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I GRANDI DELLA VITICOLTURA ITALIANA : CONTE LUCIO TASCA D’ALMERITA.

 


Correva lanno 1997/1998 quando per la prima volta degustai, in un ristorante della mia provincia, un vino siciliano del nuovo corso , un cabernet/sauvignon come non mi era mai capitato prima : fu amore a prima vista.


Gli amori di gioventu sono i piu veri ed i piu longevi e cosi stato anche per me, dal punto di vista sensoriale, quei tannini maturi, quella grande bevibilit, quella soddisfazione pura nel sorseggiare quel vino, mi hanno fatto innamorare della Sicilia e del suo patrimonio vitivinicolo : quel vino era il Cabernet/Sauvignon del Conte Lucio Tasca D Almerita.


 


 


IL CONTE LUCIO TASCA DALMERITA


Ho incontrato il Conte Lucio Tasca, quando sono sceso in Sicilia per partecipare alla mia prima Edizione di Sicilia En Primeur nel  2006, e di primo acchito non nascondo una certa soggezione nellavvicinarmi a questo personaggio gi Presidente dell Assovini Sicilia, che raggruppa oggi circa 80 cantine dellisola, sicuramente tra le piu prestigiose. Poi avendo avuto altre occasioni di incontro ho conosciuto piu da vicino luomo, il Conte, ed il produttore di vini eccellenti, ed ho capito che questa persona un vero Signore ( con la S maiuscola ) , termine da attribuire a ben poche persone che ho avuto la fortuna di conoscere, cosi come i Suoi figli Giuseppe ed Alberto.


Ho scoperto poi che almeno una cosa io ed il Conte abbiamo in comune, oltre la passione per i vini di qualit, : due nipotini maschi entrambi gemelli, e questo aspetto mi ha fatto conoscere il nonno Lucio.


Ora lazienda condotta con grande capacit imprenditoriale, ma soprattutto umane e lungimiranti, dal Conte stesso coadiuvato dai figli Giuseppe, che si occupa dei vigneti, e dal figlio Alberto che segue piu da vicino la cantina e le pubbliche relazioni/marketing.


Sono stato in visita il 4/5 marzo 2010  alla azienda Regaleali, a  pochi chilometri da Vallelunga Pratameno ( localit salita alla ribalta delle cronache sportive per avere ospitato la prima edizione della Targa Florio ) ed ho avuto modo di conoscere molto da vicino questi nobili imprenditori siciliani e di degustare i loro magnifici vini, di cui ne scriver in calce.


 


 


L INNOVAZIONE PORTATA ALLA VITICOLTURA SICILIANA NEGLI ANNI 60/70


 


La grandezza del Conte Lucio, tra le altre, stata quella di sperimentare nuovi vitigni, che da secoli davano grandi risultati in Francia zona Bordeaux, anche in terra di Sicilia.


E ovvio che anche in questa famiglia vi furono difficolt generazionali da superare, ed allora il Conte con caparbiet e lungimiranza, accanto ai vitigni tradizionali quali Nero d Avola, Insolia, Grillo, Catarratto ecc., impiant senza farlo sapere allanziano padre alcune barbatelle importate dalla Francia, proprio di quel Cabernet/ Sauvignon che oggi delizia i nostri palati. Poi dopo averlo vinificato port una bottiglia sulla tavola del padre, il quale una volta assaggiato non pot che complimentarsi con quel vino e , soprattutto, con chi lo aveva prodotto. Possiamo immaginare la sorpresa quando il Conte Lucio, allora giovanissimo, disse al padre che quel vino lo aveva prodotto lui, con barbatelle provenienti dalla Francia. Questa la storia in sintesi, per farvi capire come il Conte Lucio, per primo nellisola, intui le grandi potenzialit dei suoli, del clima e del sole di Sicilia, arrivando dopo 30 e piu anni a questi risultati :


https://www.winetaste.it/ita/anteprima.php?id=5836


 


        


 


LA STORIA


La storia dellazienda inizia nel 1830 quando i fratelli Don Lucio e Don Carmelo Mastrogiovanni Tasca acquistarono lex feudo Regaleali, circa 1200 ettari nelle campagne di Sclafani, al confine della provincia di Palermo con quella di Caltanissetta. Lintera propriet fu diretta dal Barone di Regaleali, Lucio Tasca che impresse uno sviluppo decisivo, con il suo esempio, allintera industria agraria siciliana. Era un grande imprenditore, scrive, di lui il Prof. A. Scif: Era stato don Lucio Tasca, Barone di Regaleali, a spingere il sistema della masseria a latifondo verso un vero progresso agricolo in Sicilia.


Lerede e nipote omonimo, Lucio Tasca, primo Conte dAlmerita, si appassion subito alla conduzione dellimpresa agricola. Sugli Annali dellAgricoltura Siciliana (1854/56), lazienda di Regaleali viene ampiamente descritta da tecnici agrari tra i pi famosi ed autorevoli del tempo, quali Nicol Turrisi Colonna ed il professor Giuseppe Insegna, e citata come fattoria modello da additare ad esempio per tutta la Sicilia. Ancora il Prof. A. Scif: Il giovane Lucio Tasca Conte dAlmerita, oltre alla fortuna, aveva ereditato il talento ad occuparsi, a pubblica utilit di una vasta impresa rurale ed il Turrisi Colonna si augurava che ci valesse da esempio alla classe dei grandi proprietari facendo loro prendere il gusto per la vita rurale, cos come avvenuto per i proprietari inglesi che tanto avevano influito sul progresso agrario, economico e civile del loro Paese, i c.d. Land Lords.


Gi da allora i vini di Regaleali erano rinomati. Nei men della Contessa dAlmerita, nata dai Principi di Trabia e di Butera, dama molto in vista dellalta societ dEuropa dellepoca (1840 – 1890), si legge Regaleali Bianco e Regaleali Rosso accanto ai nomi dei migliori vini di Francia e di Germania. Nel 1871 allEsposizione di Siracusa veniva assegnata una Medaglia dOnore al Vino di Regaleali. Il Conte dAlmerita moriva nel 1892. Suo successore a Regaleali fu il figlio secondogenito Giuseppe Tasca Lanza, Deputato al Parlamento, Senatore del Regno e due volte Sindaco di Palermo. Nel 1922 il Conte Lucio Tasca Bordonaro iniziava con grande amore e competenza la direzione dellazienda facendo rivivere i fasti dellepoca del suo omonimo nonno. La superficie dei vigneti venne da lui triplicata, le cantine ingrandite in proporzione. Lunico figlio, il Conte Giuseppe Tasca dAlmerita, eredit tutta la terra e lamore per essa. Nel frattempo per lentrata in vigore della riforma agraria caus lesproprio di parte dei 1.200 ettari originari, portandoli a circa 500 ettari. A partire dal 1957 il Conte Giuseppe Tasca, coadiuvato dalla moglie Baronessa Franca Cammarata, assunse lintera responsabilit della conduzione aziendale, dedicandosi interamente allazienda, puntando deciso verso la vigna ed il vino ed apportando notevoli innovazioni vitivinicole. Il Conte Giuseppe ha avuto quattro figli: Anna, Costanza, Rosemarie e Lucio, che oggi presiede lazienda Tasca dAlmerita.


Tra le realizzazioni del Conte Giuseppe – come gi il padre insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro – lintroduzione dellallevamento a spalliera, mai usato nella zona per le uve da mosto e nei primi anni sessanta, il rinnovo dei locali di cantina e delle relative attrezzature. Queste innovazioni portarono la capacit complessiva a 60.000 ettolitri, inoltre egli acquist numerose botti in legno di castagno da 50 a 60 ettolitri ciascuna, oggi sostituite da botti e barili in rovere francese.


 


 


LAZIENDA


Una famiglia, unimpresa, un successo internazionale. Tasca dAlmerita da oltre centocinquantanni una florida azienda apprezzata in tutto il mondo e pluripremiata per i suoi vini.


Dal cuore della Sicilia, da quelloasi ecologica di oltre cinquecento ettari che la Tenuta di Regaleali, lAzienda oggi produce quattro vini bianchi (Regaleali, Leone dAlmerita, Nozze dOro e Chardonnay), sei vini rossi (Regaleali Nero dAvola, Lamri, Cygnus, Camastra, Rosso del Conte, Cabernet Sauvignon), un rosato (Regaleali Le Rose), uno spumante metodo classico (Almerita) e un vino dolce (Diamante dAlmerita). Il 40% della produzione esportato allestero, in particolare in Germania e negli Stati Uniti.


Nei vigneti continua la sperimentazione – una delle attivit che contraddistinguono lazienda Tasca dAlmerita sin dalla sua nascita – attualmente di oltre 40 variet da tutto il mondo (vitigni italiani, greci, spagnoli e francesi) in collaborazione con Enti di ricerca ed Istituti Universitari e con la consulenza di esperti dellUniversit di Milano. Con lultima vendemmia entrata in funzione la nuova modernissima cantina ristrutturata per una sempre pi alta qualit delle lavorazioni e dei prodotti.



 


 


VILLA TASCA


Alte e snelle palme conducono ad una delle pi suggestive ville di Sicilia. Villa Tasca o Camastra, collocata tra il cuore storico della citt ed i giardini della Conca dOro. Costruita nel Cinquecento, ed appartenuta a Giuseppe Lanza, duca di Camastra, nel 1860 entr in possesso della famiglia Tasca attraverso la giovane Beatrice Lanza di Trabia e di Butera, che la port come Sua dote in sposa a Lucio Tasca dAlmerita.


Venne concepita come residenza estiva alla periferia della citt di Palermo. Ai disegni del Giganti vanno attribuiti il prospetto neoclassico con lampio scalone a doppia rampa, gran parte della recinzione e la sistemazione degli interni con decorazione dei soffitti e delle pareti a paesaggi classici; rovine e statue sono ad opera del pittore Benedetto Codardi. I magnifici pavimenti di maiolica, datati 1777, sono firmati dallartista Attanasio.


Lo storico giardino caratterizzato da piante esotiche: palme, acacie giganti, ficus magnolides, un vero museo botanico. Nel novembre del 1881 passeggiando in questo paradiso, Richard Wagner si ispir e compose il terzo atto del suo ultimo capolavoro, il Parsifal. In Sicilia per ragioni di salute con sua moglie Cosima, affascinato dalla bellezza del luogo ed orgoglioso della sua amicizia con il Conte Tasca dAlmerita, divenne presto gradito ospite di Camastra.


Grazie alla dedizione della famiglia negli anni la Villa rimasta una dei pochi giardini che circondano Palermo, arricchita e pi bella che mai.


Quando, durante la seconda met del secolo scorso, le viti di tutta Europa furono assalite dalla filossera, a Villa Tasca fu creato un vivaio e impiantato un vigneto. Sinizi cos a produrre il primo vino riscotendo gran successo anche allestero: nei menu pi aristocratici di fin siecle a fianco dei grandi vini dEuropa, figurava spesso il Camastra, che sino al 1950 era ancora nella wine list dellHotel Plaza di New York. Lavanzare della citt strinse dassedio gli spazi agricoli intorno a Villa Tasca, da qui la scelta di trasferire la produzione di vino nella Tenuta di Regaleali.


 


LA TENUTA DI REGALEALI


Inserita in un contesto paesaggistico di rara bellezza, ad unaltezza media compresa tra i 450 ed i 700 metri al di sopra del livello del mare, la Tenuta di Regaleali gode naturalmente di un microclima vocato alla viticoltura, che viene qui praticata fin dal 1.100. Linsistere di temperature atte alla perfetta maturazione dei frutti, e la fondamentale escursione termica giorno-notte di oltre 15 C., consentono la salvaguardia del patrimonio aromatico delle uve. Il terreno di propriet, oltre 500 ettari di cui 400 coltivati a vigneto, di differente composizione geologica, rappresenta un patrimonio di grande versatilit rendendo possibile la selezione della variet ideale di uva da porre a dimora in funzione delle caratteristiche di ciascun suolo. Ai vigneti si alternano alberi di mandorle, distese di grano, avena, uliveti vecchi e nuovi; e le pecore, antico diserbante naturale permettono la produzione di ottime ricotte e formaggi, guarniti con un prelibato miele di rosmarino o con marmellate fatte in casa. Piante di ginestra, rosmarino ed eucaliptus crescono attorno le riserve di acqua piovana che durante il periodo invernale sono affollate da anatre selvatiche e da aironi grigi. La caccia bandita, e non difficile dopo il tramonto incontrare istrici, lepri, conigli selvatici e porcospini.


www.tenutadiregaleali.it


 


 


I VIGNETI


Lestensione globale dei terreni vitati si aggira oggi intorno ai 400 ettari, compresi fra i 450 ed i 750 m. s.l.m, di cui 180 coltivati a uve a bacca bianca ed i restanti a bacca nera. Il suolo di medio impasto tendente allargilloso, calcareo e ricco di potassio. I sesti dimpianto sono svariati: la distanza tra i filari compresa fra 2,60 e 2,40 metri, mentre sulla fila le piante distano fra 0,70 e 1,50 metri.


Il 95% degli impianti viene allevato a spalliera con una potatura a Guyot (singolo o doppio) o a cordone speronato. Il restante 5% comprende 12 ettari allevati ad alberello. Let delle vigne varia da 1 a 40 anni, dato che ogni anno vengono impiantate nuove viti. Il vigneto pi antico, detto San Lucio, risale al 1959.


Ogni singolo ettaro viene seguito con cure meticolose lungo tutto il corso dellanno. Si comincia a gennaio con le prime potature, a maggio viene effettuato un sovescio di favino in almeno 30-40 ettari lanno; i suoli sono poi oggetto di regolari concimazioni di mantenimento. In primavera si fa la seconda potatura, detta potatura verde e le viti vengono irrorate con poltiglia bordolese, un composto di zolfo e solfato di rame, per evitare le aggressioni di parassiti. Durante il mese di luglio si cerca di aiutare la pianta a mantenere il suo equilibrio vegeto-produttivo, con il diradamento dei grappoli.


 


GLI OLIVETI


Dal 1830 gli ospiti dei Conti Tasca dAlmerita apprezzano lolio prodotto nella Tenuta di Regaleali, lazienda agricola di famiglia situata nel cuore della Sicilia e sin dallOttocento considerata un modello da prendere ad esempio, dove le esigenze dellagricoltura moderna sono soddisfatte con metodi rigorosamente rispettosi dellambiente. Tradizione che la famiglia Tasca dAlmerita ha continuato ad alimentare con continui investimenti per la qualit.


A Regaleali gli alberi di olivo contornano i filari di vigne, tra pascoli di grano e alberi di mandorle. Nulla casuale: lalternare diverse colture un metodo naturale per interrompere la diffusione di eventuali parassiti. Pi di trecento pecore pascolano nei prati in modo da contenere la crescita delle erbe selvatiche, contribuendo a mantenere pulita la tenuta in modo ecologico. Sono solo due esempi dellorganizzazione agricola di Regaleali, un ambiente ed unimpresa – bella e sana, dove una parte della famiglia Tasca dAlmerita continua a vivere con i suoi bambini e dove la qualit della vita e della produzione sono considerati obiettivi inscindibili.


Lolio Regaleali ottenuto soltanto da olive prodotte nella Tenuta, provenienti da circa 3.500 alberi di olivo che si possono sostanzialmente dividere in tre tipologie: alla prima appartengono circa 1.600 alberi secolari di diverse variet autoctone (ogliara, giarraffa, rizza, piricuddara e biancolilla) delle quali molte oggi sono in disuso; la seconda invece costituita da un giovane oliveto di dieci ettari con un et media di otto anni, composto di sole variet autoctone, di cui il 90% biancolilla ed il restante 10% nocellara; infine la terza tipologia rappresentata da un oliveto sperimentale con quattro variet tra le pi diffuse in Italia: frantoia, leccino, moraiolo e coratina.


Dai nostri oliveti nasce un olio fragrante ed equilibrato, ricco di sapori esaltati dal particolare microclima di Regaleali: un ambiente ed unimpresa belli e sani.


 


LA CANTINA


Il corpo storico delle cantine di Regaleali fa parte delledificio principale di Case Grandi. Questi locali erano in passato adibiti a stalle usate per lallevamento di vacche: Regaleali stato infatti anche un centro di selezione e ricerca di razza.


Gli stessi locali contengono oggi diversi vasi vinari: le antiche vasche a parete, in cemento rivestite di resine, che hanno complessivamente una capacit di circa 12.000 ettolitri; le classiche vasche in acciaio inox per la fermentazione termocontrollata, per una capacit di circa 15.000 ettolitri; una tinaia di botti di Slavonia, Allier e Troais, di 3.000-6.000 litri, per una capacit di 2.000 ettolitri.


La cantina stata recentemente rinnovata con lapplicazione della tecnologia pi avanzata per ottenere una sempre maggiore qualit alla produzione Tasca dAlmerita. Per una lavorazione distinta delle uve sono adesso disponibili in tutto 150 vasche con una capacit complessiva di 60.000 ettolitri. Si garantisce cos, utilizzando le nuove vasche pi piccole, una maggiore selezione, potendo lavorare allo stesso tempo, ma in modo separato variet diverse. La presenza di tre linee distinte di lavorazione – una stabile per il rosso, due per i bianchi oppure il rosato – consentono di vendemmiare nel momento ritenuto pi opportuno senza dovere attendere che la cantina si liberi da una diversa lavorazione in atto. Sono state installate inoltre presse che lavorano con straordinaria morbidezza effettuando la spremitura con una pressione di sole 0,2 atmosfere. Poco lontano dalle cantine si trova la bottaia per laffinamento dei vini rossi, un ambiente termocondizionato, costruita nel 1990 e contenente barili da 350 litri in rovere francese, con una capacit complessiva di 600 ettolitri.


Vicino a questa bottaia vi sono alcune macchine utilizzate per la svinatura e per la pigiatura; una pressa a polmone per la svinatura dei vini rossi, le innovative presse a polmone per la pressatura: queste ultime, in particolare, effettuano una spremitura soffice e delicata, preservando cos il patrimonio gusto-aromatico originario.


Le barriques da 350 litri in rovere francese destinate allaffinamento dei vini bianchi sono invece ospitate nellex granaio di Case Grandi. Non lontano sorge un grande capannone che contiene una moderna linea dimbottigliamento, in grado di confezionare fino a 3.400 bottiglie allora.


I prodotti semilavorati e finiti sono immagazzinati presso un capiente locale sotterraneo, termocondizionato.


Il controllo della temperatura sia in fase di fermentazione che in fase di affinamento, rappresenta un fattore decisivo per ottenere unalta qualit del prodotto, salvaguardando lintegrit dei vini dallazione negativa delle alte temperature.


La struttura , inoltre, dotata di un efficiente laboratorio per il costante controllo della qualit dei vini.


 


 


CAPOFARO MALVASIA & RESORT


LArcipelago delle Eolie, situato di fronte alla costa nord-est della Sicilia, formato da una catena di sette isole sorte dal mare blu profondo, quasi viola.


Un vino mare scuro come disse Omero. E fu tra queste isole che gli uomini di Ulisse aprirono la borsa data loro da Eolo scatenando i venti.


Salina, la pi verde delle isole, lantica Didyme, dal Greco gemelli, per i suoi due rilievi che ne caratterizzano linconfondibile profilo.


Lisola, riserva naturale dal 1981 ed oggi patrimonio dellUNESCO, rimasta nel tempo fedele alla locale e tradizionale architettura. Le case sono dipinte di bianco, talvolta ornate di pesca e blu, i tetti sono piatti con portico o veranda, solitamente utilizzati come stanza da pranzo, soggiorno allaria aperta. Spessi pilastri supportano le volte lignee; buganvillee crescono selvagge in cima; trecce di aglio e cipolle, grappoli di pomodori locali color ciliegia pendono dai tetti.


Capofaro Malvasia & Resort la sintesi di tutto questo: le case sono distribuite tra i vigneti e al tramonto Panarea e Stromboli si tingono di rosa.


Vacanza con noi vuol dire natura, mare pulito e trasparente, sentieri da esplorare tra le montagne che si tuffano in mare, verdi di macchia mediterranea e castagni. Il clima dolce e ventilato. Il cibo un trionfo di aromi e di sapori in cui gli ingredienti genuini giocano un ruolo fondamentale e poi le granite di frutta locale e la Malvasia delle Lipari.


Lorigine del nome Malvasia quasi sicuramente derivato dalla citt greca della Morea, oggi Peloponneso, il porto che ha solo unentrata. un vino dolce prodotto con la tecnica dellappassimento delle uve sui graticci di canna, torchiando gli acini direttamente, che raggiunge i 14 gradi. Il vino passito ricavato dalle uve Malvasia, da sempre rinomato in tutto il mondo, oggi parte della cantina Tasca dAlmerita.


www.capofaro.it


 


 


I VINI DELLAZIENDA


 


Regaleali Bianco- Bianco Sicilia Igt-


Prodotto con uve autoctone dellisola quali : inzolia, grecanico e catarratto , presenta una freschezza ed una bevibilit inaspettata, i vigneti che danno origine a questo vino sono situati a 500/600 mt di altezza, e le escursioni di temperatura giorno/notte sono elevate;


 


 


Leone- Bianco Sicilia Igt


Ottenuto da catarratto di collina e piccola percentuale di chardonnay


 


 


Chardonnay- Bianco Sicilia Igt


 


 


Nozze d Oro- Bianco Doc Contea di Scaflani


Ottenuto da uve di Inzolia e Sauvignon Tasca, stato prodotto il primo anno per festeggiare il 50 anniversario degli anziani genitori del Conte Lucio, un bianco a livello internazionale, grande beva e versatilit di abbinamento;


 


 


 


Regaleali- Rosso Sicilia Igt


Ottenuto da uve 100% Nero d Avola, dove vi ritroviamo tutta la sicilianit;


 


 


 


Lamuri- Rosso Sicilia Igt-


Da uve nero davola 100%


 


 


Cygnus- Rosso Sicilia Igt


Un Blend di nero davola e cabernet-Sauvignon, la Sicilia incontra il grande internazionale;


 


 


Rosso del Conte- Rosso Contea di Scaflani Doc-


Ottenuto dalla migliore selezione di uve Nero d avola ed altre uve a bacca rossa coltivate nella tenuta di Regaleali.


In questa azienda esistono antichi cloni di barbatelle e si stanno portando avanti progetti di salvaguardia e di sperimentazione vitivinicola : un grande rosso di levatura internazionale, che pu competere con i migliori vini italiani ed esteri, da non perdere assolutamente;


 


 


Cabernet-Sauvignon-Rosso Sicilia Igt


Ottenuto da uve di cabernet-sauvignon al 100%, ne ho scritto le note in questi termini :


 


Devo evidenziare che, questo vino allincirca 12/15 anni fa stato il primo che mi ha fatto innamorare dei vini siciliani ed ha segnato la svolta nellisola intera, uno dei primi internazionali coltivati sullisola :


Rosso scuro impenetrabile in tonalit ancora pimpante; al naso nota tipica del Cabernet Sauvignon, frutta, ciliegia, intenso e godibile; in bocca armonico, in equilibrio, tannini integrati, bella beva di classe e soddisfazione ;


DC : Eccellente ( 90/91 )


 


 


Capofaro-  Malvasia Salina Igt


Ottenuto da uve di  malvasia allevate sullisola di Lipari, un vino che racchiude tutto il sole , la sapidit del mare siciliano.


 


 


 


Benedetti siano gli uomini che fanno grandi i prodotti della terra, mettendoli a disposizione di tutti gli altri !


Il Conte Lucio Tasca d Almerita passer alla storia come uno dei Grandi della Viticoltura italiana.


Roberto Gatti


18-03-2010