2010 stato esportato quasi il 50% della produzione nazionale, il che significa che i vini italiani, sia pure con cauto ottimismo, stanno tornando a volare. Dati che sono confermati anche dall’aumento delle quotazioni all’ingrosso di uve, mosti e vini, in quasi tutte le regioni italiane con incrementi medi che vanno dal 5% al 35% per le tipologie pi richieste. Va ricordato che i prezzi all’ingrosso dei vini nel 2010 erano stati uguali a quelli del 2009 che a loro volta erano scivolati di oltre il 30% rispetto al 2008.


 


I consumi interni continuano a calare. Secondo Assoenologi i consumi interni di vino nel 2010 si sono attestati sui 43 litri pro-capite, contro i 47 del 2007. La tendenza verso un ulteriore decremento, tanto che nel 2015 lAssoenologi li stima sotto la soglia dei 40 litri con un calo di circa il 70% rispetto agli anni Settanta, quando in Italia si consumavano poco meno di 120 litri a persona per anno. In pratica dai due bicchieri pro-capite bevuti negli anni Settanta, siamo passati a solo mezzo bicchiere di oggi.


 


L’Italia e il Mondo. La produzione mondiale di vino di 300 milioni di ettolitri (40 miliardi di bottiglie), il 60% dei quali prodotti nellUnione Europea. Il 17% della produzione mondiale ed il 30% di quella europea parlano italiano. Nel 2010 lItalia ha prodotto 46,7 milioni di ettolitri (media decennale (47,6 milioni). La superficie di uva da vino in Italia nel 1980 era di 1.230.000 ettari, nel 1990 era scesa a 970.000 ettari ed oggi di 684.000. In ventanni il nostro Paese ha perso 286.000 ettari, quanti ne hanno oggi la Lombardia, la Puglia e la Sicilia insieme. Per alcuni questo un dramma per altri un bene visto che oggi inutile produrre quello che il mercato non vuole.


 


 


Nella pagina che segue viene fatta una disanima delle ultime tre annate. A seguire viene riprodotta la tabella riassuntiva con i dati definitivi, regione per regione, sulla produzione di mosti e vini 2011. Successivamente vengono illustrate le previsioni riferite alle principali regioni vitivinicole italiane, a cui segue una serie di tabelle che riassumono i dati di produzione degli ultimi anni.



RICORDANDO LE TRE PRECEDENTI ANNATE


 


Prima di prendere in considerazione la vendemmia 2011 riteniamo sia importante ricordare le caratteristiche quantitative e qualitative delle tre precedenti campagne che sicuramente non sono state tra le pi brillanti degli ultimi vent’anni.


2008: salvata da uno straordinario mese di settembre. Nel 2008 si produssero 46,2 milioni di ettolitri di vino con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente che, come abbiamo visto, stato per molto avaro. Le regioni del Centro/Nord, eccetto la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna, furono caratterizzate dal segno meno, quelle del Centro/Sud, a eccezione del Lazio e della Sardegna, recuperarono notevolmente rispetto alla precedente produzione, tanto che la Sicilia fece registrare 35%. Le positive condizioni climatiche verificatesi in tutt’Italia nei mesi di settembre e di ottobre prolungarono il periodo di accumulo e di raccolta permettendo un forte recupero qualitativo al Centro/Nord e in particolar modo per quei vini ottenuti da uve vendemmiate tardivamente. Il 2008 valutato come un’annata assai eterogenea, comunque complessivamente buona con solo qualche punta di ottimo.


2009: bizzarra, ricca di colpi di scena, annata pi bagnata dal 1803. Il 2009 ha presentato caratteristiche ancora diverse dalle due precedenti annate a partire dalle precipitazioni autunno-invernali, considerate dal Cnr tra le pi abbondanti dal 1803. A una primavera capricciosa e caratterizzata da capovolgimenti e colpi di scena seguita un’estate iniziata all’insegna della pioggia e proseguita con temperature sensibilmente al di sopra della media stagionale. Nel 2009 si produssero 45,4 milioni di ettolitri di vino. L’Italia fu divisa longitudinalmente in due: la parte occidentale, quella tirrenica, manifest infatti incrementi produttivi abbastanza omogenei (5/10%), per contro la parte orientale (adriatica) decrementi altrettanto omogenei (5/10%). A causa del bizzarro andamento climatico e meteorico, fatto di colpi scena, piogge, sole, alte e basse temperature, la qualit in tutt’Italia stata piuttosto difforme.


2010: una vendemmia eterogenea e a macchia di leopardo. Nel 2010 landamento climatico e meteorico dei mesi di settembre e di ottobre non ha portato ai miglioramenti auspicati. Il sole stato in quasi tuttItalia avaro e le piogge, in molte zone, non hanno lasciato scampo. Leterogeneit qualitativa rilevata da Assoenologi a fine agosto stata purtroppo confermata. Una situazione a macchia di leopardo, dove in una stessa regione il buono si scontrato con leccellente e lottimo con il mediocre. Complessivamente la qualit della produzione 2010 risultata buona con diverse punte di ottimo, ma con lassenza di eccellenze. Si sono prodotti 46.737.000 di ettolitri di vino (dato Istat), circa 1 milione di ettolitri in meno rispetto al 2009. Il Veneto si confermato la regione italiana pi produttiva con 8.351.000 di ettolitri, seguita dalla Puglia (7.169.000), dall’Emilia Romagna (6.601.000) e dalla Sicilia (5.676.000), quest’ultima in calo di mezzo milione di ettolitri di vino rispetto al 2009.



 




 



 


I DATI DEFINITIVI ASSOENOLOGI SULLA PRODUZIONE


VITIVINICOLA 2011 (VINO E MOSTO) REGIONE PER REGIONE


 


 










































                                              Produzione media                  HL vino e mosto              % Previste                Media HL vino


Regione                                   vino e mosto                      produzione 2010                  rispetto                  e mosto previsti


                                           2006/2010 – Dati Istat                      Dati Istat                            2010                               2011*


Piemonte                      2.859.000                      2.996.000                    -10%                  2.700.000


Lombardia                    1.211.000                      1.349.000                       =                     1.350.000


Trentino A.A.                1.187.000                      1.161.000                     -5%                   1.100.000


Veneto                          7.930.000                      8.351.000                     -5%                   7.930.000


Friuli V.G.                      1.104.000                      1.334.000                     -5%                   1.270.000


Emilia Romagna           6.583.000                      6.601.000                    -15%                  5.620.000


Toscana                        2.846.000                      2.857.000                    -15%                  2.430.000


Marche                             885.000                         927.000                    -20%                     740.000


Lazio                             1.747.000                      1.259.000                    -10%                  1.130.000


Abruzzo                        2.826.000                      3.028.000                    -20%                  2.420.000


Campania                     1.828.000                      1.869.000                    -15%                  1.590.000


Puglia                            6.621.000                      7.169.000                    -20%                  5.740.000


Sicilia                            5.916.000                      5.676.000                    -25%                  4.260.000


Sardegna                         666.000                         475.000                    5%                     500.000


Altre**                            1.978.000                      1.685.000                    -10%                  1.520.000


Totale                          46.187.000                    46.737.000                    -14%                40.300.000


 


Fonte Associazione Enologi Enotecnici Italiani



*      In colonna sono indicate le medie produttive arrotondate e ipotizzate per ogni regione


**    Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria








UFFICIO STAMPA


20121 Milano / Via Privata Vasto, 3 / Tel. (02)99785721 r.a. / Fax (02)99785724 / info@assoenologi.it / www.assoenologi.it



 



PIEMONTE


Quantit: -10% rispetto vendemmia 2010


Landamento climatico di tutto il periodo vendemmiale stato caratterizzato da giornate calde e luminose, spesso anche ventose con poche e sporadiche piogge, che in parte hanno aiutato a completare unequilibrata maturazione delle uve rosse. Le temperature diurne e notturne si sono mantenute al di sopra della media stagionale contribuendo al fenomeno di asciugatura dei grappoli, con casi limiti di appassimento, diminuendo la quantit di uva raccolta e la resa uva/vino.


Lanticipo di maturazione, verificatosi nelle uve precoci, proseguito anche per le altre variet. La raccolta di Chardonnay e Pinot base spumante Alta Langa iniziata il 18 agosto, dal 23 dello stesso mese stata la volta del Moscato e del Brachetto le cui operazioni sono state accelerate a causa dell’aumento delle temperature delle ultime due settimane di agosto. Hanno fatto seguito, quindi, le uve di Dolcetto e Barbera ed infine quelle di Nebbiolo per Barolo e Barbaresco, i cui conferimenti hanno avuto termine nella prima settimana di ottobre concludendo cos le operazioni vendemmiali.


Lo stato sanitario delluva risultato ottimale, caratterizzato da bucce integre, spesse e resistenti con dimensioni contenute degli acini che, in parte, giustifica anche la minor quantit prodotta. Quantitativamente in tutta la regione si stima infatti un decremento medio del 10% rispetto al 2010.


Elevato il contenuto zuccherino delle uve e di conseguenza la forza alcolica dei vini, che resta comunque in equilibrio con il quadro acido.


Il Moscato presenta una buona concentrazione di aromi ed una sufficiente acidit. I vini rossi sono invece caratterizzati da unelevata intensit colorante, particolarmente evidente nelle Barbere, mentre i Nebbioli da Barbaresco e Barolo fanno registrare grandi profumi e tannini morbidi dovuti allottimale maturit fenolica.


Il mercato mette in luce una diffusa tendenza al rialzo delle quotazioni dei mosti e dei vini rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


 


LOMBARDIA


Quantit: uguale rispetto vendemmia 2010


La produzione, inizialmente leggermente abbondante, stata ridimensionata da cascola degli acini (soprattutto sulla Croatina in Oltrep) e da alcune violente perturbazioni, come quella che si abbattuta a met giugno su 700 ettari della zona pi vocata del Pinot nero sempre nellOltrep Pavese, azzerandone quasi la produzione. La prima decade di agosto stata caratterizzata da temperature sotto la media stagionale, mentre nella rimanente parte del mese il caldo molto intenso e il clima secco hanno causato un leggera perdita di turgidit degli acini delle uve rosse con conseguente diminuzione della quantit a vantaggio della concentrazione zuccherina.


In Franciacorta i primi grappoli di uve precoci base spumante sono stati raccolti gi a partire dall8 agosto. In Oltrep la raccolta iniziata subito dopo Ferragosto con i Pinot per continuare nella terza settimana con le uve bianche e quelle aromatiche. Immediatamente dopo, complice il grande calore, si sono staccate le uve rosse, che nei vigneti pi esposti cominciavano a soffrire. Il pieno della vendemmia di Barbera e Croatina avvenuto dalla terza settimana di settembre fino ai primi giorni di ottobre.


La qualit dei vini bianchi ottima, con giusta gradazione zuccherina e un buon accumulo di acido malico. Lo stesso dicasi per le uve rosse che hanno inoltre avuto un buon accumulo polifenolico.


In Valtellina l’anticipo vegetativo risultato di circa 10 giorni. Le poche uve bianche sono state raccolte dalla met di settembre, mentre la vendemmia dei Chiavennasca iniziata nella prima settimana di ottobre per terminare entro la met dello stesso mese.


In Oltrep Pavese il mercato all’ingrosso dei vini fa registrare incrementi del 10-15% per le masse base spumante, mentre per i Moscati si spuntano quotazioni superiori anche del 35% rispetto allo stesso periodo del 2010.


 


TRENTINO ALTO ADIGE


Quantit: -5% rispetto vendemmia 2010


Nella provincia di Trento la raccolta si conclusa nella prima settimana di ottobre con gli ultimi grappoli di Cabernet sauvignon, di Groppello in Val di Non e di Enantio in Vallagarina. Ma la raccolta, nei suoi volumi sostanziali, era gi praticamente terminata alla fine di settembre confermando, rispetto allo scorso anno, un anticipo medio di circa una decina di giorni.


Una vendemmia veloce, allinsegna del bel tempo che ha consentito conferimenti di qualit di alto livello con elevate gradazioni zuccherine e ottima sanit. In tutta la provincia la produzione si conferma in calo rispetto allo scorso anno di quasi il 10%. Riduzione legata ad una fioritura non sempre ottimale, alla grandine di met luglio e infine al caldo e alla siccit di fine agosto e inizio settembre, che ha ridotto il peso medio dei grappoli e causato una minor resa uva/vino rispetto alla media.


Anche la provincia di Bolzano, dopo la met di agosto, stata caratterizzata da giornate molto calde e con pochissime precipitazioni, fatta eccezione verso la met di settembre quando le temperature sono crollate e la neve caduta sino a 1.000 metri di quota. Ottima risultata la qualit sia delle uve bianche, sia delle uve rosse, con una gradazione zuccherina pi elevata rispetto al 2010. In Alto Adige, che ha fatto registrare un aumento quantitativo di circa il 5% rispetto allo scorso anno, le operazioni vendemmiali si chiuderanno verso il 25 di ottobre con la raccolta degli ultimi grappoli di Gewurztraminer e di Cabernet.


In tutta la regione si prevede un’ottima qualit per i vini bianchi, mentre per i vini rossi, in particolare Lagrein e Cabernet in Alto Adige, ci sono i presupposti per siglare un grande millesimo. Molto interessante in Trentino la qualit del Pinot grigio con intensi e delicati profumi fruttati. Il Teroldego e il Marzemino, come raramente si pu segnalare, hanno dato luogo a vini di ottimo colore, con tannini maturi e non aggressivi.


In tutto il Trentino Alto Adige si stima un decremento quantitativo del 5% rispetto al 2010.


 


VENETO


Quantit: -5% rispetto vendemmia 2010


Nelle province di Verona, Vicenza e Padova l’anticipo di raccolta stato mediamente di 7 giorni. Il caldo delle ultime due settimane di agosto, in alcune variet, ha determinato un abbassamento della resa uva/vino a causa della concentrazione, ovvero della perdita di acqua dei grappoli, in particolar modo per Merlot, Cabernet e Pinot grigio.


Le operazioni di raccolta sono iniziate il 17 agosto per le uve precoci. Per Bardolino, Valpolicella, Soave i conferimenti hanno avuto inizio nella prima settimana di settembre. Estremamente positiva la situazione per i vini Amarone e Recioto, che hanno potuto beneficiare di uve destinate all’appassimento perfettamente sane e asciutte. Per Bardolino e Valpolicella si registra un calo quantitativo del 5-10%, mentre per il Soave si riscontrato una produzione stabile in collina e un incremento del 5% in pianura.


Nelle province di Treviso, Venezia e Rovigo la raccolta iniziata verso il 20 di agosto con le variet precoci, quindi con una settimana di anticipo rispetto allo scorso anno. Grazie a un’eccellente stabilit meteorologica e all’ottima sanit delle uve, le operazioni vendemmiali si sono svolte molto regolarmente, tanto che la raccolta ha avuto una durata pi lunga del solito di circa una decina di giorni. Intorno al 10 di settembre si iniziato con i grappoli di Prosecco, a cui hanno fatto seguito quelli di Cabernet. I conferimenti si sono chiusi a met ottobre con le ultime uve di Raboso.


Per quanto riguarda la quantit di vino si stima una riduzione tra il 10 e il 15% per il Pinot grigio. Per le uve a bacca rossa si evidenzia una riduzione di circa il 10%, mentre per il Prosecco la produzione stimata normale. Considerando per il forte incremento di nuovi impianti di questi ultimi tre anni, la produzione totale pu considerarsi uguale a quella del 2010; in tutta la regione si stima per un decremento complessivo del 5%.


Attualmente le contrattazioni evidenziano dei rialzi anche del 10-15% per quanto riguarda il Prosecco Doc e del 15-20% per le altre tipologie di vino, con picchi anche superiori.


FRIULI VENEZIA GIULIA


Quantit: -5% rispetto vendemmia 2010


In Friuli Venezia Giulia linizio di agosto stato caratterizzato da un abbassamento repentino delle temperature, che ha contribuito a notevoli escursioni termiche che hanno favorito le variet a bacca bianca. La seconda decade di agosto decorsa all’insegna del caldo secco e ventilato, che ha rallentato il processo di maturazione delluva e nel contempo bloccato eventuali attacchi di botrite.


La vendemmia per le uve base spumante iniziata, timidamente e in maniera sporadica, gi dopo Ferragosto mentre, per le variet da vino bianco, si dovuto attendere la fine mese.


Per le uve a bacca rossa la raccolta cominciata verso la met di settembre, con i conferimenti di Merlot e Cabernet. Le operazioni vendemmiali in Friuli Venezia Giulia si sono concluse nella terza decade di settembre con le uve di Verduzzo, Refosco, Picolit e Ramandolo.


Una campagna caratterizzata da condizioni climatiche favorevoli, dove il caldo secco e lapprezzabile ventilazione hanno contribuito a elevare la qualit. Il mosto ottenuto dalluva raccolta, a mano o con le moderne vendemmiatrici meccaniche, ha fatto riscontrare un’ottima gradazione zuccherina e una buona acidit.


Le fermentazioni hanno avuto un decorso regolare e i primi riscontri analitici dei nuovi vini rilevano interessanti valori. Il tutto confermato anche dalle prime analisi sensoriali, che evidenziano una complessit aromatica e gustativa che lascia ben sperare in vini ricchi di struttura, profumi e colore.


La produzione ha per avuto una flessione del 5% rispetto al 2010, in parte causata dalla traspirazione dellacino per effetto delle alte temperature diurne, tanto che si stima un quantitativo di 1.270.000 ettolitri di vino.


Le contrattazioni sono state brillanti con rialzi del 15-20% per le uve di Pinot grigio, Sauvignon, Ribolla Gialla e Prosecco, mentre le variet a bacca rossa segnano un leggero ristagno nelle quotazioni.


 


EMILIA ROMAGNA


Quantit: -15 rispetto vendemmia 2010


In Emilia Romagna la seconda quindicina di agosto stata caratterizzata da temperature medie molto elevate, sempre sopra ai 30C fino al termine della seconda decade di settembre quando alcune piogge (15/20 mm), le prime da fine luglio, hanno consentito un abbassamento della temperatura di circa 10 gradi, poi di nuovo cresciuta a fine settembre e nei primi giorni di ottobre.


Le condizioni meteorologiche hanno favorito i vigneti posti in terreni pi freschi di pianura o di certe vallate, ma nel contempo hanno penalizzato, sotto laspetto quantitativo, i territori collinari.


La vendemmia iniziata il 16 agosto, con circa una settimana di anticipo rispetto alla norma, per piccole partite di Chardonnay destinate a base spumante, ed proseguita il 22 con il Pinot bianco, a cui hanno fatto seguito, nei primi giorni di settembre, lAlbana, le prime uve di Trebbiano, di Pignoletto, di Spergola e di Malvasia per la produzione di basi spumante e frizzante, di Ciliegiolo, di Lambrusco Salamino per poi proseguire con quelle di Sangiovese e di Lambrusco di Sorbara raccolti gi a partire dalla prima decade di settembre e per ultimo con i grappoli di Cabernet sauvignon e di Uva Longanesi. Le operazioni di raccolta sono terminate il 15 ottobre. Ottimo lo stato sanitario dei grappoli, incrementato di oltre il 10% il tenore zuccherino, diminuita invece la forza acida.


Dalle svinature dei vini rossi si nota una ricchezza di colore molto interessante. Qualitativamente sono attese molte punte di ottimo sia per i vini ottenuti da vitigni bianchi, sia per il Sangiovese che per i Lambruschi.


Relativamente alla quantit, in tutta la regione, si registra una diminuzione del 15% rispetto alla vendemmia 2010.


Il mercato delle uve ha fatto registrare degli incrementi superiori al 40% rispetto alla vendemmia precedente, sotto la spinta delle previsioni di un raccolto scarso e di un contenuto zuccherino pi elevato, nonch di una situazione delle giacenze di cantina notevolmente alleggerita. Le quotazioni dei vini sono partite invece con incrementi del 25%-30% rispetto al corrispondente periodo della vendemmia precedente e si registra tuttora una tendenza al rialzo.


 


TOSCANA


Quantit: -15% rispetto vendemmia 2010


Da met agosto sino agli inizi di ottobre, le alte temperature e lassenza di precipitazioni hanno accelerato le operazioni di raccolta in tutte le zone vitivinicole della Toscana.


La vendemmia iniziata il 20 agosto in Maremma e il 25 nelle altre zone con le variet precoci. Il periodo di raccolta stato concentrato a causa delle condizioni climatiche.


In alcune zone e soprattutto per il Merlot, i cui conferimenti sono iniziati nei primi giorni di settembre, si riscontrato un repentino appassimento dell’uva, a causa dell’assenza di precipitazioni e delle elevate temperature.


Le uve a bacca rossa nelle zone di Bolgheri e del Morellino di Scansano e quelle a bacca bianca a San Gimignano per la produzione della Vernaccia sono state staccate nella prima decade di settembre. La vendemmia quindi proseguita con le uve base Chianti, Chianti Classico e con quelle per la produzione del Carmignano, del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino. Le operazioni sono terminate a met ottobre con gli ultimi grappoli di Cabernet, Petit Verdot e Sangiovese.


L’uva stata conferita alle cantine sanissima, ma con resa uva/vino pi bassa della norma.


La qualit dei vini interessante in tutte le zone e per tutte le tipologie. L’andamento climatico e meteorico, registrato in particolar modo nell’ultimo periodo estivo, ha determinato un decremento della quantit valutato in -15% rispetto allo scorso anno.


Per quanto concerne il mercato all’ingrosso delle uve si registrato un aumento del 10% rispetto alle quotazione del 2010, ad eccezione delle uve base Chianti che hanno invece subito una sensibile diminuzione. Per i vini si prevede un analogo incremento.


 


MARCHE


Quantit: -20% rispetto vendemmia 2010


Ai 30C dei primi giorni di aprile e ai 38 della met di luglio hanno fatto seguito alcuni periodi piovosi che hanno sensibilmente abbassato le temperature. Il germogliamento, la fioritura e l’allegagione si sono svolte in condizioni ottimali e con una settimana di anticipo rispetto alla media pluriennale. Nelle Marche la vendemmia 2011 si svolta allinsegna del bel tempo. La raccolta iniziata con le uve precoci (Chardonnay) dopo Ferragosto, seguite da quelle di Merlot e Pecorino. Il pieno dei conferimenti avvenuto nella prima decade di settembre, quando si sono accavallati quelli di Verdicchio, di Sangiovese, di Maceratino, di Biancame e di Cabernet. Per le uve di Montepulciano, base della produzione delle docg Conero e Offida e della doc Rosso Piceno e per quelle di Verdicchio “passito” i conferimenti sono terminati nella prima settimana di ottobre, mentre le uve a raccolta tardiva hanno chiuso le operazioni vendemmiali a met mese.


Il forte caldo che si prolungato oltre il periodo stagionale ha diminuito di qualche punto la resa uva/vino. Dal punto di vista quantitativo si registra una riduzione della produzione, rispetto allanno scorso, del 20%, il che lascia prevedere una produzione di vino di circa 740.000 ettolitri contro i 927.000 ettolitri prodotti nel 2010. Tale diminuzione, imputabile soprattutto agli estirpi e alla “vendemmia verde” sulla base di quanto sancito dalla Ocm vino, stata anche determinata dal numero minore di grappoli differenziati al momento del germogliamento e dalleccessivo caldo che si verificato nei mesi di agosto e settembre.


I primi riscontri analitici sui nuovi vini evidenziano una buona qualit per tutte le tipologie, con diverse punte di ottimo.


Il mercato delle uve ha spuntato quotazioni superiori del 10-15% rispetto al 2010. Per tutte le tipologie dei nuovi vini l’incremento medio si aggira intorno al 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


LAZIO


Quantit: -10% rispetto vendemmia 2010


La stagione si avviata precocemente e in modo vigoroso con un anticipo del ciclo vegetativo compreso tra i 10 e i 15 giorni. A maggio, durante la fioritura, le viti hanno subito le conseguenze di una perturbazione durata due settimane che ha provocato, specialmente su variet precoci, difficolt di allegagione, con un conseguente calo della produzione. Pertanto si riscontrano difformit di quantit e qualit da zona a zona, e sicuramente una generale riduzione, rispetto alle vendemmie 2009 e 2010 di circa il 10% dovuta anche alla vendemmia verde. Liniziale anticipo stato in seguito parzialmente compensato (ridotto a una settimana) dalle piogge di fine luglio.


La raccolta delle variet precoci iniziata a cavallo di Ferragosto. La terza decade del mese di agosto stata caratterizzata da escursioni termiche molto elevate, anche di 15C tra il giorno e la notte, determinando un innalzamento di qualit dovuto essenzialmente al mantenimento della dotazione acida delle uve, a una maggiore sintesi dei polifenoli in quelle rosse e di aromi in quelle bianche.


La vendemmia delle variet a bacca rossa nei Castelli Romani (Sangiovese e Montepulciano) iniziata intorno al 20 settembre e si protratta fino alla prima decade di ottobre. Le operazioni di raccolta si sono concluse verso la met di ottobre nel Frusinate con la variet tradizionalmente pi tardiva e cio il Cesanese di Affile.


I primi dati analitici evidenziano vini bianchi dotati di una buona, talvolta eccessiva, alcolicit ma nel contempo, essendo la struttura acida di notevole impatto, ne risulta un buon equilibrio gustativo. I vini rossi sono invece ricchi di colore e di profumi, inoltre le straordinarie temperature elevate della prima decade di ottobre hanno favorito linnesco delle fermentazioni malolattiche, laddove si intendevano effettuare.


La scarsa produzione ha fatto lievitare i prezzi all’ingrosso prima delle uve e poi dei vini, in particolare per ligt Lazio e per qualche denominazione (Castelli Romani) che fino a qualche tempo fa sembrava non dare segni di vita.


 


ABRUZZO


Quantit: -20% rispetto vendemmia 2010


Fino a fine maggio, in tutto l’Abruzzo, si sono verificare basse temperature e piogge. Anche nel mese di giugno il termometro ha fatto registrare valori al di sotto della media stagionale. Tutto ci ha fatto ritardare le fasi fenologiche della vite. Lo sviluppo della vegetazione stato comunque rigoglioso e abbondante.


In alcune zone interne, sia a met luglio sia a inizio agosto, si sono verificate delle grandinate, anche massicce, che hanno influito sul quadro produttivo generale.


Dai primi di agosto non ha pi piovuto, situazione che si protratta sino alla prima settimana di ottobre. Sessanta giorni di caldo ininterrotto che hanno provocato un leggero anticipo della vendemmia sia per le uve bianche sia per quelle rosse.


Si riscontrato una differente maturazione a seconda delle zone e del sistema di allevamento. La pergola abruzzese ha mostrato, in questo contesto, una maggiore resistenza alla siccit rispetto al filare, soprattutto dove sono state effettuate cimature e defogliazioni eccessive.


Quantitativamente si stima una produzione inferiore di oltre il 20% rispetto al 2010. Sul decremento produttivo, oltre alla siccit, hanno inciso gli estirpi e le ristrutturazioni con premio comunitario.


Le uve bianche precoci (Chardonnay e Pinot grigio) sono state raccolte a partire dal 20/25 agosto. Per le altre variet bianche: Trebbiano, Malvasia, Passerina e Pecorino, linizio della raccolta si verificato tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre ed proseguito per tutto il mese. Contestualmente a questo periodo, nell’ultima settimana di settembre si svolta anche la vendemmia delle uve rosse a partire dal Sangiovese, per proseguire con il Merlot e Cabernet. Le uve di Montepulciano si sono raccolte fino al 20 di ottobre.


Per quanto riguarda il mercato del vino si registrano delle buone contrattazioni e movimentazioni del prodotto con prezzi superiori del 25-30% rispetto allo scorso anno.


 


CAMPANIA


Quantit: -15% rispetto vendemmia 2010


Sia pure tra alti e bassi le condizioni meteorologiche hanno riportato in linea le fasi vegetative, secondo le medie stagionali, azzerando un barlume di anticipo del ciclo vegetativo inizialmente ipotizzato in tutta la regione.


L’inizio di agosto stato contraddistinto da temperature pi elevate ed escursioni termiche notevoli di circa 15/18C. I cambiamenti di clima non hanno influito sullo stato sanitario delle uve che si sono mantenute sane, sia pure con una diminuzione della produzione stimata intorno al 15% rispetto all’annata precedente. Il decremento dovuto in gran parte alle gelate di inizio germogliamento e soprattutto alle rese uva/vino in calo con punte anche del 15-20% rispetto al 2010 a causa principalmente del gran caldo che ha caratterizzato tutto il periodo della maturazione (da fine agosto sino ai primi giorni di ottobre).


La vendemmia iniziata a met settembre con la raccolta nell’Agroaversano delle uve di Asprinio e del Fiano nel Cilento. Successivamente si sono raccolti nel Beneventano i grappoli di Falanghina, per continuare nell’Avellinese, nella prima decade di ottobre, con quelli di Fiano e di Greco di Tufo.


Nei Campi Flegrei la raccolta del Piedirosso iniziata nella terza decade di ottobre. Come da prassi, l’ultima variet ad essere vendemmiata sar quella di Aglianico per la produzione della docg Taurasi, nell’Avellinese, nella prima settimana di novembre.


Le analisi di cantina confermano una grande potenzialit per l’ottenimento di vini ricchi di caratteristiche e di personalit. Tutto ci fa prevedere un’annata di interessante qualit, complessivamente buona con diverse punte di ottimo.


La vendemmia ancora in corso e pertanto si pu parlare solo di mercato all’ingrosso delle uve le cui quotazioni risultano in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.


 


PUGLIA


Quantit: -20% rispetto vendemmia 2010


Dopo le prime stime quantitative di fine agosto, che davano un ribasso del 10% rispetto al 2010, oggi, a conferimenti avvenuti, in Puglia si registra un calo di oltre il 20%. Tutto ci a causa di problemi riconducibili alla fioritura dei vigneti, al caldo torrido che ha caratterizzato il periodo luglio/settembre, alle estirpazioni, alla “vendemmia verde” e anche a un resa uva/vino inferiore rispetto alla media.


Lepoca di raccolta risultata anticipata di una settimana rispetto al 2010. Le prime operazioni vendemmiali hanno avuto inizio l11 agosto col taglio delle uve bianche Chardonnay, tradizionalmente le prime a giungere a maturazione, seguite da quelle di Sauvignon e Pinot.


La vendemmia proseguita con le uve autoctone Primitivo (area Manduria-Sava e Gioia del Colle) nellultima settimana di agosto e i primi giorni di settembre, mentre per Negroamaro (alto e basso Salento) tra la seconda e la terza settimana dello stesso mese. Per quelle autoctone della zona di Castel del Monte (Centro/Nord Puglia): Bombino bianco, Bombino nero, Pampanuto, Montepulciano, Aglianico e Nero di Troia, i conferimenti hanno avuto inizio dopo la prima decade di settembre per protrarsi sino alla met di ottobre. Anche per i vitigni autoctoni della Valle dItria (Verdeca, Bianco dAlessano) i grappoli sono stati staccati a partire dalla terza settimana di settembre, mentre per le uve del Tavoliere a partire dalla seconda decade di settembre.


Le principali variet che hanno accusato i pi alti decrementi produttivi sono state: Primitivo e Negroamaro e in parte le uve del Castel del Monte.


Complessivamente la qualit dei futuri vini si preannuncia su ottimi livelli.


I riscontri di cantina mettono in evidenza uninteressante caratterizzazione aromatica per i bianchi, mentre i rossi manifestano un’ottima intensit colorante, notevole struttura ed armonia. importante poi rimarcare che la destinazione della produzione vitivinicola pugliese 2011 sar incrementata del 6% a favore dei vini doc e igt.


Il mercato evidenzia incisivi incrementi delle quotazioni a seconda delle zone e delle variet, con punte anche di 35%.


 


SICILIA


Quantit: -25% rispetto vendemmia 2010


La vendemmia, per le variet bianche precoci (Pinot grigio, Sauvignon blanc e, in alcuni areali, Chardonnay) iniziata nella settimana di Ferragosto con qualche giorno di ritardo rispetto alla precedente campagna. Nella terza settimana dello stesso mese si sono raccolte le uve Chardonnay, Viognier, Muller Thurgau e, in provincia di Siracusa, quelle di Moscato bianco. Dopo la raccolta del Merlot sono iniziate, a fine agosto, quelle di: Syrah, Nero dAvola, Frappato e Cabernet sauvignon. Per quanto riguarda le variet autoctone a bacca bianca, come il Catarratto, lInsolia e il Grillo, le uve sono state conferite a partire dallultima settimana di agosto, per proseguire fino ai primi giorni di ottobre.


Le operazioni vendemmiali si sono concluse in tutta la Sicilia intorno al 5 di ottobre ad eccezione della zona dell’Etna, dove i conferimenti del Nerello Mascalese sono proseguiti sino alla met del mese.


I processi fermentativi si sono svolti in modo regolare senza particolari problemi. I primi riscontri di cantina mettono in luce una pi che buona qualit dei vini con diverse punte di ottimo.


I dati raccolti e monitorati evidenziano in tutta la regione un decremento della produzione pari al 25% rispetto alla precedente campagna vitivinicola. Tale diminuzione scaturisce sia da un calo fisiologico, sia dallabbandono, attraverso i contributi comunitari, di oltre 2.000 ettari di superficie vitata, sia dagli abbandoni volontari causati dalla preoccupante situazione di mercato e, non ultima, dalla “vendemmia verde” che ha interessato circa 13.000 ettari. Tutto questo si tradurr in un ammanco di vini e mosti pari a circa 1.400.000 ettolitri.


Per quanto riguarda le contrattazioni, per i mosti si sono concretizzati incrementi di prezzi intorno al 30%, per il vino le prime quotazioni evidenziano analoghi aumenti.


 


SARDEGNA


Quantit: 5% rispetto vendemmia 2010


Anche in Sardegna dal 15 agosto in poi si verificato un forte innalzamento delle temperature a causa dei venti provenienti dal Nord Africa, con punte di oltre 45C in molte zone dellIsola e con escursioni termiche pressoch nulle. Questa situazione ha portato a una grande eterogeneit nei vigneti. Infatti in quelli collinari non irrigui, che prima della canicola presentavano tutti gli indicatori per un potenziale qualitativo e quantitativo interessante, purtroppo, con la persistenza di queste temperature estreme, hanno subito un forte stress idrico con arresti di crescita e di maturazione.


Questo ha portato a perdite di prodotto in molti areali, soprattutto nel Nord della Sardegna. Fortunatamente ad attenuare questi danni sono giunte delle provvidenziali piogge associate a una netta diminuzione delle temperature (in particolare quelle notturne): tutto ci bastato, purtroppo solo in parte, a ristabilire l’equilibrio fisiologico nei vigneti.


Le operazioni vendemmiali hanno preso il via a met agosto con le variet precoci, con dieci giorni di anticipo rispetto alla norma. A causa del forte caldo tale anticipo si ulteriormente accresciuto di circa una settimana. Nella seconda decade di settembre sono state conferite le uve autoctone dell’Isola a partire dal Vermentino, seguito dal Nuragus. La raccolta delle variet a bacca rossa (Cannonau e Carignano) iniziata negli ultimi giorni di settembre.


I primi riscontri di cantina evidenziano una resa uva/vino in molti casi inferiore alla media, una gradazione zuccherina dei mosti superiore alla norma, ma con acidit pi basse, in particolare quella malica.


Nonostante il clima pazzo, in Sardegna la produzione risulta in aumento del 5% grazie soprattutto al recupero quantitativo di alcune zone (anche del 40-50% rispetto alla passata campagna), come il Campidano e il Sulcis Inglesiente, che nel 2010 avevano accusato grosse perdite a causa degli attacchi di peronospora. In molti areali del Nord dell’Isola, soprattutto nei vigneti privi di impianto irriguo, si avuta invece una leggera flessione valutabile nellordine del 5%.


 



 



IN SINTESI LE ULTIME 10 VENDEMMIE E I DATI


SULLA PRODUZIONE VITIVINICIOLA ITALIANA


 


La sintesi di seguito riportata tratta dai dati ogni anno elaborati su scala nazionale dallAssoenologi. I riscontri quantitativi sono armonizzati con le risultanze dellIstituto nazionale di statistica di cui i dati dellAssoenologi (resi noti gi a fine vendemmia) differiscono di solo il 3% rispetto alla media pluriennale parametrata con quella dellIstat.


 


2002 qualitativamente. Sarebbe bastato che il mese di settembre ci avesse regalato meno acqua e qualche giorno di sole in pi, ma cos non stato ed il recupero qualitativo ipotizzato a fine agosto avvenuto solo in poche zone. Non unannata da dimenticare, ma neppure da millesimi da conservare. La qualit risultata alquanto eterogenea: complessivamente buona, ma con molte punte di medio.


2002 quantitativamente. I 47 milioni di ettolitri ipotizzati a fine agosto sono scesi a 44,6 milioni, contro i 54,1 milioni di ettolitri del 2000 e i 55,3 milioni della media decennale. E stata una delle vendemmie pi scarse degli ultimi quarantacinque anni, bisogna infatti risalire al 1957 per trovarne una pi deficitaria.


 

2003 qualitativamente. Poteva essere una vendemmia memorabile, sarebbe bastato unestate meno soleggiata e con qualche pioggia, ma cos non stato e la regolarit di settembre ha permesso un recupero qualitativo solo in alcune zone e principalmente per i vini rossi che hanno fatto registrare alcune punte di ottimo in quelle zone che in settembre hanno beneficiato di un andamento climatico e meteorico adeguato.

2003 quantitativamente. Tre le pi povere degli ultimi 50 anni. Si sono prodotti infatti poco pi di 44 milioni di ettolitri di vino. Il decremento produttivo stato dovuto alle alte temperature e allassenza di precipitazioni che hanno caratterizzato buona parte dei mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto. La regolarit del mese di settembre non bastata a riequilibrare la situazione. La vendemmia 2003 sar anche ricordata come la pi anticipata: 20 giorni rispetto alla media.

 


2004 qualitativamente. Le previsioni di fine agosto sono state rispettate: il mese di settembre decorso nel modo pi opportuno, regalandoci giorni di sole, qualche pioggia e una buona escursione termica notturna, condizioni che hanno siglato, dopo due campagne discutibili, unannata che, per la stragrande maggioranza delle regioni, per i vini bianchi stata tra le migliori degli ultimi anni e, per alcuni rossi, molto vicina a quella del 1997.


2004 quantitativamente. Si sono prodotti 53,3 milioni di ettolitri di vino con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Dopo due anni di forte decremento, siamo tornati ad una vendemmia vicina alla media decennale 1994/2003 attestata sui 53,5 milioni di ettolitri di vino. Fatta eccezione per Lazio, Abruzzo, Campania, Sicilia e Sardegna tutte le regioni hanno avuto incrementi di almeno il 20% rispetto alla campagna 2003.


2005 qualitativamente. Molto eterogenea la qualit. Le premesse per firmare un ottimo millesimo, nonostante le bizzarrie del tempo, cerano tutte fino a Ferragosto. Le piogge e le basse temperature che hanno caratterizzato la seconda met del mese hanno rimesso per tutto in discussione. Le speranze riposte nel mese di settembre sono andate quasi dappertutto deluse. Tutto questo ha determinato una qualit buona con poche punte qualificate al Nord e di maggiore interesse al Sud e nelle Isole.


2005 quantitativamente. Si sono prodotti 50,6 milioni di ettolitri di vini e mosti con un decremento di circa il 5% rispetto al 2004. unannata tra le pi scarse degli ultimi 50 anni, molto vicina a quella del 1954 (50,5) e pressoch uguale a quella del 1997. Le regioni che hanno registrato i decrementi pi cospicui sono state il Veneto (-19,8%), il Trentino Aldo Adige (-16,7%), il Friuli V.G. (-13,8%) e la Toscana (-12,2%).


 


2006 qualitativamente. Nel Centro/Nord la vendemmia sar ricordata come la migliore degli ultimi cinque anni: complessivamente ottima, anche se con poche punte di eccellenza. Maggiormente eterogenea al Sud e nelle Isole dove si riscontrata una pi accentuata variabilit dovuta alle bizzarrie del tempo. Nonostante le stranezze climatiche e meteoriche un ottimo mese di settembre ha ristabilito una situazione pi che positiva.


2006 quantitativamente. Si sono prodotti 49.631.000 ettolitri di vino, ossia un milione di ettolitri in meno rispetto al 2005. Pertanto un quantitativo in linea con la media triennale 2003/2005 che fa registrare 49,3 milioni di ettolitri, con un deciso decremento al Sud e nelle Isole, fatta eccezione per la Campania, ed un sostanziale recupero al Centro/Nord, con leggere punte di incremento in Piemonte, Trentino, Veneto ed Emilia Romagna.


 


2007 qualitativamente. L’andamento climatico bizzarro ha portato, tra alti e bassi, a una qualit eterogenea ma complessivamente assai interessante per le variet precoci. Per le tipologie vendemmiate dopo la met di settembre i livelli sono risultati ottimi, con diverse punte di eccellente. Al Nord i rossi hanno raggiunto i massimi livelli, con eccellenti profumi e una esuberante carica di tannini morbidi dovuti allottimale maturit fenolica.


2007 quantitativamente. Si sono prodotti 42.559.000 ettolitri di vino, vale a dire la seconda vendemmia pi scarsa dal 1950 (41 milioni di ettolitri) pari a un decremento di oltre il 14% rispetto alla campagna precedente, che fece registrare 49.631.000 ettolitri. Il decremento produttivo ha evidenziato le sue massime punte nel Sud Italia e in particolare in Sicilia dove, in certe zone, ha raggiunto punte del 55% rispetto al 2006.


 


 


2008 qualitativamente. Le pi che positive condizioni climatiche verificatesi in tuttItalia nei mesi di settembre e di ottobre hanno prolungato il periodo di raccolta e permesso un forte recupero qualitativo al Centro/Nord, in particolar modo per quei vini ottenuti da uve vendemmiate dopo la met del mese di settembre. Il 2008 sar ricordata come unannata eterogenea, ma complessivamente buona con alcune punte di ottimo.


2008 quantitativamente. Si sono prodotti 46.245.000 di ettolitri di vini e mosti con un aumento di quasi il 9% rispetto al 2007 e praticamente uguale alla media del triennio 2006/2008 (46.145.000 di ettolitri). Gli incrementi produttivi pi rilevanti si sono verificati in Abruzzo ( 38%), in Sicilia ( 35) e in Puglia ( 23%), mentre la Sardegna (-32%), il Piemonte (-9%) ed il Trentino Alto Adige (-7%) sono state le regioni che hanno fatto registrare le maggiori carenze rispetto alla presedente annata.


 


2009 qualitativamente. La qualit ha maggiormente premiato il Centro/Nord dItalia, dove, in molte regioni, stata ottima con diverse punte di eccellente. Nel Centro/Sud il bizzarro andamento climatico e meteorico, caratterizzato prima da temperature elevate, poi da piogge di durata inconsueta, ha mantenuto leterogeneit inizialmente ipotizzata determinando una qualit a macchia di leopardo, dove il mediocre si scontra con lottimo e il buono con il discreto.


2009 quantitativamente. Si sono prodotti 45,8 milioni di ettolitri, l’1% in meno della campagna 2008. Il decremento stato dovuto allandamento climatico o a quello meteorico che hanno caratterizzato soprattutto, nel mese di settembre, le regioni del Sud dItalia e in particolar modo: Marche, Abruzzo, Puglia e Sicilia. Il Veneto (8,2 milioni di ettolitri) si conferma, per il terzo anno consecutivo, la regione pi produttiva. Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia insieme producono oltre il 50% di tutto il vino italiano.


 


2010 qualitativamente. Leterogeneit qualitativa di fine agosto stata confermata a fine campagna, con un’Italia vinicola a macchia di leopardo, ove in una stessa regione il buono si scontrato con leccellente e lottimo con il mediocre. Complessivamente la qualit della produzione 2010 risultata buona con diverse punte di ottimo, ma con assenza di eccellenze.


2010 quantitativamente. Si sono prodotti 46.737.000 di ettolitri di vino, circa 1 milione di ettolitri in pi rispetto al 2009. Il Veneto si conferma la regione italiana pi produttiva con 8.351.000 di ettolitri, seguita dalla Puglia (7.169.000), dall’Emilia Romagna (6.601.000) e dalla Sicilia (5.676.000), quest’ultima in calo di mezzo milione di ettolitri di vino rispetto al 2009.


 



 



PRODUZIONE ANNUALE ITALIANA (VINO E MOSTO)


DEGLI ULTIMI 20 ANNI


 




















        1991                  1992                  1993                  1994                  1995


   59.787.600        68.686.100        62.672.000        59.290.000        56.201.000


        1996                  1997                  1998                  1999                  2000


   58.543.000        50.563.000        57.140.000        58.073.000        54.088.000


        2001                  2002                  2003                  2004                  2005


   52.293.000        44.604.000        44.086.000        53.135.000        50.566.000


        2006                  2007                  2008                  2009                  2010


   49.633.000        42.514.000        46.245.000        45.800.000        46.737.000


 


I dati sono espressi in ettolitri


Elaborazione Associazione Enologi Enotecnici Italiani su dati Istat


 


PRODUZIONE MEDIA ITALIANA (VINO E MOSTO)


DIVISA PER SEGMENTI DI TEMPO


 
















Media produzione decennio         1991/2000                          HL. 58.504.000


Media produzione ultimi 20 anni  1991/2010                          HL. 53.033.000


Media produzione ultimi 10 anni  2001/2010                          HL. 47.561.000


Media produzione ultimi 7 anni    2004/2010                          HL. 47.804.000


Media produzione ultimi 5 anni    2006/2010                          HL. 46.186.000


Media produzione ultimi 3 anni    2008/2010                          HL. 46.261.000


 


Elaborazione Associazione Enologi Enotecnici Italiani su dati Istat


 


LE MIGLIORI ANNATE DEI VINI ROSSI DEGLI ULTIMI 70 ANNI


 






1947      1964      1971      1978      1985      1988      1990      1997      2001


 


Fonte Associazione Enologi Enotecnici Italiani


 


LE ANNATE QUANTITATIVAMENTE PI SCARSE DAL 1950


 








        1950             1952             1957             2002             2003              2007


   41.049.000   44.854.000   42.838.000   44.604.000   44.086.000  42.514.000


 


Fonte Associazione Enologi Enotecnici Italiani



PRODUZIONE ANNUALE ITALIANA (VINO E MOSTO)


REGIONE PER REGIONE DAL 2001 AL 2005


 


 






































Regione               2001             2002             2003             2004             2005


Piemonte         3.324.000     2.329.000     2.282.000     3.263.000     3.054.000


Lombardia       1.286.000     1.123.000        856.000     1.168.000     1.100.000


Trentino A.A.  1.230.000     1.063.000     1.076.000     1.269.000     1.057.000


Veneto             8.668.000     6.847.000     7.369.000     8.843.000     7.093.000


Friuli V.G.        1.111.000     1.006.000     1.113.000     1.344.000     1.159.000


Emilia Romagna 7.116.000    5.682.000     5.305.000     7.155.000     6.608.000


Toscana          2.220.000     2.319.000     2.264.000     3.166.000     2.780.000


Marche            1.683.000     1.258.000        940.000     1.248.000     1.206.000


Lazio                3.008.000     2.859.000     2.441.000     2.492.000     2.362.000


Abruzzo           3.441.000     3.808.000     3.319.000     3.585.000     3.469.000


Campania        1.717.000     1.761.000     1.655.000     1.878.000     1.826.000


Puglia              6.877.000     5.580.000     6.089.000     7.610.000     8.348.000


Sicilia               7.149.000     6.209.000     6.553.000     6.964.000     7.283.000


Sardegna            845.000        729.000        856.000        943.000        924.000


Altre*                2.618.000     2.031.000     1.968.000     2.207.000     2.297.000


Totale            52.293.000   44.604.000   44.086.000   53.135.000   50.566.000


 


Elaborazione Associazione Enologi Enotecnici Italiani su dati Istat


 


I dati sono espressi in ettolitri


* Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria


 



PRODUZIONE ANNUALE ITALIANA (VINO E MOSTO)


REGIONE PER REGIONE DAL 2006 AL 2010


 


 






































Regione               2006             2007             2008             2009             2010


Piemonte         3.229.000     2.724.000     2.480.000     2.858.000     2.996.000


Lombardia       1.081.000     1.099.000     1.250.000     1.277.000     1.349.000


Trentino A.A.  1.159.000     1.221.000     1.140.000     1.254.000     1.161.000


Veneto             7.208.000     7.799.000     8.119.000     8.174.000     8.351.000


Friuli V.G.        1.014.000     1.029.000     1.014.000     1.130.000     1.334.000


Emilia Romagna   6.768.000     6.253.000     6.340.000     6.952.000     6.601.000


Toscana          2.978.000     2.824.000     2.800.000     2.772.000     2.857.000


Marche            1.090.000        757.000        871.000        782.000        927.000


Lazio                2.316.000     1.838.000     1.797.000     1.527.000     1.259.000


Abruzzo           3.233.000     2.162.000     3.054.000     2.652.000     3.028.000


Campania        2.020.000     1.652.000     1.768.000     1.830.000     1.869.000


Puglia              7.397.000     5.668.000     6.949.000     5.920.000     7.169.000


Sicilia               6.974.000     4.574.000     6.180.000     6.175.000     5.676.000


Sardegna            859.000        862.000        582.000        550.000        475.000


Altre*                2.307.000     2.052.000     1.901.000     1.947.000     1.685.000


Totale            49.633.000   42.514.000   46.245.000   45.800.000   46.737.000


 


Elaborazione Associazione Enologi Enotecnici Italiani su dati Istat


 


I dati sono espressi in ettolitri


* Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria


 



PRODUZIONE MEDIA REGIONALE (VINO E MOSTO)


DIVISA PER SEGMENTI DI TEMPO


 


 











































                                    Ultimi                Ultimi                Ultimi              Ultimi


 


Regione                     10 anni               7 anni                5 anni             3 anni


 


                                 2001/2010         2004/2010         2006/2010       2008/2010


 


Piemonte                 2.854.000          2.943.000          2.857.000        2.778.000


Lombardia               1.159.000          1.189.000          1.211.000        1.292.000


Trentino A.A.           1.163.000          1.180.000          1.187.000        1.185.000


Veneto                     7.847.000          7.941.000          7.930.000        8.215.000


Friuli V.G.                 1.125.000          1.146.000          1.104.000        1.159.000


Emilia Romagna      6.478.000          6.668.000          6.583.000        6.631.000


Toscana                   2.698.000          2.882.000          2.846.000        2.810.000


Marche                     1.076.000             983.000             885.000           860.000


Lazio                        2.190.000          1.942.000          1.747.000        1.528.000


Abruzzo                   3.175.000          3.026.000          2.826.000        2.911.000


Campania                1.798.000          1.835.000          1.828.000        1.822.000


Puglia                       6.761.000          7.009.000          6.621.000        6.679.000


Sicilia                       6.374.000          6.261.000          5.916.000        6.010.000


Sardegna                    763.000             742.000             666.000           536.000


Altre*                        2.101.000          2.057.000          1.978.000        1.844.000


 


Elaborazione Associazione Enologi Enotecnici Italiani su dati Istat


 


I dati sono espressi in ettolitri


*Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria



 


 


ASSOCIAZIONE ENOLOGI ENOTECNICI ITALIANI (ASSOENOLOGI), OVVERO LA PI ANTICA ORGANIZZAZIONE NAZIONALE DI CATEGORIA AL MONDO DEL SETTORE VITIVINICOLO


 


Prima dell’aprile 1991 il tecnico del vino in Italia era rappresentato dall’enotecnico, una qualifica professionale conferita da pochi Istituti superiori statali con ordinamento per la viticoltura e l’enologia. Con la legge 10 aprile 1991 n.129 il Parlamento italiano ha riconosciuto il titolo di enologo, fissandone la preparazione a livello universitario e attribuendolo a tutti gli enotecnici con almeno tre anni continuativi di attivit nel settore vitivinicolo.


L’enotecnico e l’enologo sono quindi persone altamente qualificate, tecnicamente e scientificamente preparate che, dalla coltivazione della vite alla raccolta dell’uva, dalla vinificazione all’imbottigliamento, curano ogni operazione, sovrintendendo e determinando tutto quanto serve a garantire, sia pure nei diversi livelli, la qualit del prodotto.


E’ stato durante il Congresso dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (O.I.V.) del 1974 che gli enologi e gli enotecnici sono stati indicati come “persone altamente qualificate” che, in conformit alle proprie conoscenze scientifiche e tecniche, sono capaci di svolgere funzioni di capitale importanza per il settore vitivinicolo.


L’Associazione Enologi Enotecnici Italiani (Assoenologi) l’Organizzazione di categoria che nel nostro Paese raggruppa e rappresenta il 90% dei tecnici vitivinicoli attivamente impegnati nel settore, di cui il 40% ha mansioni direttive in cantine sociali e private, il 10% svolge l’attivit di libero professionista, mentre la rimanente percentuale impegnata con incarichi diversi. Essa si propone la tutela professionale dell’enologo e dell’enotecnico sotto il profilo sindacale, etico, giuridico ed economico, nonch di rappresentare la categoria a tutti i livelli e di curarne l’aggiornamento tecnico scientifico. Inoltre garantisce ai suoi associati una serie di servizi professionali di tutta considerazione.


Fondata nel 1891, la pi antica organizzazione di categoria al mondo del settore vitivinicolo. Quest’anno in occasione del suo 66 Congresso nazionale, celebrato ad Orvieto dal 9 al 12 luglio, ha festeggiato i 120 anni di attivit.


La Sede centrale dellAssociazione Enologi Enotecnici Italiani a Milano, in via Privata Vasto 3, mentre ben 17 Sedi periferiche garantiscono la rappresentativit e loperativit della categoria nelle diverse zone vitivinicole italiane.


Ulteriori pi specifiche informazioni possono essere desunte consultando il sito internet: www.assoenologi.it