I FURBETTI DEL PODERINO

 


 


Vediamo se riesco a farmi un po di nemici anche stavolta. Vi racconto un episodio accaduto un paio di mesi fa, omettendo, per carit di patria, i nomi di alcuni dei protagonisti. Parlando con un produttore di vino molto noto, gli facevo presente che mi sembrava strano che si definisse contadino chi, come lui, produceva circa 600 mila bottiglie lanno, possedeva quasi 150 ettari di vigna, avesse acquistato il suo distributore negli Stati Uniti e superasse gli 8 milioni di euro di fatturato, vendendo alcune delle bottiglie che produceva anche a pi di 50 euro pi iva. Senza considerare poi i sistemi enologici usati, rotomaceratori, barriques nuove tutti gli anni e quantaltro.


 


Mi sembravano dati da autentica impresa vitivinicola, se non proprio da agroindustria, e non ci vedevo tanta contadinit, neanche sotto il profilo squisitamente fiscale, visto che di tasse, con il cosiddetto reddito domenicale, se ne pagano del tutto legalmente, peraltro assai poche.


 


La risposta, stizzita e alquanto polemica, con toni pi da sindacalista alterato che da contadino, stata che lui sapeva potare la vigna, sapeva andare sul trattore, sapeva fare un travaso con le sue mani, e che quindi era un contadino a tutti gli effetti. Mi veniva da rispondere che allora anche Ronaldo o Totti hanno un reddito domenicale, visto quando si giocano le partite, ma non ho voluto esagerare.


 


Il problema per esiste, ancor pi oggi, in un momento nel quale si richiedono sacrifici attraverso laumento della pressione fiscale. Io non voglio mettere sul banco daccusa quelli che sono veramente dei coltivatori diretti, che partecipano con piccole produzioni alle cooperative o che vendono un migliaio di litri di vino.


 


Mi chiedo per se sia eticamente tollerabile che persone che vantano redditi di tutto rispetto e che di contadini hanno ormai solo gli antenati, possano usufruire di trattamenti fiscali che non hanno, a mio avviso, alcuna ragione di essere. Servono solo a creare economie sommerse, ad acquistare vetture di lusso (per andare in vigna ci vuole il Suv, che diamine!), per girare il mondo in buisiness class, come un manager di una qualsiasi azienda di altri settori.


 


Ma quelli per le tasse le pagano eccome, e non sono i furbetti del poderino.


 


 


Visco, Padoa Schioppa, se ci siete battete un colpo !


 


( Fonte Gamberorosso – Daniele Cernilli )


 


Annotazioni


Ho scritto a Daniele Cernilli questa email, in quanto ho molto apprezzato il suo intervento :


caro Cernilli, ho letto questa mattina il suo articolo di cui in oggetto, e devo dire di essere completamente d’accordo con quanto ha scritto.


Partecipando a manifestazioni, convegni ecc. si vedono sempre meno contadini, nel vero senso della parola, cio quelli che hanno i calli alle mani, e sempre piu'” fighettini di pap ” con il fuoristrada ed il rolex al polso. E’ bene chiarire anche questi aspetti tra coloro che lavorano veramente la terra, e quelli che fanno finta, e la fanno lavorare ai poveri cristi.


 


Bravo veramente anche per il coraggio dimostrato…..i nemici ora aumenteranno di sicuro, ma anche le persone che la stimeranno per davvero !


Con cordialit


Roberto Gatti